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DEGASPERI (ONDA CIVICA TRENTINO) – INTERROGAZIONE * IMÈR: « PIANIFICAZIONE DISATTESA E CONSEGUENZE SULLA CONVIVENZA TRA RESIDENTI E ATTIVITÀ PRODUTTIVE, QUALI SOLUZIONI? »

Interrogazione a risposta scritta. 2584. Imèr: pianificazione disattesa e conseguenze sulla convivenza tra residenti e attività produttive, quali soluzioni?

L’abitato di Imèr è caratterizzato dalla presenza di un’importante area produttiva che ospita una attività di lavorazione del legno. L’insediamento, come recita il Piano Territoriale della Comunità di Primiero, “si trova conglobato in una zona cerniera tra l’espansione residenziale e le superfici agricole”. Molto chiaramente il documento di progetto della VAS parla di “compressione” dell’attività produttiva “entro limiti non idonei allo svolgimento della vivace attività in essere” e di “imbarazzante collisione con la zona abitativa”. Il suggerimento degli esperti di pianificazione è dunque quello di un “ripensamento generale della localizzazione” che renda possibile la conversione dell’area ad altra destinazione.
Soprattutto si invita a “mantenere l’area nell’attuale estensione dimensionale evitando previsioni di ulteriori ampliamenti”.
Sarebbe necessario a questo punto riflettere sull’effettiva utilità degli strumenti di pianificazione posto che la strada intrapresa è stata quella esattamente contraria.

Le iniziative imprenditoriali vanno certamente apprezzate e sostenute ma è chiaro che lo sviluppo delle stesse non può orientarsi verso direzioni che contrastino con la logica (teoricamente indicata da chi predispone gli strumenti di piano) e il contesto in cui sono inserite.
Partiti da una piccola segheria con una volumetria da circa 5mila metri cubi chi ha scelto Imèr come residenza anche per la qualità della vita, si trova di fronte un insediamento cresciuto disordinatamente, a suon di deroghe, di 5 volte.

Il P.T.C. poneva come obiettivo strategico la conversione dell’area e invece sull’area insiste un ulteriore progetto di ampliamento. Certo i futuri nuovi volumi dovrebbero servire a ridurre la rumorosità ma per un’attività cresciuta esponenzialmente a scapito dei vicini. Nell’area si contano oggi 13 camini, inclusi quelli che servono le caldaie alimentate a cippato che, in un contesto come quello di Imèr, noto per il ristagno dei residui delle combustioni, non può non allarmare chi se li trova di fronte alla finestra.
Risulta incomprensibile come, visti gli strumenti a disposizione e le indicazioni della pianificazione territoriale, il Comune non si sia attivato per tempo per assicurare una collocazione adeguata alla segheria ma anzi abbia scelto di aggravare ancora la situazione mettendo a repentaglio l’equilibrio e la ragionevole possibilità di convivenza con le limitrofe zone residenziale e sportiva.

 

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Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

1. se alla Provincia è nota la situazione, se non ritiene necessario richiedere ad APPA di verificare se i limiti per la convivenza tra attività produttiva e residenti non siano superati;

2. le ragioni per le quali gli indirizzi del Piano Territoriale volti all’individuazione di una diversa collocazione dell’insediamento e, soprattutto, alla preclusione di ulteriori ampliamenti dello stesso non sono stati minimamente considerati;

3. se intende attivarsi per individuare una diversa area produttiva ove promuovere il trasferimento dell’insediamento come indicata dal P.T.C.;

4. le verifiche effettuate circa i rischi di esondazione del rio che attraversa l’insediamento produttivo anche in relazione all’ulteriore progetto di ampliamento;

5. le deroghe alle norme urbanistiche di cui ha beneficiato l’azienda titolare dell’insediamento per procedere al suo ampliamento, quelle ulteriormente richieste ad oggi nonché la posizione di Provincia, Comunità e Comune sulle stesse.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. prov. Filippo Degasperi