Reinhold Messner in un libretto pubblicato da Bollati Boringhieri dal titolo ‘Salvate le Alpi’ avvertiva che “abbiamo ricevuto in dono le montagne e dobbiamo imparare a rispettarle per ciò che rappresentano: una riserva d’acqua e di quiete, un luogo libero dove dedicare tempo alla cura dello spirito”

“Eventi come i concerti all’aperto, i fuochi d’artificio o le manifestazioni motoristiche possono opportunamente rimanere concentrate nell’ambito del paese, del fondovalle e dei luoghi maggiormente urbanizzati. Mentre l’occasione di frequentare ambienti in quota, foreste e rifugi, dovrebbe essere caratterizzata dalla sua più grande ricchezza: il silenzio, la lontananza, l’isolamento, la lentezza, il paesaggio ed il rispetto delle componenti che lo caratterizzano”. Così si sono espressi i vertici del Parco Adamello Brenta in un appello per incoraggiare una riflessione e stimolare una cultura ambientale tra gli amministratori e gli operatori locali.

Purtroppo in questi ultimi anni, soprattutto per ragioni economiche, si sono moltiplicati i grandi eventi in alta montagna, anche in zone protette.
La montagna è sempre meno luogo protetto da rispettare e di cui prendersi cura e sempre più luogo di divertimento per coloro che ricercano la frenesia cittadina anche oltre i 2000 metri di altitudine.

Montagne sotto attacco quindi, basti pensare alla richiesta recente della Funivie Madonna di Campiglio SpA di rivedere il PUP nell’ottica dell’ampliamento delle aree sciistiche in piena zona tutelata, nonostante la già ampia offerta che il territorio garantisce per il turismo invernale.

Per rispondere alla diffusa richiesta di protezione dell’ambiente di alta montagna, in data 11 aprile 2018 il Consiglio della Provincia autonoma di Trento ha approvato la mozione n. 223, in merito all’adozione di linee guida finalizzate all’individuazione delle attività umane incompatibili con le peculiarità dei territori montani. La Giunta si era impegnata ad aprire un approfondito e documentato confronto con le amministrazioni locali, con gli enti parco, con la Fondazione Dolomiti UNESCO, con l’Università, con le associazioni ambientaliste e di tutela della montagna per definire chiare ed il più possibile condivise linee guida per l’individuazione delle attività umane incompatibili con le peculiarità dei territori montani; ad effettuare con rigore i controlli previsti dalla legislazione vigente, accompagnandoli con una capillare azione informativa e con una tempestiva consulenza alle amministrazioni locali, spesso prive delle competenze necessarie per intervenire efficacemente; a monitorare le situazioni di conflittualità legate ad utilizzi di dubbia sostenibilità delle aree alpine, con particolare attenzione alle zone soggette a tutela ambientale ed ai territori dolomitici inseriti nei beni UNESCO.

Lo spunto per detta mozione era scaturito anche dai forti dubbi sulla compatibilità ambientale di alcuni concerti che si erano tenuti in alta quota nel 2018, ad esempio la performance “Rap on the top” sul ghiacciaio Presena di Jack La Furia e quella di Bob Sinclar sul monte Spinale a Madonna di Campiglio, che avevano avuto luogo il 1° aprile 2018.

E’ seguito in data 7 aprile 2019 il contestato concerto di Moroder a Cima Tognola (2.200 metri), all’ombra delle Pale di San Martino, concerto approvato con delibera di Giunta che ha riconosciuto la sussistenza di motivi di rilevante interesse pubblico di natura economica, nonostante le conclusioni negative della valutazione d’incidenza effettuata ai sensi dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE “Habitat”, e contestuale adozione delle misure di compensazione idonee a garantire la coerenza globale della rete “Natura 2000”, ai sensi del comma 3 dell’art. 39 della legge provinciale n. 11 del 23 maggio 2007 “Governo del territorio forestale e montano, dei corsi d’acqua e delle aree protette.

A seguito di una mia interrogazione sull’opportunità dello svolgimento di questo evento l’assessore Tonina il 28 marzo 2019 ha affermato che “ Nell’ambito della Cabina di Regia delle aree protette, è stato istituito un gruppo di lavoro con il compito di predisporre delle linee guida per la regolamentazione delle manifestazioni sportive e culturali in ambito montano che verranno adottate dalla Giunta provinciale. Questa iniziativa vedrà il coinvolgimento anche dei Comuni interessati da questa problematica ed in primo luogo quelli interni o limitrofi ai parchi”.

Il 29 aprile scorso il Gruppo Futura ha interrogato nuovamente sull’opportunità di ospitare la sesta edizione del “Camp Jeep 2019” che si è poi tenuto tra il 12 e il 14 luglio 2019 nell’area di Ces e della Tognola.

Nella risposta all’interrogazione del 3 luglio 2019 il presidente Fugatti ha ribadito quanto espresso precedentemente dal collega di Giunta Tonina “Si conferma la volontà di definire entro breve le ‘Linee guida per l’individuazione delle attività umane incompatibili con le peculiarità dei territori montani’, predisposte in attuazione della mozione n. 223 approvata dal Consiglio provinciale in data 11 aprile 2018. Sono attualmente in corso i necessari approfondimenti rispetto a quanto elaborato nell’ambito della Cabina di Regia delle Aree protette di cui all’art. 51 della L.P. 11/07, anche in relazione ai contributi che potranno essere raccolti in occasione degli Stati Generali della Montagna. Iniziative come quella oggetto dell’interrogazione evidenziano l’opportunità dell’adozione delle suddette “Linee guida”, che potranno costituire, nel contempo, utile orientamento a livello locale nella auto-valutazione delle proposte e strumento per un approccio più omogeneo e coerente a livello provinciale”.

Dalla risposta alla interrogazione n. 456 sempre sul medesimo argomento si evince che “ la Giunta provinciale ha peraltro piena consapevolezza dell’autonomia dei Comuni e dei territori all’interno delle loro competenze e non intende interferire con scelte che competono esclusivamente alle singole amministrazioni comunali”.

Ora a seguito del raduno delle Jeep la Stazione forestale di Primiero ha provveduto a quantificare il danno al patrimonio silvo pastorale determinato dal transito dei veicoli e precisamente: complessivi 600 m2 circa di cotico erboso del pascolo, 900 m2 circa di suolo forestale, numero 26 alberi (radici o chiome). L’assessora Zanotelli ha precisato: “Ferme restando le sanzioni conseguenti, la quantificazione economica del danno ai fini del ripristino dipenderà anche dalle sistemazioni che saranno eventualmente fatte nei trenta giorni successivi all’evento da parte del soggetto responsabile della manifestazione, che comunque ha depositato una cauzione di 5.000,00 euro. Si è inoltre accertata la violazione delle norme del Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773 ” Testo unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza “, in particolare di quanto autorizzato con Determinazione del

Dirigente del Servizio Polizia Amministrativa della Provincia Autonoma di Trento numero 815 di data 8 luglio 2019. Infatti i mezzi circolavano in aree non autorizzate dal provvedimento sopra citato e per questo è al vaglio la possibilità di contestazione della violazione anche di altre norme, quale la legge provinciale 23 maggio 2007, n. 11 “Legge provinciale sulle foreste e sulla protezione della natura”.”

Partendo dalla constatazione che la Provincia non vuole interferire nelle scelte autonome dei Comuni è anche vero che forse è meglio prevenire che curare, e in questo caso considerare in tempo i possibili danni ambientali che tali manifestazioni possono arrecare.

 

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Tutto ciò premesso si interroga il presidente della Provincia di Trento per sapere:

se il gruppo di lavoro più volte citato nelle risposte alle interrogazioni è attivo;

in caso di risposta affermativa da chi è composto e cosa ha prodotto sino ad ora;

quando si ritiene possano essere pronte le Linee guida citate, in considerazione che la realizzazione di eventi ad alta quota si riproporrà probabilmente anche il prossimo anno;

se il soggetto responsabile della manifestazione ha provveduto ad effettuare le sistemazioni che dovevano essere eseguite entro i trenta giorni successivi all’evento;

come si intenda procedere, e entro quali tempi, in merito alle violazioni delle norme del Regio Decreto n. 773 del 1931 in quanto i veicoli circolavano in aree non autorizzate e alle violazioni della legge provinciale sulle foreste e sulla protezione della natura n. 11 del 2007 e di altre norme;

se non ritenga di dover rivedere il metodo di tutela del territorio messo in atto in occasione delle grandi manifestazioni effettuate in alta montagna o in aree protette, delicate e

già in parte pregiudicate dall’intervento dell’uomo, metodo che si è rivelato inefficace a fronte di interventi ex post come richieste di ripristino e sanzioni, quando invece servirebbe una tutela a monte del nostro patrimonio montano, senza rattoppi successivi.

 

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Lucia Coppola

consigliera provinciale FUTURA