“Resto assai colpita – e non in positivo – dal commento della Commissione Pari Opportunità che, con toni di irrituale sentenziosità, ha bocciato come «non accettabile», «parziale», nonché contraria alla «dignità e all’uguaglianza di una fetta di cittadine e cittadini», la decisione della Giunta provinciale di «occuparsi prioritariamente della tematiche delle pari opportunità tra donne e uomini in linea con quanto delineato nei propri documenti di governo, individuando quali priorità di azione il contrasto alle discriminazioni tra donne e uomini, la lotta alla violenza sulle donne, la promozione della conciliazione dei tempi e della condivisione dei carichi di cura, la riaffermazione del valore sociale della maternità e della paternità» (Prot. n. A045/D337/2019/2.5-2019-694- 397476, 9.7.2020).

Secondo la Commissione, detta decisione equivarrebbe a dimenticare le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale. Ecco, questo è falso dato che la Giunta provinciale, rispondendo all’Interrogazione n. 913/XVI di Futura, ha ricordato anche «la necessità di contrastare ogni tipo di discriminazione». Può apparire un dettaglio, ma non lo è: significa che l’Amministrazione provinciale – contrariamente a quanto affermato – non fa preferenze e considera «ogni tipo di discriminazione» da «contrastare». Quanto alla scelta giuntale di «occuparsi prioritariamente della tematiche delle pari opportunità tra donne e uomini» anziché di quelle legate alle discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale, essa è dovuta ad un motivo semplice: questo secondo tipo di discriminazione è fortunatamente molto raro.

Lo conferma la stessa Cons. Coppola quando, nell’Interrogazione n. 913/XVI, si limita a ricordare il solo caso di un’aggressione «ai danni di una coppia gay a Mezzolombardo». Episodio deprecabile, intendiamoci, ma isolato. Questo non lo dice la Giunta provinciale, lo segnala l’Oscad, l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori attivo presso il Viminale, secondo cui le aggressioni annue contro le persone omosessuali sono in drastico calo: nel 2018 furono 43, e l’anno scorso son scese a 29. Attenzione, non 29 in Trentino: 29 in tutta Italia e in 12 mesi. Anche una sola aggressione, ovviamente, è un’aggressione di troppo. Siamo tuttavia ben lontani da uno scenario allarmistico. E se proprio vogliamo tutelare di più qualcuno, stando sempre ai dati Oscad, dovremmo pensare per esempio ai disabili, vittime di molti più episodi di aggressioni (69).

Ne consegue, tornando a noi, come la Commissione Pari Opportunità – tra le cui funzioni, salvo cambiamenti intervenuti in queste ultime ore, non mi risulta rientri quella di sentenziare con toni enfatici sull’operato della Giunta – avrebbe potuto risparmiarsi un’uscita questa sì «non accettabile» e «parziale», che tradisce scarso rispetto non solo dei rispettivi ruoli istituzionali, ma anche della realtà, dal momento che nessuno vuole negare «dignità e all’uguaglianza di una fetta di cittadine e cittadini»; tanto meno la Giunta provinciale. Ne sono certa e sono sicura che lo sappiano anche i trentini”

È quanto affermato in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino Mara Dalzocchio

 

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La Commissione provinciale Pari Opportunità tra donna e uomo vuole con la presente cogliere l’occasione per affermare la propria visione con riguardo alle recenti dichiarazioni della Giunta provinciale, espresse per iscritto come risposta all’interrogazione formale sollevata dal consigliere Ghezzi.

Come Commissione Pari Opportunità crediamo che non sia accettabile e possibile dare priorità ad alcune questioni, come quelle che riguardano la violenza di genere e le pari opportunità fra uomini e donne e tralasciare la presa in carico delle discriminazioni su base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. Come già altre volte espresso da questa Commissione, si reputa che questa visione sia parziale e non colga la radice del problema della violenza di genere e delle disparità basate sulla costruzione sociale e binaria del maschile e del femminile, che inevitabilmente chiama in causa l’orientamento sessuale e l’identità di genere.

Una simile presa di posizione nega la dignità e l’eguaglianza di una fetta di cittadine e cittadini, reputando la loro salvaguardia e tutela non di prioritaria rilevanza, fatto ancor più preoccupante alla luce dei gravi episodi verificatisi in Provincia negli ultimi mesi. Queste denunce, al contrario, dovrebbero suggerire la necessità di prendere in carico a livello istituzionale e pubblico il contrasto alla violenza omo-lesbo-bi-transfobica, ed è per questo che la Commissione continuerà ad impegnarsi, coerentemente con i propri obiettivi e competenze, per l’affermazione piena di una cultura egualitaria, oltre gli stereotipi di genere.

La Commissione provinciale Pari Opportunità tra donna e uomo