Premesso che:

il quotidiano l’Adige lo scorso 1 dicembre 2020 ha riportato le dichiarazioni di Giovanni Maria Guarrera, direttore del servizio ospedaliero provinciale, in merito alla chiusura del day hospital oncologico di Cles. Il direttore ha dichiarato che non sarebbe stato possibile inviare a Cles medici da Trento in quanto “il reparto di oncologia del Santa Chiara è sotto quota perché deve gestire un certo numero di gravidanze tra il personale medico…..Spero comunque che la sospensione duri meno della gravidanza delle dottoresse”.

Nello stigmatizzare il sessismo e la mancanza di rispetto contenuta in questa incredibile affermazione e sottolineando il fatto che mai nessuno si sarebbe espresso in questo modo parlando di medici assenti dal lavoro per giustificati motivi di salute, ribadisco che la gravidanza è parte integrante della vita del genere femminile, tutelata e garantita per ogni lavoratrice in ogni paese civile come diritto inalienabile. Certamente non può essere additata colpevolizzando il personale medico femminile come causa di disservizi sanitari, come fatto dal direttore del servizio ospedaliero provinciale.

interrogo il Presidente della Provincia di Trento per sapere:

se intenda intervenire a tutela dell’onore e dei diritti delle donne medico che assieme ai loro colleghi tanto si spendono, soprattutto in tempo di Covid, per la salute della popolazione trentina, assicurando loro piena solidarietà e presa di distanza dalle succitate affermazioni, soprattutto se provengono da un autorevole esponente del sistema sanitario trentino.

 

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Cons. Lucia Coppola