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DEMAGRI – DALLAPICCOLA – OSSANNA (PATT) / INTERROGAZIONE * COVID: « SOSTEGNO ALLE RSA TRENTINE, SERVONO AIUTI CONCRETI E RIPARAMETRATI SULLE REALI PERDITE »

Il sistema delle RSA trentine ha pagato un alto prezzo nella fase più acuta della pandemia, sia per la perdita di vite umane degli ospiti sia per gli straordinari sforzi organizzativi ed economici che ha dovuto mettere in atto.

Alla manovra di bilancio sulla legge di stabilità provinciale 2021 era stato approvato un emendamento per impegnare la Giunta ad inserire nel bilancio 10 milioni di euro come misura a sostegno delle residenze sanitarie assistenziali, in relazione alla particolare situazione creatasi a seguito dell’emergenza epidemiologica Covid-19, per l’anno 2021 è costituita una quota straordinaria del fondo per l’assistenza integrata ai sensi dell’articolo 18, comma 2, lettera b) della legge provinciale 23 luglio 2010, n. 16 (legge provinciale sulla tutela della salute 2010), finalizzato a sostenere le residenze sanitarie assistenziali.

L’emendamento prevedeva di sostenere le RSA con un finanziamento a parziale copertura delle perdite derivate dal blocco degli ingressi degli ospiti in struttura. Infatti l’introito delle Case di riposo è costituito da una parte pagata dagli ospiti (retta alberghiera) e da una parte aggiuntiva corrisposta dalla PAT (retta sanitaria).

Il fondo che l’emendamento istituiva, come già indicato, era destinato a far fronte ai mancati introiti per gli anni 2020 e 2021 in relazione all’impossibilità da parte delle residenze sanitarie assistenziali ad occupare i posti letto previsti dai fabbisogni indicati dalle direttive della Giunta provinciale di cui all’articolo 15 della legge provinciale sulla tutela della salute 2010.

La Giunta provinciale ha istituito una commissione composta da rappresentanti di varie categorie al fine di trovare le misure migliori per indennizzare le RSA.

Con una comunicazione da parte del Dirigente del Servizio politiche sanitarie e per la non autosufficienza venivano illustrate alle RSA le richieste di comunicazione alle quali dovevano rispondere in tempi strettissimi al fine di ricevere il sostegno economico per il mancato introito dato dal blocco degli ingressi.

A questo si aggiunge il fatto che alla commissione è stato anticipato che è disponibile un capitolo di 7.000.000 € (dei 10.000.000€ stanziati a seguito dell’approvazione dell’emendamento) che verrà diviso per le giornate totali scoperte che sono state 204.044. La cifra che risulta da una semplice divisione fra lo stanziamento e le giornate comunicate dalle RSA è di € 34,30 a posto letto a copertura della mancata retta alberghiera. Questo è un grave problema per le RSA poiché in ognuna delle stesse la cifra richiesta all’ospite è più alta di questa cifra, in alcuni casi anche superiore anche del 50%.

Tutto ciò premesso, gli scriventi
interrogano il Presidente della Provincia per sapere,
1. Quali criteri sono stati utilizzati per calcolare la cifra per indennizzare la quota alberghiera;
2. Da chi è composta la commissione che ha stabilito i criteri e le modalità di sostegno alle RSA;
3. Se le RSA saranno indennizziate anche per le spese effettuate per l’acquisto DPI e per l’incremento delle spese del personale assunto per la gestione della pandemia;
4. Per quale motivo dalla comunicazione del Dirigente è stato lasciato solo un giorno di tempo alle RSA per rispondere alle richieste.
5. Se è intenzione della Giunta considerare oltre ai posti letto convenzionati anche i posti letto non convenzionati.

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.

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Paola Demagri, Michele Dallapiccola, Lorenzo Ossanna