Proposta di mozione. Promozione dell’economia circolare in Trentino.

 

Premesso che:

Secondo la definizione fornita dalla Ellen MacArthur Foundation, l’economia circolare è una “economia pensata per potersi rigenerare da sola tra flussi biologici, reintegrabili nella biosfera, e flussi tecnici, non altrettanto reintegrabili ma valorizzabili altrove”;

l’economia circolare tratta ogni scarto come opportunità e prevede che il rispetto della natura e dell’umanità non ostacoli lo sviluppo industriale (e viceversa);

il principio dell’economia circolare prevede che il modello di business lineare, “tradizionale”, di un’impresa, basato su estrazione delle risorse naturali, trasformazione, produzione, consumo e scarto non sia più sostenibile e si debba evolvere in un modello circolare, attento alla prevenzione delle cosiddette “esternalità ambientali negative” (ad esempio, l’immissione nell’atmosfera di gas tossici o l’utilizzo di materiali non riciclabili), mirato alla realizzazione di nuovo valore sociale e territoriale, conciliando produttività, guadagno, lavoro ed eticità;

secondo lo studio McKinsey Growth within: a circular economy vision for a competitive Europe (commissionato dalla Ellen Macarthur Foundation e pubblicato quattro anni fa), il consolidamento dell’economia circolare e dell’uso di materiali circolare potrebbe ridurre il consumo di materiali primari del 32% entro il 2030, e del 53% entro il 2050 con un saldo positivo molto vantaggioso in consumo di acqua, terra e aria;

ogni cittadino europeo consuma in media 16 tonnellate di materie prime l’anno, sei di queste diventano scarti, la metà dei quali (tre) finisce in discarica con evidenti ricadute sulle emissioni di gas climalteranti e sul mancato recupero di materia prima;

l’Italia è il primo paese europeo dove l’economia circolare sta avendo un effetto virtuoso su lavoro, consumi, energia, produzione, riutilizzo e innovazione: la sostenibilità è anche uno strumento di competitività per le imprese;

tuttavia, il concetto in sé di economia circolare non può vivere senza la creazione di ecosistemi di respiro globale, in cui mettere insieme le idee e le risorse di organizzazioni pubbliche e private, associazioni e scuole, fino ai movimenti dei consumatori;

rimane ancora una lunga strada da percorrere per raggiungere un’economia circolare consolidata;

 

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il Consiglio della provincia autonoma di Trento impegna la Giunta provinciale a:

promuovere iniziative formative mirate allo sviluppo di competenze tecniche specifiche, gestionali e di networking nell’ambito dell’economia circolare al fine di supportare la formazione di Circular Economy Manager in grado di guidare l’evoluzione delle imprese trentine verso un modello di business circolare, basato sulla possibilità di limitare al massimo l’apporto di materia ed energia in ingresso, nonché di minimizzare scarti e perdite, in ogni fase del processo produttivo;

eliminare il rischio di ostacoli od oneri non necessari che possano presentarsi alle imprese che decidano di attuare un modello di business circolare;

promuovere lo sviluppo e la diffusione di buone pratiche dell’economia circolare tra i cittadini e nelle realtà produttive trentine, con la collaborazione delle associazioni di categoria, creando reti d’impresa, partenariati pubblico-privati e Forum ad hoc;

premiare le eccellenze trentine dell’economia circolare;

favorire, anche finanziariamente, i progetti di riuso dei beni a fine vita, in particolare quelli non riciclabili e in generale a finanziare progetti di ricerca e sviluppo nell’ambito dell’innovazione dell’economia circolare;

sostenere la realizzazione di infrastrutture, attrezzature e tecnologie adeguate per lo sviluppo dell’economia circolare.

 

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Lucia Coppola

consigliera provinciale Futura 2018