Quanto tempo serviraà a Segnana per partorire un “ampio ragionamento” in tema di sanità? Sono trascorsi sei mesi dall’insediamento della Giunta provinciale, e sul tema della sanità, che nelle parole era al centro dell’agenda politica, stiamo vedendo delle operazioni incerte e preoccupanti.

Negli ultimi giorni abbiamo più volte letto sui quotidiani locali dell’intenzione dell’Assessora Segnana di affrontare tematiche quali la riorganizzazione dei Pronti soccorso, “effettuando ragionamenti più ampi” rispetto a quanto fatto sin ora. A mio parere, per Segnana, sarebbe sufficiente prendere visione degli atti politici predisposti e depositati dalla sottoscritta, che descrivono ampiamente eventi innovativi per far fronte alle lunghe attese. In particolare in una mia mozione, depositata già ad inizio marzo, parlavo di “See and Treat” come modello organizzativo per far fronte alle attese nei Pronti soccorso. La mia mozione è nata da un’attenta analisi delle realtà trentina, mettendo certamente a frutto le mie competenze in materia, ma anche grazie allo studio di altre esperienze e dall’ascolto degli stakeholders.

In un articolo avevo anche suggerito all’assessora di mettere in atto la riorganizzazione delle Guardie Mediche spostandole fisicamente nei Pronti Soccorso e nelle RSA, attuando lo sviluppo Professionale e applicando il dovuto riconoscimento economico dopo un confronto con i sindacati.

Tuttavia l’attenzione di Segnana è ancora rivolta ai Punti Nascita, alla Protonterapia e senologia decentralizzata, mentre sembra non voler prender atto che c’è ben altro su cui investire.

I ragionamenti più ampi, tanto cari all’assessora, andrebbero indirizzati a trovare soluzioni che possano soddisfare le vere esigenze dei trentini. Si pensi a ridefinire i letti di lungodegenza riabilitativa per la quale oggi un utente di Vermiglio è costretto a recarsi fino ad Arco. Si pensi ai letti di cure intermedie dei quali ogni Comunità di Valle dovrebbe disporre, in modo tale da garantire al paziente un rientro a domicilio, dopo la dimissione ospedaliera, con una situazione clinica stabile e la propria famiglia organizzata per le cure domiciliari.

Il potenziamento delle attività territoriali va definito urgentemente attraverso l’investimento di risorse e modelli organizzativi (Spazio Argento) senza però pensare di recuperare risorse dagli ospedali. Sarebbe un gravissimo errore quello di rivedere i criteri minimi definiti da un importante lavoro di ricerca che definisce i minuti assistenziali da erogare in base alla complessità del paziente. L’eventuale depotenziamento degli ospedali porterà la nostra Azienda Sanitaria nella “zona critica” della classifica che valuta la qualità attraverso la misurazione degli esiti delle cure, a fianco di Regioni alle quali mi sento di dire che la Sanità trentina non ha nulla da invidiare.

L’ampio ragionamento e la programmazione dovranno tenere in oltre in considerazione la riorganizzazione dell’Azienda Sanitaria, attraverso un’azione di ascolto approfondita prima che la sperimentazione che è in atto arrivi al termine.

 

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Paola Demagri
Consigliere Provinciale e Regionale