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DEGASPERI (OCT) – INTERROGAZIONE * SCUOLA TRENTINA « LA BABELE DIGITALE E LA DIDATTICA CLASSISTA »

Interrogazione a risposta scritta n. 1.275 – La babele digitale e la didattica classista.

Non è certo la fiacca difesa abbozzata nel comunicato stampa n. 628 a poter smentire l’evidente mancanza di regia nella scuola trentina ai tempi del covid.
Purtroppo l’autonomia degli istituti è stata in molti casi sostituita dall’anarchia, quasi fossero dei si- nonimi, e le scuole (rectius: i dirigenti) si sono mosse in ordine sparso. Se una quota di responsa- bilità ricade sul Ministro, costantemente esitante e incerto nelle indicazioni, ci si sarebbe attesi che le lacune centrali sarebbero state colmate da chi dovrebbe occuparsi della scuola in Provincia. In- vece abbiamo assistito alla semplice riproduzione della medesima incertezza.

I dirigenti che avevano investito e potevano vantare una significativa e organizzata preparazione nel campo della didattica digitale hanno potuto metterla a frutto. Quelli che invece hanno (per scel- ta … strategica) considerato l’informatica un fastidio si sono trovati in retroguardia e, ribaltando le loro carenze su tecnici e docenti, stanno faticosamente cercando di recuperare.

In mancanza di indicazioni chiare da parte dell’Assessore c’è chi ha correttamente coinvolto gli or- gani collegiali nelle scelte e chi ha impostato il lavoro su veline quotidiane contenenti ordini e diret- tive unidirezionali, spesso contraddittorie rispetto alle indicazioni ministeriali.
Si considerino a titolo di esempio gli ordini impartiti circa l’obbligatorietà dello svolgimento di lezioni nella modalità on line, gli ordini relativi alla durata delle lezioni on line o l’obbligatorietà della rileva- zione sul registro elettronico delle attività svolte e delle assenze degli studenti.

Se il Ministro ha richiamato la necessaria “uniformità dell’attività didattica”, il Capo dipartimento del Ministero, a tutela degli studenti, aveva pochi giorni fa invitato a “evitare un eccessivo peso dell’impegno on line” per adolescenti che rischiano di passare intere giornate davanti a un monitor. Il Dipartimento della Conoscenza aveva fornito indicazioni significative facendo riferimento al “coin- volgimento equilibrato delle diverse discipline”.

Da tempo la scuola trentina soffre dell’enfasi verso la quantità, quasi che la montagna di adempi- menti (ore di lezione incluse) sia indicatore di efficienza e qualità. Ecco allora che, di fronte a istituti che lasciano ai consigli di classe le scelte didattiche, zelanti dirigenti seguaci della filosofia “quanti- tativista” impongono a frastornati studenti decine di ore di lezione frontale on line, senza alcuna considerazione per la delicatezza del momento, la dotazione di pc, la disponibilità di connessioni adeguate, mettendo in croce prima di tutto le famiglie. La didattica digitale “quantitativista” che sta prendendo piede non è di certo democratica, anzi discrimina gli studenti in base alla disponibilità economica perché, come dovrebbe sapere chi occupa ruoli di responsabilità, “le famiglie sono tutte diseguali”.

I docenti e i tecnici si sono mirabilmente fatti carico della contingenza, in molti casi colmando evi- denti lacune nelle organizzazioni. Hanno messo a disposizione risorse e dotazioni personali dato che agli insegnanti trentini è negato anche il riconoscimento dei 500 euro annui previsti nel resto d’Italia per gli acquisti di strumentazioni. Hanno cercato di recuperare conoscenze che si sarebbe- ro potute tranquillamente acquisire nel corso degli aggiornamenti annuali se la didattica digitale fosse stata considerata strategica e non le fossero invece stati preferiti corsi utili solo per garantire un incarico a qualche “formatore” amico.

Considerate le giustificazioni addotte dal Dipartimento, di fronte alla babele a cui assistiamo quoti- dinamente, i casi sono due: o le indicazioni non sono state così chiare oppure qualche dirigente ha fatto finta di non aver ricevuto nulla.

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

come e con quali tempistiche si intende valutare “l’uniformità dell’attività didattica” richiesta dal Ministro;

-) se la lezione frontale on line deve ritenersi obbligatoria e dovuta oppure se, come interpre- tabile dalle indicazioni del Dipartimento per il personale del comparto scuola, spetta al do- cente e al consiglio di classe individuare le modalità più adeguate per predisporre i materia- li e svolgere l’attività a distanza che non consitono per forza nella lezione frontale;

-) se la durata delle lezioni frontali on line debba ritenersi scelta di competenza del dirigente oppure se spetti al docente e al consiglio di classe individuare le tempistiche più adeguate per ciascun gruppo classe;

-) se il Dipartimento intende fornire indicazioni circa durate minime e massime delle lezioni frontali on line, tenuto conto anche della disposizione ministeriale volta ad “evitare un peso eccessivo dell’impegno on line”;

-) se le attività on line vadano obbligatoriamente riportate sul registro elettronico, se sullo stesso registro sia necessario rilevare le assenze degli studenti alle lezioni on line e quali conseguenze abbiano le assenze rilevate;

-) se le settimane di attività didattica a distanza siano, dal punto di vista degli insegnanti, da considerare contrattualmente rese;

-) come intende il Dipartimento verificare l’applicazione dell’indicazione relativa al “coinvolgi- mento equilibrato delle diverse discipline” e a chi compete, all’interno delle istituzioni scola- stiche e formative programmare la didattica a distanza per ciascuna classe;

-) se la registrazione e la messa a disposizione di lezioni digitali sia da considerarsi obbligato- ria ed eventualmente quali dotazioni tecnologiche si intendono mettere a disposizione del docente per la realizzazione del materiale digitale;

-) se il Dipartimento intende verificare quali istituti abbiano investito nell’aggiornamento sull’informatica e sulla didattica digitale e quali invece si siano affidati all’esclusiva disponi- bilità degli insegnanti e dei tecnici, chiamati a sopperire clamorose lacune;

-) quali iniziative intende adottare e con quali tempistiche per assicurare agli studenti e al per- sonale obbligato alle lezioni on line, le connessioni e le dotazioni necessarie;

-) se, in caso di mancanza di dotazioni personali, gli insegnanti sono autorizzati ad accedere a scuola per impartire da lì le lezioni on line.

 

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A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. prov. Filippo Degasperi

 

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