Aeroporto Catullo: dopo anni di annunci prosegue l’inesorabile declino?. Negli ultimi 10 anni, escludendo l’attuale fase, il traffico passeggeri a livello nazionale è cresciuto di circa il 21% passando dai 136 milioni di passeggeri del 2007 ai 164 milioni del 2016.

Nello stesso periodo il traffico all’aeroporto Catullo è calato del 20% passando da 3,5 a 2,8 milioni di passeggeri. Nel decennio quindi sono andati perduti 4,5 milioni di passeggeri mentre i concorrenti più prossimi (Bologna, Venezia, Bergamo) sono cresciuti mediamente del 60%. Considerando che circa il 30% dei passeggeri dispersi sia di origine internazionale, utilizzando gli indicatori statistici comunemente applicati per i giorni di permanenza e spesa media, il mancato introito per il territorio servito dallo scalo nel periodo in esame può essere stimato in circa 255 milioni di euro.

Come noto la sorte del Catullo è stata pesantemente segnata dall’ingresso di SAVE. SAVE ha lavorato, indisturbata, con metodo scientifico, sul ridimensionamento dello scalo di Verona per eliminare un pericoloso concorrente per Venezia in cui sono stati già investiti 1,1 miliardi. Nelle intenzioni tutto deve passare per Venezia e Verona deve accontentarsi di traffico locale low cost e un po’ di charter. Nessuno sviluppo quindi per Verona e Brescia (l’aeroporto fantasma da 18 anni con costi insostenibili per lo Stato e per la società di gestione (7 milioni di perdita annua).

A titolo di esempio, fino al 2014 Verona era collegato con Parigi de Gaulle con un triplo giornaliero Air France, con Monaco e Francoforte con 9 collegamenti giornalieri Air Dolomiti/Lufthansa (6 sul primo e 3 sul secondo), 5 collegamenti Alitalia con Roma, un bi-giornaliero con Zurigo Air Dolomiti.

Tali collegamenti si sono ridotti a 3 con Roma, 3 per Monaco e 2 per Francoforte. I 3 settimanali per Parigi Orly che hanno sostituito i 3 giornalieri non hanno resistito alla prova del mercato perché non integrati.
L’entrata di SAVE in Catullo aveva l’obiettivo di far entrare un partner operativo in grado di concretizzare un piano industriale di medio e lungo termine, piano annunciato nel dicembre 2016 con una previsione di 66 milioni di investimento nel triennio 2016 – 2019. Nessuno degli impegni è stato al momento realizzato con la conseguenza che l’Autorità dei Trasporti ha ridotto le tariffe aeroportuali, inizialmente calcolate sulla base del contratto di programma che includeva gli investimenti del piano, e riviste proprio perché del piano non si è concretizzato nulla.

Caso unico, orchestrato da SAVE, che sorprendentemente non ha visto alcun sussulto da parte dei soci trentini visto che il valore di uno aeroporto dipende dalla sua capacità ammissibile, è stato l’abbattimento della capacità recettiva da parte del Comitato Ambiente Aeroportuale. In conseguenza della sconsiderata iniziativa, lo scalo di Verona è passato da un limite di 80 mila movimenti (equivalenti a circa 8 milioni di passeggeri) a 44 mila movimenti ovvero una capacità di 4,4 milioni di passeggeri segnando un meno 40% con un enorme danno alla società totalmente ignorato.

Apprendiamo dalla stampa che sarebbe intenzione rafforzare il nesso tra Catullo e territorio trentino. E’ chiaro che l’idea del marketing ha oggi poco o nulla a che fare con lo sviluppo dell’infrastruttura e con gli auspicati benefici per il Trentino vista la tipologia di passeggeri sopra richiamata (low cost e charter i cui passeggeri hanno le destinazioni già organizzate).

Servono investimenti e soprattutto la volontà di valorizzare effettivamente lo scalo, ponendo al vertice l’interesse del socio Provincia di Trento piuttosto che quello di SAVE.

Uno snodo decisivo potrebbe essere il collegamento ferroviario diretto con Trento, ma non attraverso il faraonico progetto di raccordo metropolitano con Verona che porterebbe tra l’altro ad allungare significativamente la tratta. Come già votato dal Consiglio provinciale sarebbe sufficiente prolungare i treni regionali che oggi fermano ad Ala fino alla stazione di Dossobuono. Un intervento a costi ridotti, immediatamente realizzabile.

  1. le iniziative che intende adottare e le relative tempistiche con riferimento al piano di investimenti da 66 milioni ufficializzato nel 2016;
  2. l’ammontare della riduzione delle tariffe aeroportuali stabilite dall’Autorità dei Trasporti in conseguenza della mancata realizzazione del programma di investimenti concordati;
  3. le iniziative che intende adottare e le relative tempistiche con riferimento a nuove tratte e collegamenti;
  4. le iniziative che intende adottare per contrastare la palese strategia di ridimensionamento dell’aeroporto Catullo a favore di Venezia;
  5. la valutazione sulla perdita di valore della Società conseguente al ridimensionamento della capacità ammissibile;
  6. il numero dei passeggeri non residenti in Trentino, transitati dallo scalo veronese con destinazione le località della Provincia di Trento per ciascun anno dal 2010 al 2019;
  7. l’esito delle valutazioni effettuate sulla sostenibilità del collegamento diretto Trento – Dossobuono con il prolungamento dei treni regionali che attualmente terminano la corsa ad Ala.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

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Cons. prov. Filippo Degasperi