SENTENZA TAR TRENTO - ORSI DEL TRENTINO

Intervista a Fulvio Rocco, Presidente Tribunale amministrativo regionale

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PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (22ma puntata format Tv)

In questa complessa e complicata fase post Covid, l’erogazione di prestazioni ANIarie da parte dell’APSS trentina, al pari di quelle offerte dalla altre realtà sanitarie italiane, ha subito una forte battuta d’arresto.

Con l’emergenza è, infatti, scattata la sospensione delle attività sanitarie programmate, i ricoveri sono stati possibili solo nei casi di prestazioni urgenti e, dopo quasi tre mesi di stop, rimettersi in carreggiata non è sicuramente un lavoro facile. Anche perché le condizioni che non sono più le stesse: distanziamento obbligatorio tra pazienti, separatori fisici, sanificazione di ambienti e arredi.

Oltre al recupero dell’inevaso si aggiunge l’ordinaria amministrazione.

La prenotazione di una visita o esame diagnostico attraverso il Cup costringe gli utenti a lunghissime attese al telefono.

Per chi non volesse perdere tempo è attiva l’opportunità, attraverso la digitazione del tasto numerico 9, di essere contattato da un operatore entro il giorno successivo.

Mi sono giunte segnalazioni da persone che non sono state richiamate. Un utente, trascorsa una settimana senza essere stato ricontattato e dopo una estenuante attesa, è riuscito a parlare con un operatore che gentilmente si è scusato ma ha evidenziato di avere una lista lunghissima di persone da richiamare. Pare circa 2000 richieste da evadere.

Purtroppo a risentirne sono le persone che necessitano di cure. Il ritardo nell’accertamento delle malattie può causare gravi problemi con conseguenti costi sanitari.
Pare inoltre che le liste di attesa siano lunghissime. Mi riferiscono che non vengono ancora accettate visite pneumologiche.

Ciò premesso interrogo il presidente della Provincia di Trento per sapere:
se ritenga opportuno, in considerazione del periodo di emergenza ancora in atto, di modificare la registrazione del messaggio attivo sui numeri di prenotazione delle prestazioni sanitarie del Cup, che garantisce la richiamata di un operatore entro il giorno successivo, visto che è una “promessa” che non si può al momento mantenere;
se corrisponde al vero che sono circa 2000 gli utenti che aspettano di essere richiamati dal Cup e come si intende ovviare a tale disservizio;
in quali tempi e con quali modalità si pensa di riuscire a smaltire le visite specialistiche e diagnostiche arretrate e si possa rientrare in un trend almeno simile al periodo pre Covid (che già presentava non pochi problemi di liste d’attesa);
le motivazioni per le quali non vengono ancora accettate visite pneumologiche negli ospedali trentini.

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Cons. Lucia Coppola