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DE GODENZ (UPT) – INTERROGAZIONE * COMPARTO AGRICOLO: « LA PAT INTENDE PROPORRE AL GOVERNO NAZIONALE UN SISTEMA DI VOUCHER VELOCE PER LA RIPRESA DELL’ECONOMIA TRENTINA? »

Negli scorsi giorni il consigliere Pietro De Godenz ha depositato un’interrogazione per richiedere azioni utili e urgenti per la ripartenza del sistema economico e produttivo trentino, con una particolare attenzione alle immediate esigenze del comparto agricolo e turistico provinciale.

“Anche ieri” commenta Pietro De Godenz “le associazioni degli agricoltori hanno sottolineato l’urgenza di riuscire ad avere, il prima possibile, collaboratori per la raccolta. Non dobbiamo più tergiversare e procedere – queste le richieste contenute nell’interrogazione che ho messo all’attenzione della Giunta con l’attivazione di un sistema di voucher flessibile e davvero utile per lavoratori e imprenditori e l’attivazione di “corsie verdi” garantite dal punto di vista sanitario per fare giungere in Italia anche dall’estero i lavoratori necessari ” “E questo” ha sottolineato “vale sia per l’agricoltura che per il turismo, altro “motore” della nostra economia, che sta affrontando problematiche e ha bisogni simili”.

Il comparto dell’agricoltura dovrebbe infatti cominciare entro circa tre settimane la stagione della raccolta (piccoli frutti e a seguire le altre coltivazioni) ma rischia di non poterlo fare se non sarà data la possibilità a migliaia di lavoratori – circa 12000 – il 75% provenienti da fuori Italia, attivi da anni e ormai specializzati, di giungere nella nostra nazione e in Trentino.” spiega De Godenz “è pertanto fondamentale evitare il collasso della nostra agricoltura facendo in modo che con il supporto anche del livello europeo vengano create apposite “corsie verdi” atte a far giungere in tempo, ovviamente in sicurezza dal punto di vista sanitario, gli stagionali sul loro luogo di lavoro.”

De Godenz ha inoltre considerato il sistema turistico che,come si può leggere nel testo della sua proposta “è nteressato da problematiche molto simili dopo una stagione invernale tragica poiché chiusa in anticipo con perdite devastanti sia per gli imprenditori che a cascata per i lavoratori dipendenti, è ancora in attesa di sapere se si riuscirà almeno a ripartire nelle prossime settimane. La stagione estiva ormai alla porte, infatti, come confermano le associazioni di albergatori e imprenditori turistici, risulta già fortemente compromessa con disdette e cancellazioni che sono piovute e stanno piovendo a migliaia”
Pertando De Godenz interroga la Giunta per sapere cosa intenda fare, consigliandola di farsi latrice di una richiesta, già supportata negli scorsi giorni dalle associazioni di settore,

che porti il governo nazionale a reintrodurre l’utilizzo di un sistema di voucher flessibile e funzionale alla ripresa – diverso quindi da quello introdotto nel 2017 che troppo complesso ed eccessivamente burocratizzato ne ha di fatto ingessato l’utilizzo – fermo restando le garanzie per il lavoratore. Chiede inoltre se la Provincia Autonoma intenda richiedere al governo nazionale la possibilità di sollecitare l’Unione europea sulla creazione di “corsie verdi”, garantite dal punto di vista sanitario, al fine di far giungere in Italia e in Trentino i lavoratori stagionali provenienti dall’estero interessati dalle campagne di raccolta agricole e dalle stagioni turistiche.

“Abbiamo ora bisogno di elasticità e velocità per ripartire davvero” ha concluso De Godenz “e se vogliamo fare in modo che le persone e le aziende tornino a lavorare e guadagnare queste sono due delle strade da percorrere”.

 

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Di seguito, copia dell’interrogazione integrale.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Nelle problematiche provocate dall’attuale emergenza Covid-19 spiccano purtroppo, le difficoltà dei sistemi economici e produttivi.
Anche nel nostro Trentino, duramente colpito dalla pandemia, stiamo assistendo a veri e propri sconvolgimenti che rischiano di mettere in ginocchio migliaia di aziende e lavoratori se non si appronteranno a partire da subito strategie concrete di ripresa e rilancio.
Particolarmente colpiti, come confermato anche dalle relative associazioni di rappresentanza, risultano l’agricoltura e il turismo, da sempre tra i principali motori economici provinciali.

Nell’immediato, proprio il comparto dell’agricoltura rischia di non poter affrontare in serenità i processi di raccolta – a maggio è prevista ad esempio quella delle fragole e dei piccoli frutti e poi a seguire tutte le altre – poiché da decenni essa risulta in gran parte possibile grazie all’impiego di manodopera straniera; solitamente, infatti, tra ogni anno tra aprile e ottobre vengono ospitati per lavoro all’incirca 12.000 lavoratori stagionali, dei quali il 75% stranieri.
Oggi molti di loro, a causa delle seppur giuste limitazioni imposte in chiave anti pandemica da praticamente tutti gli stati europei sono ovviamente impossibilitati a spostarsi e le associazioni di categoria hanno già espresso la loro forte preoccupazione chiedendo alla politica e in particolare all’assessorato provinciale competente un sostegno che sia veloce e concreto.

“l’apprensione è già grande ed è destinata ad aumentare” ha ricordato alla stampa Confagricoltori “e se le frontiere non riaprono il danno sarà enorme: come faremo a procedere con la raccolta, operazione finale di un procedimento che richiede un anno intero e che se non eseguito, vanifica tutto il lavoro fatto?”.

Sulla stessa linea anche Coldiretti del Trentino che ha richiesto la possibilità di valutare la creazione di “corsie verdi”, da realizzare con il supporto dell’Unione europea, al fine di far venire – ovviamente con i dovuti controlli sanitari – i lavoratori dall’estero verso l’Italia e verso il Trentino.

Inoltre viene a gran voce domandato di interessarsi con il governo nazionale per il ripristino del sistema dei voucher, e questo unitamente al mondo del turismo, il quale interessato da problematiche molto simili dopo una stagione invernale tragica poiché chiusa in anticipo con perdite devastanti sia per gli imprenditori che a cascata per i lavoratori dipendenti, è ancora in attesa di sapere se si riuscirà almeno a ripartire nelle prossime settimane.

La stagione estiva ormai alla porte, infatti, come confermano le associazioni di albergatori e imprenditori turistici, risulta già fortemente compromessa con disdette e cancellazioni che sono piovute e stanno piovendo a migliaia, e un sistema di voucher caratterizzato da velocità di utilizzo e dinamicità potrebbe essere davvero utile per sostenere interi settori colpito dalla crisi.

Per questo servirebbe però, fermo restando la necessità di trovare modalità atte a garantire i diritti dei lavoratori coinvolti soprattutto dal punto di vista previdenziale e contributivo, tornare a poter utilizzare voucher come avveniva prima della riforma che nel 2017 ha complicato a tal punto, di fatto ingessandole, le modalità di utilizzo degli stessi.
Serve quindi farsi portatori verso il governo, e, se possibile, utilizzando al meglio gli strumenti della speciale autonomia trentina, di una nuova e veloce riforma che permetta di tornare a utilizzare i voucher – magari per uno o due anni -senza troppi vincoli burocratici e in modo chiaro e corretto in maniera da non penalizzare né il lavoratore né il datore di lavoro; c’è infatti davvero bisogno di velocità ed elasticità che permettano di tornare al lavoro e generare in poco tempo occupazione e introiti per persone e imprese.
In tal modo moltissimi anche tra gli studenti, i disoccupati o coloro i quali in questo momento sono senza lavoro o cassaintegrati potrebbero tornare a lavorare in tempi rapidi, guadagnando nuovamente e compartecipando alla ripresa.

 

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Pertanto, tutto ciò premesso, si interroga la Giunta provinciale per sapere

se intenda, in stretta collaborazione con i rappresentanti del comparto agricolo, turistico ed economico in generale della Provincia di Trento studiare e proporre al governo nazionale un sistema di voucher veloce e funzionale che compartecipi alla ripresa dell’economia trentina, garantendo grazie a una nuova elasticità anche i livelli occupazionali.

se intenda, inoltre, richiedere al governo nazionale la possibilità di sollecitare a livello europeo la creazione di “corsie verdi” garantite dal punto di vista sanitario, al fine di far giungere in Italia e in Trentino i lavoratori stagionali provenienti dall’estero interessati dalle campagne di raccolta agricole e dalle stagioni turistiche.
Secondo quanto previsto dal regolamento interno chiedo risposta scritta.

 

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cons. Pietro De Godenz