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CSE – CONSIGLIO SISTEMA EDUCATIVO / PAT * AUDIZIONE QUINTA COMMISSIONE: CESCHI E FRESCHI, “ RICHIAMIAMO BISESTI AD UNA SOLLECITA INTERLOCUZIONE IN MERITO A TEMI URGENTI “

La richiesta dell’odierna consultazione, presentata a nome del Consiglio del sistema educativo che qui rappresentiamo, muove dalla mozione approvata all’unanimità dei componenti elettivi e di nomina, mercoledì 8 aprile, con le sole astensioni del dirigente generale Ceccato e della sovrintendente Sbardella: a dire che si tratta di un disagio condiviso da tutti i membri i quali, a partire dall’insediamento del Consiglio nel febbraio 2020, hanno partecipato a più di venti sedute. Nella mozione si ricorda che, ai sensi dell’art. 39 c. 5 della Legge provinciale sulla Scuola n. 5 del 7 agosto 2006, al Consiglio del Sistema Educativo Provinciale è attribuito un ruolo consultivo concernente gli atti provinciali d’indirizzo e programmazione in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche e formative; offerta scolastica e formativa provinciale, servizî extrascolastici, innovazioni ordinamentali e valutazione dei risultati del sistema educativo provinciale; piano provinciale per il sistema educativo e distribuzione dell’offerta formativa.

In un periodo di circa quindici mesi dal suo insediamento, nessun parere obbligatorio previsto dal tale norma di legge è stato richiesto dall’Amministrazione provinciale, a fronte di decisioni assai importanti in termini di ricaduta sul sistema scolastico provinciale imposte dall’emergenza pandemica che si è manifestata nel corso del 2020, né alcun riscontro è giunto ai due documenti indirizzati ai decisori politici (Assessore, Presidente della Giunta Provinciale) e alle strutture tecniche competenti in materia, facenti capo al Dipartimento Istruzione e Cultura. Alla luce di tali evidenze, appartenendo a un organismo che formalmente rappresenta e dovrebbe dare voce a tutte le componenti del sistema educativo provinciale, i Consiglieri lamentano una sostanziale irrilevanza della propria funzione. Tale constatazione è aggravata dalla presa d’atto che per svariate questioni di notevole rilevanza il Consiglio si è trovato ad esprimere pareri in autonomia su decisioni già assunte e persino già ufficialmente comunicate ai destinatarî, risultando nella sostanza destituito delle proprie prerogative e trasformato in un luogo di semplice dibattito.

La mozione, indirizzata al Presidente della Giunta provinciale, dott. Fugatti, e all’Assessore all’Istruzione, dott. Bisesti, sollecita l’importanza che

a) per ogni futuro atto provinciale d’indirizzo concernente le questioni educativo-scolastiche definite dall’art. 39 p. 5/06 Assessorato e Dipartimento istruzione e cultura richiedano con il congruo anticipo l’espressione del previsto parere da parte del CSEP;

b) ogni futura mozione, relazione o risoluzione assunta dal Consiglio a norma di Regolamento interno riceva riscontro formale e attenzione sostanziale da parte degli organismi competenti cui sia indirizzata: ciò non solo al fine di mantenere viva una dialettica ufficiale tra gli organismi, in ossequio al dettato normativo, ma soprattutto per riempire di senso l’attività di un organismo espressamente previsto dalla legge come interlocutore privilegiato del decisore politico e dell’esecutore tecnico degli atti d’indirizzo e programmazione sulla Scuola, in quanto voce rappresentativa di tutte le sue componenti;

c) in una prossima revisione della Legge provinciale in materia d’istruzione (n. 5/06) sia presa in considerazione – previa audizione del CSEP, e sulla base dell’esperienza maturata – l’adozione d’appositi strumenti normativi che garantiscano effettivamente il perseguimento delle finalità attribuite al Consiglio dall’art. 39, nell’interesse esclusivo dei destinatarî del sistema educativo provinciale che i Consiglieri, eletti e nominati, rappresentano.

 

Alla mozione sono collegati un tema ulteriore, formale, e diversi temi sostanziali affrontati dal Consiglio, che in questa sede ci preme portare all’attenzione della Commissione.

Antitutto il tema formale, che acuisce il disagio espresso dalla mozione di abbiamo dato lettura. I Consiglieri rappresentano ciascuno una componente del sistema educativo provinciale e vi esercitano un ovvio diritto/dovere di rendicontare sull’attività dell’organismo. Ebbene: ad oggi, nonostante ripetute richieste al Servizio che gestisce il portale internet del Consiglio, non è stato possibile ottenere la pubblicazione dei verbali approvati delle sedute, peraltro prevista esplicitamente dal Regolamento interno. Le ragioni addotte sono legate a non meglio precisate esigenze di privacy; ma risulta del tutto evidente che – fatte salve particolarissime situazioni che vanno senz’altro tutelate, ove possano emergere dati sensibili su soggetti citati all’interno dei verbali, possibilità peraltro puramente teorica, considerando la natura delle competenze del Consiglio prima ricordate – i verbali contengono niente più che l’espressione di pareri e l’argomentazione di tematiche d’interesse assolutamente pubblico, rispetto alle quali ciascuno dei Consiglieri ha il diritto/dovere della massima trasparenza nei confronti della componente rappresentata (dirigenti, docenti, studenti, genitori, personale ATA). Immediato sovviene il parallelo con le sedute del Consiglio provinciale, del quale è disponibile addirittura la ripresa video integrale.

Veniamo quindi ai temi sostanziali, che per brevità ci limiteremo a prendere in rassegna, destinando eventuali precisazioni al successivo dibattito. Fra le questioni che, nell’attuale emergenza pandemica, il Consiglio ha ritenuto autonomamente di sviluppare – giacché mai, come detto, si è ricorsi al cosiddetto ‘parere obbligatorio’ che compete all’Assessorato e all’Amministrazione ex lege 05/2006, art. 39 – ne figurano alcuni di notevole rilievo per il presente e il futuro della scuola trentina. Nella fattispecie.

Questione organici per l’a.s. 2021/22. In una dichiarazione variamente ripresa dai media, risalente al 3 luglio 2020, l’assessore Bisesti aveva sottolineato la decisione della Giunta provinciale di stanziare 45 milioni di euro di risorse aggiuntive a beneficio della ripartenza della scuola. Dal comunicato stampa della Provincia abbiamo appreso, all’inizio del corrente anno scolastico (11/09/2020), che l’incremento nel settore scolastico è stato di circa 16 milioni (da 740.895.000€del 2019/20 a 756.800.000€per il 2020/21) e ne abbiamo desunto che lo stanziamento sia in effetti triennale. Ebbene: dall’ultima delibera organici del 26 febbraio 2021 tale incremento sembra non aver avuto séguito, o comunque effetto sui gruppi classe, considerato il ritorno su parametri indistinguibili da quelli pre-pandemici.

La preoccupazione è espressa con chiarezza dalle continue comunicazioni giunte al Consiglio in queste settimane da parte Collegi docenti e singole Consulte dei genitori, in ispecie degli Istituti comprensivi, e persino da richieste ufficiali di singole amministrazioni locali o Dirigenti scolastici che lamentano interventi di smembramento e ricomposizione dei gruppi classe, alla luce dei parametri d’organico, affatto incompatibili con il progressivo e faticoso ritorno alla normalità dopo l’emergenza pandemica. In particolare, si segnala il rischio che la decisione di riconfermare la composizione dei gruppi classe ante-Covid possa comportare, in caso di distanziamento o di altri protocolli restrittivi, un ritorno forzato alla didattica a distanza dovuto a una programmazione poco lungimirante.

Il Consiglio si è espresso, di recente, anche sul prolungamento al mese di luglio dell’apertura delle scuole dell’infanzia, mediante una mozione approvata a larga maggioranza il 23 aprile, disponibile sul portale dedicato, di cui ci limitiamo a condividere un excerptum: vi si afferma un netto dissenso, constatando che «il prolungamento del calendario scolastico, a differenza dello scorso anno, non risulta giustificato da sospensioni dovute all’epidemia in corso, visto che le scuole dell’Infanzia hanno proseguito la loro attività senza interruzione alcuna. Preoccupa la possibilità che queste aperture straordinarie divengano fisiologiche e non emergenziali, anche al fine dell’allineamento del calendario con quello dei nidi d’Infanzia».

Preme inoltre richiamare l’Assessorato e l’Amministrazione alla necessità di stabilire una sollecita interlocuzione con il Consiglio in merito a temi di notevole urgenza e rilevanza: una doverosa informazione al personale docente sul prosieguo della campagna di vaccinazione anti-Covid19, che si è interrotta a metà aprile a séguito dell’ordinanza del generale Figliuolo, con una conseguente serie di annullamenti delle prenotazioni senza termini neppure indicativi per il riavvio; e le modalità di svolgimento di stage, tirocini ed esame finale delle scuole professionali che mai sono state oggetto di discussione in seno al Consiglio.

Infine, si sottolinea l’importanza di una programmazione accuratamente ponderata in merito al progressivo rientro al 100% degli studenti dopo il 17 maggio, anche in considerazione della situazione epidemiologica attuale in Trentino, con indice RT in crescita. È evidente che qualunque decisione venga assunta in tal senso non potrà comportare l’attribuzione della responsabilità di un eventuale incremento dei contagi alla Scuola o al comportamento degli studenti, come già accaduto nel mese di novembre 2020.

 

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Il presidente – prof. Giovanni Ceschi

Il vicepresidente – dott. Maurizio Freschi