PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (6 puntata format Tv)

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ASSOCIAZIONE TRANSDOLOMITES

Intervista al Presidente Massimo Girardi

(Progetto Ferrovia Avisio - Mobilità di valle - Trasporto Brt)

Il Museo Retico è situato in località Casalini nel comune di Sanzeno, dove sorse l’abitato protostorico che fu il principale centro delle genti retiche di Anaunia. Si propone come un attivo polo di comunicazione culturale e strumento per la valorizzazione della storia antica del territorio: un luogo di incontro aperto alle realtà locali, destinato a rivestire un ruolo di primo piano nell’offerta culturale e turistica delle valli del Noce e del Trentino.

La popolazione retica ha le sue origini nell’età del ferro e si affermerà nell’area del Tirolo e del Trentino fino alla sottomissione romana dell’area – avvenuta in età imperiale e raccontata dallo storiografico romano Casso Dione.

In epoche precedenti alla conquista romana le popolazioni locali entrarono in contatto anche con Etruschi e Celti ed è forse opportuno segnalare che c’è stato anche chi – come lo studioso austriaco Osmund Menghin – avanzò l’ipotesi che i Reti non fossero una popolazione, quanto invece un “gruppo di culto”, a cui si associa, per assonanza, il culto della divinità Reitia.

Nell’edificio progettato dall’architetto trentino Sergio Giovanazzi, aperto al pubblico nel 2003, gestito e curato direttamente dalla Provincia, è ospitata l’esposizione permanente del patrimonio archeologico locale.

A margine della struttura – nella parte posteriore – c’è un appezzamento di terreno su cui pare si volesse edificare una riproduzione di “villaggio retico” e ciò sull’esempio delle palafitte di Ledro o quelle di Fiavè, ma dal 2003 ad oggi questo villaggio non è stato costruito.

Si ritiene che la sua realizzazione costituirebbe un’interessante opportunità scientifico-divulgativa, utile anche per le attività didattiche delle scuole e per il turismo della Val di Non.

Si potrebbero ricreare storie di vita quotidiana delle popolazioni retiche, insegnando ai bambini come macinare con le pietre il miglio, il farro o altre granaglie presenti al tempo; pensare ad un’area dedicata alle erbe medicinali del territorio; proporre laboratori sulla “medicina antica” e sulla conoscenza delle piante; insegnare la mungitura delle capre, che si potrebbero allevare in loco.

Il villaggio retico valorizzerebbe maggiormente la struttura museale, rendendolo ancor più attrattivo per turisti e scolaresche.

 

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Ciò premesso interrogo il presidente della Provincia di Trento e l’assessore competente per sapere:

se siano a conoscenza dell’esistenza di un progetto o dell’intenzione di realizzare un “villaggio retico” nelle adiacenze al Museo retico;

se sia nei programmi della Giunta la sua realizzazione e in caso di risposta positiva quali si ritiene saranno i tempi di esecuzione;

se si ritenesse di non programmare la realizzazione del villaggio per l’impegno economico troppo gravoso, se intendano ovviare invitando a compartecipare alla spesa il Comune di Sanzeno, la Fondazione don Luigi Mendini di Sanzeno e/o la Fondazione Cassa Rurale Val di Non;

se sia nei programmi della Giunta investire risorse economiche per nuovi studi, ricerche e/o campagne archeologiche, al fine di approfondire la conoscenza sull’antica popolazione dei Reti e ampliare nei contenuti la struttura museale.

 

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Cons. Lucia Coppola