Pronto soccorso e accessi impropri: le parole in libertà del dott. Ruscitti.

Apprendiamo dalla stampa che il dott. Ruscitti ritiene i malcapitati cui viene assegnato il codice verde e che, disponendo di molto tempo libero, decidono di accedere al Pronto Soccorso dell’ospedale di Trento, lo farebbero “impropriamente”.

Ora, i codici verdi identificano situazioni meritevoli di controllo (a detta del professionista del triage e non dell’apprendista stregone) ma che riguardano pazienti in condizione né critica né acuta. Per esempio rientrano nei codici verdi la stragrande maggioranza delle fratture.

Preso atto delle convinzioni di chi dirige il Dipartimento salute della Provincia autonoma di Trento, immaginiamo che per chi si trova, suo malgrado, con una frattura da trattare, lo stesso Dipartimento abbia predisposto un’alternativa che gli consenta di evitare di essere etichettato quale “accesso improprio” al Pronto Soccorso.

Sempre dalle parole del nuovo vertice della Sanità trentina veniamo a sapere che chi avesse la disavventura di aver bisogno del Pronto Soccorso di Trento (“sotto organico di tre-quattro figure professionali”) potrebbe finire tra le mani di un “praticante”, laureato ma ancora privo della specializzazione. Questo, oltre a riportare la Sanità trentina indietro di decenni, a quando la specializzazione non era requisito indispensabile, solleva qualche perplessità che merita attenzione.

Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Provincia per conoscere:

1. se il dirigente generale del Dipartimento salute, una volta entrato in servizio, è stato edotto sulle casistiche che competono ai reparti di Pronto Soccorso dell’APSS;
2. presso quale struttura, servizio o unità operativa del servizio sanitario provinciale dovrebbe rivolgersi un cittadino che dovesse subire una frattura;

3. se i pazienti saranno informati dell’assenza di specializzazione in chi li cura ed eventualmente come;

4. se le prestazioni del medico privo di specializzazione saranno sottoposte a supervisione di personale in possesso dei titoli previsti dalla legge per esercitare all’interno degli ospedali pubblici italiani.

 

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

 

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Cons. Filippo Degasperi