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DEGASPERI (ONDA CIVICA TRENTINO) – INTERROGAZIONE * POSTAZIONE 118: « QUALI INIZIATIVE SI INTENDONO ADOTTARE PER RIPRISTINARE IL DECORO DI CHI LAVORA PER LA SICUREZZA DI TUTTI? »

Nonostante le vergognose condizioni in cui versa la postazione Trentino Emergenza 118 di via Orsi a Trento siano note, in tempo di pandemia si riesce addirittura a peggiorarle, dimostrando con ciò la considerazione eil rispetto nei confronti degli operatori tecnici autisti che da mesi si fanno in quattro anche per sopperire aerrori e carenze. Solo dopo forti insistenze nello scorso marzo agli autisti era stata concessa una tenda (in prestito, viste leristrettezze in cui versa APSS…) divisa nella sezione sporca e in quella pulita con entrata/uscita separate e un riscaldamento a gasolio. Con grandi sacrifici l’APSS aveva anche fornito un gazebo per proteggere dalle intemperie gli operatori impegnati nella sanificazione delle ambulanze (anche 70 nel corso di una giornata). La procedura eratalmente efficiente che si sono viste colonne di mezzi in attesa fino all’entrata del Pronto Soccorso del Santa Chiara.

 

I temporali di maggio hanno decretato la fine della tenda in prestito che è stata smontata e rimossa. Con l’allentarsi della pressione del Covid durante i mesi estivi nessuno ha ovviamente pensato o programmato gli interventi necessari per assicurare sicurezza e un minimo di decoro. Si sono promessi container (quelli arrivati nelle postazioni di valle dimostrano solo la superficialità con cui siè affrontato il problema, ma ne parleremo in altra occasione) e tensostrutture per sanificare almeno due ambulanze in parallelo. Naturalmente a Trento ad oggi non si è visto nulla. Fino ad oggi è rimasto in servizio il gazebo in condizioni che definire precarie è un eufemismo.

Quando piove l’acqua scende e bagna l’apparecchio per la disinfezione non idoneo ad operare sotto i rovesci con rischio di folgorazione per chi lo utilizza, rischio confermato dai frequenti scatti dell’interruttore magnetotermico senza che nessuno dei responsabili abbia avuto un sussulto.

Per la vestizione/svestizione, sparita la tenda in prestito, gli operatori sono accampati in un box da terzo mondo ricavato all’interno dell’autorimessa.

La parte sporca e quella pulita, larghe meno di due metri, sono divise da una ringhiera stradale recuperata dal piazzale. Nello stesso spazio sono stipati bidoni ROT per lo smaltimento del materiale infetto, tavoli, attrezzature, armadi semidistrutti senza porte dove dovrebbero essere custoditi materiali puliti e DPI.

I termosifoni non funzionano e si cerca di ovviare alle temperature del periodo con la scarsa potenza del condizionatore.

Anche questa situazione è parte della tanto decantata “eccellenza” della Sanità trentina e dell’attenzione che i vertici (quelli sì di eccellenza almeno quanto a retribuzioni) riservano a chi lavora tutti i giorni (notti e festivi inclusi) per garantire la sicurezza ad inconsapevoli cittadini.

Oggi, con la nevicata annunciata da giorni, anche il preziosissimo e tecnologico gazebo ha terminato i propri giorni:

 

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Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

1. se in APSS qualcuno si vergogna delle condizioni in cui sono costretti a lavorare gli operatori della postazione di via Orsi di Trentino Emergenza 118, oppure se queste sono le migliori condizioni che l’eccellenza trentina riesce ad offrire;

2. quali iniziative si intendono adottare (a parte gli inservibili container) e con quali tempistiche per ripristinare rispetto e decoro nei confronti di chi lavora per la sicurezza di tutti;

3. se si ritiene di intervenire per individuare e rendere noti i responsabili della situazione descritta in premessa e ben rappresentata dalle fotografie.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

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Cons. prov. Filippo Degasperi