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COPPOLA (FUTURA) * VICENDA CAPITANA CAROLA RAKETE: « LAVORIAMO PER UN FUTURO DOVE ANCHE NEL CONFLITTO SI ESERCITI IL RISPETTO E LA NON-VIOLENZA, ANCHE VERBALE »

*Lavoriamo per un futuro dove anche nel conflitto si eserciti il rispetto e la non-violenza, anche verbale. La vicenda della capitana Carola Rakete, arrestata dopo un duro braccio di ferro con il governo italiano, per permettere lo sbarco di 42 migranti, fa tristemente da sfondo all’ennesima violenza perpetrata contro una donna, attraverso un lessico turpe, squallido e prepotente.

Ha iniziato Salvini apostrofandola con il termine “sbruffoncella”, aggettivo con accezione beffarda grave, se si considera che viene espressa da un Ministro dello Stato italiano, e che sottende un moto di derisione per la ragazza che osa sfidare il potere. Tutto ciò ha aperto il varco ad una sequela di attacchi verbali sul luogo dello sbarco e via social che mortificano certo chi li riceve, ma anche la dignità di coloro che vivono ogni giorno nel rispetto per l’altro, senza distinzione di razza e di genere. La sensazione è che se ci fosse stato un uomo al posto di Carola, le cose sarebbero andate ben diversamente. E’ dimostrato nei fatti che le donne che emergono nella vita pubblica, nelle professioni e nei ruoli sociali non piacciono ad alcuni “uomini” che preferirebbero vederle relegate in cucina o nei salotti, fedeli madri e compagne, felici e grate di una esistenza defilata e dedicata.

Sono stati circa quarantamila in tre mesi i tweet negativi contro le donne da parte degli haters della tastiera. Tali comportamenti, come quelli a cui si è assistito al porto di Lampedusa, corrono il rischio di sdoganare alcune categorie di persone borderline a comportamenti violenti ed aggressivi.

Per arginare tale deriva non resta che lavorare sulla prevenzione, a partire dalle scuole, dove si devono educare i ragazzi al linguaggio dell’inclusione e del rispetto. Ho grande fiducia nelle nuove generazioni.

 

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Cons. Lucia Coppola