Dichiarazione del Segretario Generale della Presidenza della Repubblica

Incremento del ticket, deroghe ai medici di Medicina generale, inserimento dei medici di Continuità assistenziale nel Pronto soccorso, revisione dei codici colore per il triage, ma non sono certo queste le soluzioni al problema delle lunghe attese dei codici bianchi nei Pronto soccorsi trentini.

A mio parere sono almeno tre le vere problematiche alle quali la Provincia deve porre massima attenzione e attivarsi precocemente.

Incremento di risorse mediche dedicate per il Pronto Soccorso soprattutto negli ospedali di Valle. In questi giorni nel Ps dell’Ospedale di Cles transitano in media 80 utenti al giorno presi in carico da 1 medico, 3 infermieri e 1 operatore socio sanitario. La maggior parte degli utenti si presentano tra le ore 9 del mattino e le 23, durante la notte le presenze di utenti si riduce drasticamente.

Se calcoliamo che per una visita specialistica i Lea prevedono 20 minuti di tempo necessario per erogare la prestazione dobbiamo ipotizzare che il Medico di Pronto Soccorso potrebbe necessitare di un tempo maggiore. Ma lasciando i 20 minuti per paziente il calcolo è subito fatto: in un’ ora potranno essere visitati e trattati dal medico non più di 3 pazienti!

Revisione dei modelli organizzativi in quanto quelli attuali sono ormai obsoleti. Con un atto politico ho proposto all’Assessore Segnana già qualche mese fa, l’avvio di una fase sperimentale per l’attuazione di un modello organizzativo innovativo che in base alla problematica che presenta il paziente lo stesso venga trattato dai vari professionisti con il sistema “See and treat”.

Ad oggi non ho riscontro che il suggerimento sia stato preso in considerazione ed ho invece certezza che il personale di Pronto soccorso consideri indispensabile abbandonare l’attuale modalità organizzativa.

In Italia sono già disponibili i dati delle fasi sperimentali di attuazione del modello sopracitato ( Toscana) ; sono inoltre disponibili nei motori di ricerca studi di efficacia organizzativa progettati in Europa. A quanto pare però al Dipartimento Salute poco importano i dati, gli studi, la letteratura altrimenti certe scelte non verrebbero attuate!

Problemi strutturali di Ps ormai obsoleti per far fronte alle nuove esigenze organizzative soprattutto se la linea da adottare è proprio quella di attivarsi a portare avanti i due punti precedenti.

Il Pronto Soccorso di un ospedale è la prima porta di accesso è il luogo dove anche un minuto può rilevarsi essenziale per la vita dell’utente; è il luogo in cui è più difficile gestire le relazioni umane, è il luogo dove si stabilizza l’utente critico e dove si individua il percorso clinico diagnostico più appropriato; per questo l’incremento di risorse umane mediche e infermieristiche, la riorganizzazione del modello e l’adeguamento strutturale sono provvedimenti che concorrono a ridurre le attese, a garantire prestazioni di qualità e a ridurre lo stress del personale che oltre ai carichi di lavoro è particolarmente esposto ad aggressioni fisiche e verbali da parte degli utenti.

 

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Paola Demagri

Gruppo Consiliare Patt