Interrogazione a risposta scritta – Province autonome e Corte dei conti: il controllato controlla il controllore?

La Commissione dei Dodici, in sordina come sempre, si appresta ad esaminare nella prossima seduta del 6 luglio 2020 la proposta di modifica del d.P.R. 15 luglio 1988, n. 305 recante “Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino – Alto Adige per l’istituzione delle sezioni di controllo della Corte dei conti di Trento e di Bolzano e per il personale ad esse addetto”.

Lo schema di proposta ha sollevato grande turbamento e seria preoccupazione tra il personale in organico delle Sezioni di controllo della Corte dei conti delle rispettive Province per i molteplici risvolti sull’autonomia e sull’indipendenza dell’istituzione che rischiano di essere seriamente compromesse.

I piani di analisi sono molteplici ma la misura di maggiore impatto è certamente la provincializzazione di tutto il personale amministrativo, incluso quello dirigenziale, giustificata da una finalità di miglioramento delle funzionalità degli uffici stessi. Tale scopo, nascendo da un problema insussistente e privo di alcun riscontro fattuale, non troverebbe alcun fondamento quando questioni di inefficienza per parte dei predetti uffici non sono storicamente note ma neppure mai state sollevate nel passato, tanto da apparire un pretesto che prenderebbe spunto unicamente dalle asserite inefficienze dell’apparato giudiziario della magistratura ordinaria.

La recente regionalizzazione del personale amministrativo della giustizia, non avendo dato misura di un miglioramento delle prestazioni lavorative, fornisce un ulteriore paragone che smonta una finalità dichiarata che fa supporre ben altri scopi, considerato anche l’esiguo numero, 48 in base all’attuale pianta organica, delle unità di personale che compongono le sezioni delle rispettive Province autonome. Posto che la giustizia contabile, occupandosi in via esclusiva e per espresso mandato costituzionale del controllo della spesa pubblica da parte di agenti pubblici, è titolata di penetranti poteri di controllo e accertamento dei comportamenti dei funzionari pubblici, emergerebbe il reale rischio di configurazione di conflitto di interessi quando il controllore disporrebbe delle risorse messe a disposizione dello stesso controllato, se tale ipotesi di provincializzazione fosse attuata.

Sussistono anche riserve circa la possibilità da parte del personale, anche dirigenziale, di esercizio dell’opzione qualora non intenda passare ai ruoli della Provincia ma restare dipendente della Corte, producendo un ulteriore vulnus per i funzionari.

Oltre all’infondatezza dello scopo di tale riforma, se già ciò non dovesse smontare le argomentazioni, la pervasività e rischiosità dell’intervento risultano inequivocabili analizzando un’altra modifica che riguarda la composizione delle Sezioni di controllo con l’introduzione di due, anziché uno, magistrati di nomina delle rispettive Province di Trento e Bolzano. Il nuovo comma 2 dell’art. 1 del d.P.R. n. 305 prevede infatti che due dei quattro magistrati assegnati al controllo “sono nominati dal Consiglio dei Ministri su indicazione del Consiglio provinciale ove ha sede la sezione di controllo e i relativi oneri sono posti a carico della rispettiva Provincia autonoma”. La previsione raddoppia il numero come non fornisce indicazioni in ordine ai requisiti professionali ed anagrafici in capo ai magistrati di designazione politica, peraltro a vita e non più con mandato quinquennale. A completamento del disegno, si aggiunge la proposta di soppressione del meccanismo di nomina di magistrati aggiuntivi previsti precedentemente ad integrazione delle Sezioni di controllo, assicurando così in modo stabile il potenziamento della pianta organica di due unità per ogni sezione.

Un’operazione, in sintesi, che stravolgerebbe gli assetti minando i principi di terzietà, imparzialità ed indipendenza e aprendo legittimamente alla possibilità di inserire negli organici elementi di fiducia del Governo provinciale, come anche alla precostituzione di maggioranze;

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere
1. se il potenziamento della pianta organica della Sezione di controllo della Corte dei Conti di Trento, attraverso l’introduzione di due magistrati di nomina della Provincia Autonoma di Trento ad vitam non corrisponda ad una riforma definitiva che compromette irreparabilmente l’indipendenza e la terzietà dell’istituzione, aggravando ulteriormente il conflitto di interessi già palese nella situazione attuale;
2. chi sia il proponente dell’iniziativa e se la stessa sia stata condivisa e concordata con i diretti interessati ed eventualmente quale sia il parere di questi ultimi;
3. se l’iniziativa sia in qualche modo da ricondurre al dinamismo che connota l’azione della Procura regionale o ai richiami puntuali e analitici delle Sezioni di controllo.

 

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A norma di regolamento si richiede risposta scritta.
Cons. prov. Filippo Degasperi