Il consigliere dell’Unione per il Trentino Pietro De Godenz ha provveduto a depositare una interrogazione dedicata alle RSA trentine, con lo scopo di sostenere l’importante operato che le stesse mantengono attivo quotidianamente su tutto il territorio provinciale. Sotto si riporta testo completo dell’interrogazione.

 

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Le RSA nella provincia di Trento che effettuano l’assistenza sanitaria (medica, infermieristica e riabilitativa) integrata dall’assistenza tutelare e alberghiera sono 57 per un totale di 4595 posti letto.

Queste strutture sono rivolte ad anziani non autosufficienti e ad altre persone non autosufficienti che non sono assistibili a domicilio e rientrano perciò nella rete dei servizi territoriali di primo livello.

Per accedere a una RSA occorre presentare la richiesta al medico di famiglia, oppure al medico ospedaliero se la persona si trova ricoverata, o all’assistente sociale di zona, esprimendo il consenso scritto. La richiesta attiva l’Unità Valutativa Multidisciplinare presso l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari che ha il compito di accertare lo stato di bisogno, il grado di non-autosufficienza della persona interessata, il contesto socio-familiare, e di elaborare il progetto personalizzato di intervento decidendo se la persona può essere accolta nella struttura.

Ogni anno la Giunta Provinciale approva le direttive per l’assistenza sanitaria e assistenziale a favore degli ospiti nelle RSA, nonché i relativi finanziamenti.

Con la delibera di Giunta Provinciale n° 2481 dd. 27 dicembre 2018 sono stati individuati gli impegni per l’anno 2019.

Una delle novità introdotte consiste nell’aumento del parametro relativo all’assistenza generica alla persona in base ai posti letto base che passa da 1 OSS ogni 2,33 posti letto, a 1 OSS ogni 2,1 posti letto.

Tra gli aspetti in delibera, è interessante quello che impegna la struttura competente a elaborare entro marzo 2019 in accordo con l’Azienda Sanitaria, i Servizi sociali delle Comunità e l’UPIPA, una proposta di revisione del servizio residenziale di sollievo e relative modalità di programmazione e gestione, considerati i bisogni emergenti delle famiglie (periodo di sollievo programmato o situazioni di emergenza per assenza del caregiver) con la costituzione di un accantonamento di euro 80.000,00 per queste finalità;

Ultimo, ma non per importanza, è l’impegno per il mantenimento della retta alberghiera base calcolata sulla retta media (per il 2019 è 46,29) che, vietando gli aumenti, va a compromettere il reperimento di risorse aggiuntive utilizzabili per migliorare la qualità del servizio offerto agli ospiti all’interno delle RSA.

La stampa locale, in questi giorni, ha riportato inoltre come siano sorte diverse problematiche a causa della mancanza di OSS nelle case di riposo disattendendo quindi la delibera di GP e le direttive emanate dal servizio politiche sanitarie per la non autosufficienza.

In particolare, nelle Rsa più periferiche il reperimento di personale qualificato (infermieri e Oss) diventa sempre più difficile nonostante gli ultimi concorsi attivati in autunno.

Inoltre l’Azienda Sanitaria viene sollecitata a una gestione più funzionale delle procedure di ingresso e di conseguenza dei rapporti con le UVM in modo da garantire livelli di assistenza appropriati in base al profilo dell’utenza, nonché approntare delle corsie preferenziali per le visite specialistiche degli ospiti delle Rsa che altrimenti dovono spostarsi in ospedali magari lontani dalle strutture.

Tutto ciò premesso, si interroga l’assessore competente per sapere

1) se intenda aprire una serie di confronti con l’Azienda Sanitaria e i Servizi sociali delle Comunità al fine di approfondire le problematiche sorte nelle procedure di accesso alle strutture e gestione dei livelli di assistenza;

2) se intenda, attraverso sistemi di formazione e reclutamento finalizzati all’attrattività di questo tipo di occupazione, sopperire alla mancanza del personale qualificato;

3) se sia stato iniziato il confronto con l’Azienda, i Servizi sociali delle Comunità e l’UPIPA, previsto per marzo 2019, al fine di elaborare la proposta di revisione del servizio residenziale di sollievo e le relative modalità di programmazione e gestione;

4) Se ci sia la volontà di concedere alle RSA trentine la facoltà di gestire in autonomia l’innalzamento delle tariffe alberghiere, mantenendo inalterato solo il tetto massimo delle singole RSA che attualmente corrisponde a 51,45 euro.

Secondo quanto previsto dal regolamento interno chiedo risposta scritta.

 

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cons. Pietro De Godenz