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COPPOLA (FUTURA) – INTERROGAZIONE * SANITÀ: « LA PAT PREVEDE PIÙ PUNTI PER LA VACCINAZIONE PER COPRIRE IN MODO OMOGENEO IL TERRITORIO ED EVITARE ALLE PERSONE LUNGHI TRAGITTI E CODE? »

La pandemia da Covid 19 non conosce arresti. Morti, ricoveri, sistema sanitario in affanno ma arriva per tutto il mondo una speranza dai nuovi vaccini.

Sarà dato oggi pomeriggio il via libera in Conferenza Stato-Regioni all’informativa con le linee guida del Piano per vaccinazione anti Covid elaborato da Governo Iss, Aifa e Agenas. Saranno chiariti i tanti passaggi e le diverse azioni necessari all’attuazione di un Piano di vaccinazione così complesso e riguardante a regime l’intera popolazione residente nel nostro Paese.

Pare siano previsti alcuni tipi di vaccini. Il più famoso quello messo a punto dall’americana Pfizer e dalla tedesca Biontech che attende l’autorizzazione dell’ Agenzia europea dei medicinali (Ema) che deve validare il vaccino Pfizer-Biontech nella commissione di esperti, la cui convocazione è stata anticipata al 21 dicembre.

Gli esperti della Food and Drug Administration (FDA), l’Agenzia federale statunitense che si occupa di farmaci, hanno definito “sicuro ed efficace” il vaccino di Moderna contro il coronavirus, che dovrebbe essere autorizzato entro pochi giorni negli Stati Uniti, come avvenuto alla fine della settimana scorsa per il vaccino di Pfizer-BioNTech. L’analisi dei dati forniti sui test clinici ha mostrato che due dosi del vaccino, somministrate ad alcune settimane di distanza, sono “altamente efficaci” nel prevenire la COVID-19 “almeno a 14 giorni dal ricevimento della seconda dose”.

Sia il vaccino di Pfizer-BioNTech sia quello di Moderna sono basati sull’RNA messaggero (mRNA), la molecola che si occupa di codificare e portare le istruzioni contenute nel DNA per produrre le proteine. Impiegano forme sintetiche di mRNA – realizzate in laboratorio – che contengono le istruzioni per produrre alcune proteine specifiche del coronavirus. In questo modo il sistema immunitario impara a riconoscerle e a contrastarle, ma senza i rischi che si correrebbero nel caso di un’infezione con il coronavirus vero e proprio. Le conoscenze acquisite nel contrastare queste proteine possono poi essere impiegate dal sistema immunitario per contrastare un’eventuale infezione vera e propria.

Ci sono dubbi legati alla logistica, discussi da diverse settimane. A differenza degli altri vaccini, quello di Pfizer-BioNTech deve essere conservato a una temperatura intorno ai -70 °C, e questo potrebbe essere un problema per la sua distribuzione. Garantire la catena del freddo sarà una delle principali sfide per la logistica del nuovo vaccino, anche se Pfizer ha sviluppato contenitori con materiale isolante e ghiaccio secco, che dovrebbero garantire il mantenimento dei -70 °C per diversi giorni. Il vaccino di Moderna deve essere conservato a -20 °C, ma una volta scongelato si mantiene stabile per circa un mese a temperature di frigorifero, rendendo più semplice la sua gestione.

Pare si partirà con 1,8 mln di dosi di vaccino Pfizer/Biontech a livello nazionale. La seconda fornitura garantita da Pfizer sarà di 2.507.700 dosi, che consentiranno nelle settimane successive di somministrare la seconda dose alle categorie prioritarie, nonché di avviare la vaccinazione della popolazione più fragile.

Il direttore dell’Azienda sanitaria, tramite la stampa, ha spiegato come si sta organizzando il Trentino per la profilassi. Sappiamo ora che saranno disponibili in fase iniziale circa 18.659 dosi cui se ne aggiungeranno circa 25 mila per la seconda vaccinazione. Sono stati acquistati 6 congelatori che garantiranno una scorta in caso di guasto. Le sedi di vaccinazione saranno probabilmente 3 e il cittadino sarà informato del tipo di vaccino che gli verrà iniettato.

Il direttore, in merito alla dislocazione dei punti di vaccinazione ha ipotizzato il “drive through” e ha tranquillizzato la popolazione ricordando che nel mese di ottobre sono state somministrate 135 mila dosi di antinfluenzale in tre settimane. Vorrei ricordare al direttore che ci sono ancora dei trentini che aspettano il vaccino antinfluenzale e si spera che lo stesso non debba accadere per il vaccino anti Covid.

In merito alla dislocazione dei punti per la vaccinazione ritengo che sarebbe importante individuare subito più di tre punti, penso a Trento, Rovereto, Valsugana presso l’ospedale di Borgo, valli di Fiemme e Fassa presso l’ospedale di Cavalese, Valli di Non e Sole presso l’ospedale di Cles, Alto Garda presso l’ospedale di Arco, Giudicarie Rendena presso l’ospedale di Tione, in modo da evitare lunghi tragitti e spostamenti in un periodo dove sono sconsigliati e scongiurare le inevitabili code.

A livello regionale e a livello locale sembra saranno identificati referenti che risponderanno direttamente alla struttura di coordinamento nazionale e si interfacceranno con gli attori del territorio, quali i Dipartimenti di Prevenzione, per garantire l’implementazione dei piani regionali di vaccinazione e il loro raccordo con il Piano Nazionale di Vaccinazione.

Ciò premesso interrogo il Presidente della Provincia e l’assessora competente per sapere:
se intendano prendere in considerazione la possibilità di prevedere più punti per la vaccinazione in modo da coprire in modo omogeneo il territorio e evitare alle persone lunghi tragitti e code;
se nei luoghi dove saranno somministrati i vaccini ci sarà la presenza di un medico rianimatore a disposizione, nel caso si verificassero reazioni avverse;
quando si procederà ad individuare i nominativi delle persone che necessitano urgentemente della vaccinazione e con quali modalità si procederà alla somministrazione;
se intendano pianificare con la struttura di coordinamento nazionale le dosi di pertinenza del Trentino in modo da non farsi trovare sprovvisti, come è successo con il vaccino antinfluenzale, e garantire la vaccinazione a chi ne farà richiesta;
se ritengano utile appellarsi ai medici in pensione per accelerare la somministrazione dei vaccini;
quanto si pensa durerà la campagna vaccinale e con quale copertura della popolazione;
se si pensa si possa ipotizzare che, forte della propria autonomia, la Provincia di Trento possa acquistare dosi di vaccino nel caso quelle fornite da Roma non fossero sufficienti;
se si pensa di rilasciare un documento vaccinale da esibire in luoghi e strutture che non accetteranno soggetti non vaccinati;
se si intenda prevedere una campagna di informazione alla popolazione.

 

 

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Lucia Coppola

Consigliera provinciale/regionale Gruppo Misto/Europa Verde