Ho recentemente presentato in Consiglio provinciale una interrogazione e una proposta di mozione su un auspicato progetto di restauro e valorizzazione di Castel Malosco.

Allego la risposta che l’assessore Bisesti ha dato alla mia interrogazione.
Di seguito la mia replica.

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Assessore dott. Mirko Bisesti

Gentile assessore Bisesti,
ho letto attentamente la sua risposta alla mia interrogazione sul restauro di Castel Malosco.

Constato con piacere che lei condivida con me l’importanza di valorizzare il Castello. Infatti nella sua risposta afferma testualmente “Quale privilegiato osservatorio sulla valle, nonostante alcuni importanti limiti funzionali (l’altezza del sottotetto, l’assenza di interrati, la presenza di una sola scala interna, la relativa perifericità, la presenza di ampie offerte concorrenziali), Castel Malosco potrebbe offrire spazi utili per la divulgazione e valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico e naturalistico e in generale per la promozione del territorio. La visibilità, la dotazione di parcheggi, e l’ampio parco, la presenza di accessi distinti e autonomi, possono favorire anche l’uso per attività collaterali che concorrano alle proposte di valorizzazione”.

A questo punto mi lascia perplessa la sua affermazione che per i prossimi quattro anni non sono previsti interventi specifici su Castel Malosco, considerata la necessità di riavviare un progetto culturale e gestionale sostenibile e con obiettivi chiari di restauro. Castel Malosco è di proprietà provinciale e di conseguenza è la stessa Provincia, in particolare il suo assessorato, a dover istruire un percorso di restauro che permetta una futura apertura al pubblico.

Le chiedo quindi di riconsiderare il progetto di restauro e valorizzazione, stando alle sue affermazioni e cioè che: “ un eventuale parziale recupero ne consentirebbe la frequentazione più o meno stabile nell’ambito dei percorsi della “Rete” e specificatamente per quelli attivati per la Val di Non che negli ultimi anni hanno conosciuto un significativo sviluppo in termini di numero di siti visitabili e pubblico coinvolto”. Quindi assessore faccia rinascere Castel Malosco, attualmente in stato di abbandono, che è un patrimonio e bene comune, coinvolgendo anche la cittadinanza. Sono certa che saprà raccogliere la mia richiesta, conoscendo l’importanza che lei dà alla diffusione della cultura e al mantenimento delle tradizioni nelle valli trentine.

 

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Cons Lucia Coppola

 

 

Oggetto: Interrogazione n. 730 – Restituiamo al Trentino Castel Malosco. Con riferimento all’interrogazione di data 22 agosto 2019 con la presente si provvede a fornire riscontro ai quesiti sollevati.

Punto 1.
Antecedentemente al passaggio dell’intera proprietà, l’allora Servizio beni culturali aveva già intrapreso opere di messa in sicurezza (posa di tiranti) e successivamente alcuni puntuali interventi di minima manutenzione. Il Castello ora è chiuso e lo stato conservativo non consente l’apertura al pubblico. Il quadro fessurativo evidenzia dissesti in particolare nell’ambito verso valle. In vista della chiusura di alcuni importanti restauri su strutture fortificate e castellari ritenuti prioritari, il Castello di Malosco è stato oggetto a partire dal 2003 di primi studi che hanno portato alla redazione di un progetto preliminare. Tra le indagini e le azioni propedeutiche che la Soprintendenza ha avviato, si ricordano il rilievo geometrico e fotogrammetrico, le indagini georadar, i sondaggi stratigrafici, l’analisi dendrocronologica.

Punto 2.
I costi dell’intervento stimati in fase di progettazione preliminare architettonica, che individuava le destinazioni d’uso richiamate nell’interrogazione, ammontavano a circa sei milioni di euro. Si dava pertanto corso, compatibilmente con le risorse, alla progettazione preliminare e definitiva del solo intervento di consolidamento strutturale, su un importo stimato di circa 900.000 euro. Dal progetto strutturale emergevano alcune criticità in ordine alla stabilità del versante, alla presenza di cospicui riporti interni non indagati ed inoltre all’opportunità di definire l’effettiva necessità di operare un importante intervento per rendere fruibile l’unico vasto locale del Castello, ovvero il sottotetto. Si segnala inoltre che ciò corrispondeva ad una significativa fase di contrazione dei bilanci. Attualmente nel programma di legislatura non sono previsti interventi specifici su Castel Malosco, considerato, come sopra detto, la necessità di portare a termine la fase diagnostica e la necessità di riavviare un progetto culturale e gestionale sostenibile che dia obiettivi chiari al restauro.

Punto 3.
Fermo restando l’ordine di priorità degli interventi, la progettazione del recupero delle superfici di pregio, della dotazione impiantistica e delle finiture dipendono appunto dalla prospettiva di valorizzazione e di gestione che deve indirizzare questa seconda fase. Quale privilegiato osservatorio sulla valle, nonostante alcuni importanti limiti funzionali (l’altezza del sottotetto, l’assenza di interrati, la presenza di una sola scala interna, la relativa perifericità, la presenza di ampie offerte concorrenziali), Castel Malosco potrebbe offrire spazi utili per la divulgazione e valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico e naturalistico e in generale per la promozione del territorio. La visibilità, la dotazione di parcheggi, e l’ampio parco, la presenza di accessi distinti e autonomi, possono favorire anche l’uso per attività collaterali che concorrano alle proposte di valorizzazione.

Punto 4.

Richiamando quanto sopra, è evidente che attualmente il castello non può essere inserito nella “Rete Castelli del Trentino” in quanto non restaurato e non accessibile, ma che un eventuale parziale recupero ne consentirebbe la frequentazione più o meno stabile nell’ambito dei percorsi della “Rete” e specificatamente per quelli attivati per la Val di Non che negli ultimi anni hanno conosciuto un significativo sviluppo in termini di numero di siti visitabili e pubblico coinvolto.
Cordiali saluti.

 

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Assessore dott. Mirko Bisesti