VIDEONEWS & sponsored

(in )

DEGASPERI (OCT) – INTERROGAZIONE * COVID-19: « PREPARAZIONE DELLE FUTURE CONFEZIONI DI IDROSSICLOROCHINA PRIVE DI SOSTANZE A DOCUMENTATA IPERSENSIBILITÀ »

Interrogazione a risposta scritta n. 1426 – Preparazione delle future confezioni di idrossiclorochina prive di sostanze a documentata ipersensibilità.

Il Ministero alla Salute ha incaricato lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze di produrre IDROSSICLOROCHINA, uno dei farmaci insieme alla clorochina e ad altri che si stanno usando contro il coronavirus in via sperimentale. Una determina dell’Agenzia italiana del Farmaco del 17 marzo, lo inserisce nell’elenco dei medicinali rimborsabili e utilizzabili anche per il trattamento in regime domiciliare. Il ministro Speranza scrive nel decreto del 7 aprile riguardo a difficoltà di approvvigionamento. Nei giorni scorsi diversi pazienti affetti da malattie autoimmuni, come lupus e artrite reumatoide, hanno denunciato carenze di questi medicinali in farmacia.

Idrossiclorochina solfato è il principio attivo di un antimalarico dimostratosi efficace nel controllo dell’artrite reumatoide e del lupus eritematoso. Nel corso dell’epidemia da coronavirus “Sars Cov- 2”, l’idrossiclorochina è divenuta farmaco di prima scelta per la sua attività immunosoppressiva. Tra le poche controindicazioni di idrossiclorochina è riportata “l’ipersensibiltà al principio attivo e verso i composti 4-aminochinolinici o ad uno qualsiasi degli eccipienti” (vedi foglietto illustrativo). E’ stato segnalato allo scrivente il caso di una paziente di 38 anni, madre di due bambini, colpita dalla sindrome conclamata da coronavirus, che non ha potuto essere curata tempestivamente con idrossiclorochina essendo allergica al mais, in quanto l’amido di mais è uno degli eccipienti contenuti nelle compresse. Per poterla curare è stato richiesto il principio attivo alla ditta Sanofi- Synthélabo produttrice del Plaquenil, la quale ha dovuto recuperare l’idrossiclorochina solfato dalla sede straniera di produzione delle compresse. Il farmaco è pervenuto per via aerea in Francia e poi in Italia, con corriere dopo sei giorni dalla richiesta. Pertanto la paziente ha iniziato la terapia con sei giorni di ritardo. Pur avendo ottenuto un immediato beneficio con la somministrazione di idrossiclorochina, a distanza di un mese dalla diagnosi la paziente non è ancora guarita;

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

  1. se esista un protocollo terapeutico formulato dall’APSS per le varie fasi dell’infezione da coronavirus e in caso affermativo se ne chiede copia e i nominativi dei medici lo hanno elaborato;
  2. in quale quantità idrossiclorochina solfato é stata somministrata per ogni malato affetto da infezione di coronavirus e la quantità totale alla data del 22 aprile 2020;
  3. se attualmente l’APSS abbia difficoltà nell’approvvigionamento di idrossiclorochina solfato;
  4. se siano stati rilevati casi di fenomeni di allergia all’assunzione di idrossiclorochinina solfato nei pazienti in cura presso l’APSS;
  5. se non ritenga l’assessorato alla salute, sentito il parere dei medici infettivologi della struttura semplice interdipartimentale aziendale, evidenziare al Ministero della Sanità la necessità che il nuovo stabilimento di produzione produca una quantità di compresse di idrossiclorochina solfato senza eccipienti come l’amido di mais che possono creare fenomeni allergici.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

*

Cons. prov. Filippo Degasperi

 

 

[pdf-embedder url=”https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/wp-content/uploads/2020/05/IDAP_1341700.pdf”]ipersensibilità.