QUALI STRATEGIE ITAS PER IL 2020?

Intervista a Raffaele Agrusti, amministratore delegato e Direttore generale

 

Sono passati solo pochi giorni da quando un imponente masso è precipitato sul sentiero della Ponale ed ecco che un altro importante dissesto ha colpito l’Alto Garda. Il 19 novembre scorso una frana è caduta dal Monte Brione, non lontano dal sentiero della Pace, franando sopra il paramassi in cemento armato, costruito anni fa sopra la galleria che collega Riva a Torbole. Parte della frana non trattenuta dal paramassi è stata proiettata sulla pista ciclabile sottostante, mentre altri macigni sono caduti direttamente nel giardino dell’Hotel Baia Azzurra, causando anche danni ingenti alla struttura ricettiva.

Fortuna vuole che, forse anche a causa del maltempo, nessuno transitasse in quel momento sulla pista ciclabile solitamente frequentata da moltissime persone. La ciclabile è stata chiusa, così in via precauzionale la strada fra Torbole e Riva. E’ stata chiusa anche la spiaggia dal pontile verso la Baia Azzurra e il Comune di Riva ha ordinato la chiusura del sentiero della Pace.

Questi incidenti gravi e purtroppo ripetuti fanno riflettere sulla fragilità del territorio, classificato ad alto rischio idrogeologico, e quindi sulla assoluta necessità di investire risorse per la manutenzione e il potenziamento di protezioni in modo da ridurre il più possibile il rischio di caduta massi.

Crea non poche preoccupazioni anche la pista ciclabile a sbalzo di Limone, più volte interessata da caduta massi e frane.

Ciò premesso si interroga il presidente della Provincia di Trento per sapere:

se ritenga, assieme alle amministrazioni comunali coinvolte, approfondire le cause che hanno portato i paramassi a fallire nel loro contenimento;

se ritenga opportuno investire risorse economiche per potenziare la sicurezza dei tracciati, al fine di scongiurare evitabili incidenti e tragedie;

se in finanziaria sono stanziate somme allo scopo;

quali tecniche di monitoraggio vengono utilizzate e se si ritiene siano adeguate, visto il numero di smottamenti (si parla di macigni dal peso di 4 – 5 tonnellate) che si sono verificati negli ultimi anni.

 

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Lucia Coppola

consigliera provinciale di FUTURA