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DEGASPERI (ONDA CIVICA TRENTINO) – PROPOSTA MOZIONE * AMBIENTE: « PROGETTO “ ACQUA E AGRICOLTURA “ IN VAL DI NON, VALUTARE IPOTESI ALTERNATIVE »

Proposta di mozione n. 380 – Progetto “Acqua e agricoltura” in Val di Non: valutare ipotesi alternative.

Il ddl 96/XVI oltre a disporre una serie di misure volte a promuovere iniziative di supporto e sostegno al territorio, vuole porre in essere percorsi di sviluppo nuovi e sostenibili.
L’importanza dell’acqua per l’uomo, gli animali, le piante, l’ambiente, il clima e in definitiva l’intero ecosistema del nostro pianeta dovrebbe essere chiara a tutti e preservare questa importante risorsa idrica da inquinamento e sprechi diventa sempre più necessario.

Da ciò consegue che promuovere iniziative sostenibili ed efficaci per il suo utilizzo dovrebbe essere una priorità per le istituzioni.
In questo ambito merita particolare attenzione la valutazione di ipotesi alternative per il rilascio idrico in Val di Non.

Le mutazioni climatiche e l’incremento dei consumi hanno ridotto le risorse disponibili per scopi irrigui. L’ipotesi prospettata oggi prevede l’interconnessione delle opere di derivazione irrigua attualmente in capo ai singoli consorzi da realizzare, tra l’altro, tramite condotte di interconnessione, opere di raccordo per la ripartizione tra gli impianti, impianti di sollevamento, scarichi di sicurezza attiva e passiva, per una spesa preventivata di 75 milioni di euro.

Esiste però una seconda ipotesi che ruota attorno al prelievo integrativo dal bacino di Santa Giustina. Attualmente la concessione è in capo a Dolomiti Edison Energy srl di cui Dolomiti Energia Spa detiene oggi il 51% delle quote. Questo fa sì che anche in Dolomiti Edison Energy la quota di soci pubblici sia rilevante e possa contribuire a determinarne le strategie, anche in funzione dell’interesse pubblico.

A tal proposito è utile rammentare che il R.D. n. 1775/1933 (Testo unico sulle acque e sugli impianti elettrici) statuisce che le concessioni sono assentite sulla base del prevalente interesse pubblico che deriva dal loro utilizzo in base al seguente ordine di priorità:

1. idropotabile
2. irriguo
3. produzione di forza motrice.

L’opportunità da cogliere per il nostro territorio, e in particolare per quello della Val di Non, è quella che si combina con il prossimo rinnovo della concessione. La legge prevede infatti che tra i criteri di scelta fra i concorrenti per il riaffido siano valutate, oltre all’offerta di risanamento o miglioramento ambientale del bacino idrografico di pertinenza, anche misure di compensazione territoriale (quali ad esempio interventi, opere e cessione di energia elettrica). Si prevede nello specifico che le misure di compensazione siano prioritariamente destinate proprio allo sviluppo rurale e al sostegno dell’agricoltura di montagna.

Il bando potrebbe quindi contenere indicazioni puntuali sulle misure a sostegno dell’economia agricola della Val di Non e, tra le opere di compensazione, prevedere quelle che garantiscano il fabbisogno idrico ai fini irrigui mediante sollevamento integrativo dal Bacino di S. Giustina.
Studi effettuati sul caso evidenziano come, In termini quantitativi, l’ipotesi di sollevamento dal lago richieda un impegno energetico prossimo od inferiore all’uno % della produzione media annua dell’impianto che ammonta a circa 282.000.000 di Kwh. Trattasi di oneri del tutto sostenibili che possono quindi trovare spazio nel contesto delle offerte prodotte dai concorrenti in fase di gara.

Se a ciò aggiungiamo:

  • il notevole risparmio in termini di costi di costruzione e di oneri gestionali a carico dei consorzi

    indotta dall’ipotesi alterativa di prelievo dal Torrente Noce in Val di Sole attraverso la realizzazione

    di una condotte ed opere accessorie estremamente onerose;

  • le inevitabili conflittualità fra i consorzi prodotte dall’ipotesi di compensazione ed interconnessione

    degli impianti consortili nonché dalla conseguente revisione dei titoli concessori;

  • la salvaguardia ambientale del torrente Noce che manterrebbe inalterati gli attuali valori di portata e

    gli aspetti naturalistici che lo caratterizzano;

  • è evidente che la soluzione alternativa di prelievo dal lago quale ipotesi di misura di compensazione territoriale indicata dal bando di gara relativo al rinnovo della concessione dell’impianto S. Giustina –Taio, merita di essere attentamente approfondita.
    Quest’ultima infatti assicurerebbe la conservazione della titolarità della concessione ai singoli consorzi, l’autonomia gestionale delle derivazioni e delle utenze, l’assenza di oneri per la costruzione degli impianti, per la gestione degli stessi e per il mantenimento degli organi di amministrazione e tecnici aggiuntivi oltre alla rapidità di realizzazione.

    Tutto ciò premesso,
    il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento impegna la Giunta provinciale

    1. a valutare l’ipotesi di prelievo integrativo dal Bacino di Santa Giustina e delle misure di compensazione territoriale da prevedere nel bando di gara con specifico riferimento allo sviluppo rurale e al sostegno dell’agricoltura della Val di Non;

    2. a riportare l’esito della valutazione alla competente commissione entro tre mesi.

     

     

    *

    Cons. prov. Filippo Degasperi

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