“Resto semplicemente sbigottita davanti ai toni e ai contenuti con cui il consigliere Luca Zeni, del Pd, ha rotto – parole sue – «un silenzio che si era imposto» – per criticare come il Presidente Fugatti sta gestendo l’emergenza coronavirus, nell’ambito della quale, com’è noto, si è nei giorni scorsi registrata una interlocuzione con il presidente dell’Ordine dei medici trentini, il dottor Ioppi. Una interlocuzione sulla quale, rompendo improvvidamente il suo silenzio stampa, Zeni ha pensato bene, anzi male, di intervenire dispensando direttive, moniti e consigli.

Il motivo per cui tutto ciò risulta fuori luogo è facilmente intuibile dal fatto che Zeni non è un componente delle minoranze consiliari qualunque, essendo un ex assessore alla Sanità. Non solo. Si tratta di un ex assessore che, allorquando ne aveva le possibilità, ben poco ha fatto – per usare un eufemismo – per potenziare il comparto di sua competenza con assunzioni di medici, infermieri e operatori sanitari che in questa fase emergenziale sarebbero tornati provvidenzialmente utili. Anzi, a ben vedere, nella sua veste assessorile l’odierno consigliere del Pd ha concorso in modo grave al depotenziamento di reparti e servizi ospedalieri.

Ragion per cui proprio non comprendo perché, anziché proseguire il silenzio saggiamente impostosi, il collega del Pd – da un pulpito non certo inattaccabile, anzi – ha inteso rinfocolare polemiche delle quali ora nessuno avverte la nostalgia. Quelle in corso, infatti, sono settimane tremende che, nonostante l’eroismo di tanti professionisti della salute in servizio sul nostro territorio, registrano decessi ogni giorno, con uno scenario di guerra che il Presidente Fugatti sta comunque seguendo e gestendo a mio avviso, e ad avviso non solo mio, in modo esemplare.

Di qui la necessità di stare uniti, evitando atteggiamenti da professorini da parte di chi, oltretutto, non pare davvero averne i titoli”.

È quanto affermato in una nota dal consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino Mara Dalzocchio