CGIL CISL UIL - TRENTINO

Assemblea unitaria 3/12/2020, ore 10.00 - da Trento

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INTERVISTA AL PRESIDENTE DEL BANCO ALIMENTARE TRENTINO-AA

DUILIO PORRO

Focus su: azione - storia - progetti - sostegno

Collegamento ferroviario Rovereto – Garda – Progetto di Mobilità Sostenibile.

Premesso che:

– il collegamento ferroviario Rovereto-Garda è oggetto di dibattito pubblico nelle istituzioni locali da alcuni decenni ed è previsto nel PUP, nei PRG e PUM dei comuni interessati, nei Piani stralcio della Mobilità delle Comunità della Vallagarina e dell’Alto Garda e Ledro;

– Il termine inglese lean significa anche leggero. E’ il termine che l’amministratore delegato di RFI, Maurizio Gentile, ha utilizzato nel convegno/tavola rotonda, svolto recentemente a Trento, sul futuro della ferrovia, per ipotizzare un treno di collegamento Rovereto – Garda;

– alcuni anni fa era stato bandito, dall’Assessore provinciale Pacher, un concorso di idee al quale hanno partecipato 10 società e per il quale sono stati spesi circa 400.000 euro pubblici. Il progetto vincitore presentato da IDROESSE ENGINEERING srl con una soluzione tecnica e finanziaria per la Linea Azzurra, richiedeva un importo di 1 miliardo e 223 milioni di euro. Di questi 1.154.000.000 euro per infrastrutture, 69.000.000 di euro per materiale rotabile e 17.886.190 di euro per i costi totali operativi annuali. Il successore, Mauro Gilmozzi, nel ribadire l’utilità del Concorso di idee, dichiarò ai media che “il costo stimato per la redazione di un progetto preliminare e studio Via di tale opera, come da tariffe professionali vigenti, ammonta a 4.194.000 euro“. A distanza di anni l’attuale Giunta e in particolare il governatore Fugatti ha messo a bilancio provinciale 50.000 euro (sembrerebbe aumentabili a 300.000 euro) per uno studio di fattibilità del collegamento ferroviario Adige – Garda;

– il Comitato promotore per la legge di iniziativa popolare per la Mobilità Sostenibile riceveva dalla precedente Giunta Provinciale dei segnali negativi per il finanziamento delle opere infrastrutturali. Il motivo o scusante era “non ci sono i soldi in bilancio”. Allora, il Comitato, propose di istituire un Fondo Provinciale per la Mobilità Sostenibile e accedere ai molteplici fondi europei previsti. Tale proposta fu bocciata dalla Giunta stessa;

– la legge provinciale n.6 del 30 giugno 2017, prevede il Piano Provinciale della Mobilità (a tutt’oggi non ancora approvato) e i suoi stralci e il percorso partecipativo per la loro approvazione con il coinvolgimento diretto dei cittadini e delle comunità interessate;

– a tutt’oggi non è stato elaborato nessun progetto di fattibilità tecnica ed economica delle opere infrastrutturali relative a tale collegamento.

 

Preso atto che:
– la Giunta Provinciale intenderebbe istituire un bond, cioè una sorta di obbligazione garantita dalla PAT, per attrarre i risparmi dei cittadini trentini e procedere al finanziamento parziale o totale delle infrastrutture necessarie per il suindicato collegamento ferroviario e per il Sistema di mobilità Sostenibile;
Considerato che:

– l’attuale “modal split” (ripartizione modale nei trasporti) è sbilanciato verso l’uso dell’auto privata. In Vallagarina il 60/65% degli spostamenti vengono fatti con l’auto privata;

– Il collegamento stradale S.Giovanni – Cretaccio, attualmente in fase di realizzazione, non risolverà i problemi di mobilità della Vallagarina e dell’Alto Garda e Ledro. Sono stati spesi 126 milioni di euro per spostare le congestioni da una parte all’altra della rete stradale;

– il collegamento ferroviario Rovereto Garda e il Sistema di Mobilità Sostenibile di Rovereto e la Vallagarina costituiscono elementi strategici per:
garantire il diritto alla mobilità a tutta la cittadinanza delle città e delle valli;
la vivibilità della popolazione residente nei territori della Vallagarina e Alto Garda e Ledro;
lo sviluppo socioeconomico e l’implementazione dell’economia circolare della mobilità;
sviluppare in qualità il settore turistico;
preservare lo straordinario compendio ambientale dell’ Alto Garda;

– nella definizione del Sistema di Mobilità Sostenibile del Trentino occorrerà far riferimento ad una ossatura principale portante costituita dalle seguenti tratte e linee ferroviarie:
Verona – Brennero;
Trento – Malè;
Trento – Primolano – Venezia Mestre;
Merano – Malles (Val Venosta)

– da alcuni anni le associazioni ambientaliste pongono all’attenzione della Giunta Provinciale la realizzazione delle seguenti opere ferroviarie:
il potenziamento della linea ferroviaria Trento – Primolano – Venezia Mestre (Valsugana);
nuova linea ferroviaria (Tram Treno) Rovereto- Mori – Riva – Arco;
nuova linea ferroviaria Trento – Penia (Avisio);
progetti di mobilità (Tram Treno) a Trento e Rovereto;

 

Si tratta di estendere la rete ferroviaria a est e ovest e costruire un sistema, comprendente anche il trasporto pubblico su gomma, la mobilità dolce (pedonabilità, ciclabilità etc.) e quella alternativa (car sharing, car pooling). Un sistema attrattivo e flessibile in grado di realizzare un diverso modal split, riducendo fortemente i viaggi con l’auto privata.

– l’emergenza sanitaria Covid-19 ha fatto ancora una volta comprendere a tutti l’importanza di un siffatto sistema di mobilità, in grado di garantire viaggi da e verso i poli attrattori e dai poli generatori di traffico (scuole, fabbriche, presidi sanitari ecc.);

– mentre in Italia, in Vallagarina e Alto Garda il Tram Treno è solo un’ipotesi in discussione, in Europa e in altre parti del mondo sono state realizzate reti ferroviarie con tale sistema. Per esempio a Lugano è stato progettato un sistema di Tram Treno a scartamento metrico che verrà realizzato entro il 2023. E’ stato scelto uno scartamento di 1.000 mm (come la Trento-Malè), semplicemente perché in Svizzera molte linee ferroviarie secondarie sono a scartamento ridotto;
– ha senso istituire un Fondo Provinciale per la Mobilità Sostenibile, finanziato da una parte dei pedaggi autostradali in territorio trentino, in base al principio “chi inquina paga”.

 

Tale principio è l’orientamento assunto dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti che ha sede a Torino (vedi audizione del Presidente dell’Autorità, Andrea Camanzi al Senato della Repubblica – VIII Commissione lavori pubblici, Telecomunicazioni – Atti comunitari in materia di trasporto su strada nell’ambito del “Pacchetto mobilità” 13 luglio 2017);

– con riferimento alla legge provinciale n.6 del 30 giugno 2017, risulta attuale predisporre un Piano Stralcio della Mobilità sostenibile della Vallagarina e dell’Alto Garda e Ledro che fornisca una visione strategica del territorio dove trovi giusta collocazione il progetto di fattibilità tecnica ed economica del collegamento ferroviario Rovereto – Garda o Monaco – Garda, di cui all’art. 23 comma 5 D.Lgsl. 50/2016. Tale progetto dovrebbe essere sottoposto a dibattito pubblico, superando le soglie previste.

 

Tutto ciò premesso,

il Consiglio della Provincia autonoma di Trento impegna la Giunta provinciale a:

promuovere di concerto con le sedi istituzionali competenti il Piano Stralcio della Mobilità Sostenibile della Vallagarina e Alto Garda e Ledro previsto negli art. 2 e 3 della legge provinciale n.6 del 30 giugno 2017;
elaborare un progetto di fattibilità tecnica ed economica del collegamento ferroviario Rovereto – Garda o Monaco – Garda;
ricomprendere tale opera nelle priorità progettuali conseguenti all’eventuale istituzione del proposto bond, obbligazione garantita dalla PAT, per procedere al finanziamento parziale o totale delle infrastrutture necessarie per il Sistema di mobilità Sostenibile;
istituire un Fondo Provinciale per la Mobilità sostenibile, finanziato dai pedaggi autostradali e ferroviari in base al principio “chi inquina paga” oltre che “chi consuma paga”, per permettere l’armonica e coordinata realizzazione di progetti specifici di Mobilità Sostenibile nei territori comunali della Vallagarina e Alto Garda e Ledro.

 

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Cons. Lucia Coppola