Premesso che: nel tardo pomeriggio del 22 giugno scorso un’orsa di 14 anni “Jj4” ha aggredito e ferito un uomo di 59 anni e suo figlio di 28 nella zona del Monte Peller in Val di Non;

l’orsa è la seconda più anziana di quelle che attualmente vivono in Trentino. Non è ancora stato possibile accertare se l’animale era accompagnato o meno dai cuccioli. In base agli accertamenti genetici effettuati sui campioni di saliva e organici, è risultata essere una delle figlie di Jurka, l’orsa giudicata “problematica” catturata nel giugno del 2007 nella zona del lago di Tovel. Jurka era stata catturata dopo essersi avvicinata troppo a luoghi a lei preclusi come baite, pollai, impianti sciistici e, solo dopo una lunga battaglia degli animalisti, era stata trasferita in Germania, nell’ Alternativer Wolf-und-Bärenpark Schwarzwald, una piccola oasi naturalistica nella Foresta Nera. I suoi cuccioli furono abbattuti;

nei confronti di ‘Jj4’ il Presidente della Provincia autonoma di Trento ha emesso un’ordinanza che ne prevede la cattura e l’abbattimento precisando che verrà attuata la stessa procedura impiegata per l’abbattimento di Kj2, nel 2017. L’orsa Kj2 era stata uccisa dagli agenti del corpo forestale di Trento dopo una caccia durata venti giorni, decisa dopo che aveva attaccato un uomo di 69 anni, che passeggiava con il suo cane nei pressi del lago di Terlago, che sin da subito, si era detto contrario all’abbattimento dell’animale;

il Wwf Italia ha inviato una diffida formale al Presidente della Provincia chiedendo la revoca dell’ordinanza di abbattimento dell’orso. L’associazione ambientalista ha sottolineato come “le cause dell’accaduto non siano ancora del tutto chiare e le informazioni attualmente in possesso delle autorità non possano ritenersi sufficienti a motivare (dopo il suo riconoscimento e identificazione) l’abbattimento dell’orso, la misura di gestione più estrema prevista dal Pacobace (Piano d’Azione interregionale per la conservazione dell’Orso bruno sulle Alpicentro-orientali)”;

nella diffida il Wwf ha ribadito che “per intraprendere eventuali azioni di gestione, è necessario ricostruire la realtà dei fatti e valutare attentamente le ipotesi previste dallo stesso Pacobace, che distingue il caso di attacco di un orso che difende i piccoli o fonti alimentari dal caso di un attacco senza una preventiva provocazione da parte dell’uomo, oltre a prevedere criteri di proporzionalità tra il comportamento dell’orso e le azioni di gestione messe in campo;

perfino chi è stato aggredito ha mostrato saggezza ed equilibrio ed ha lanciato un appello contrario all’ordinanza del Presidente della Provincia autonoma di Trento che, come detto, prevede l’abbattimento dell’animale;
considerato che:

la condanna a morte di un animale che vive nel proprio habitat è inaccettabile e dovrebbe farci riflettere sul processo di trasformazione che si è messo in atto, ovvero quello di addomesticare la natura per rendere i nostri boschi a misura di uomo. L’uomo, se pure involontariamente, ha certamente contribuito agli incendi dei boschi e alla cementificazione di molti spazi naturali, sottraendo sempre di più spazio al mondo animale;

la stessa cosa è accaduta per i lupi; si chiede di abbatterli dopo che l’uomo ha alterato l’equilibrio naturale costringendoli a scendere sempre più a valle per procurarsi il cibo;
la Provincia di Trento dovrebbe chiedere agli esperti come gestire la presenza degli orsi in una situazione di evidente squilibrio naturale che si è creato (non per colpa degli orsi) per garantire sicurezza agli animali e a chi vive nella montagna. Secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) sono a rischio di estinzione il 25 per cento delle specie di mammiferi, un ottavo degli uccelli, il 25 per cento dei rettili, il 20 per cento degli anfibi e il 30 per cento dei pesci; viviamo in un’epoca che vede giorno dopo giorno mutazioni significative dell’ambiente. Le calotte polari si sciolgono e cresce il livello dei mari. In alcune regioni i fenomeni meteorologici estremi e le precipitazioni sono sempre più diffusi, mentre altre sono colpite da siccità e ondate di calore senza precedenti e questi fenomeni sono destinati ad intensificarsi nei prossimi decenni;

noi esseri umani stiamo diventando una minaccia per noi stessi ed è ora di iniziare a riflettere sull’impatto che abbiamo sulla Terra e rispettare l’ecosistema, se vogliamo evitare l’autodistruzione. Nei boschi vivono animali selvatici come i lupi, gli orsi e così via e non possiamo certamente pensare di abbatterli, con il rischio della loro estinzione, perché pericolosi;

 

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Ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia di Trento per sapere:

se non ritenga, per le motivazioni sopra espresse, di ritirare l’ordinanza che prevede l’uccisione dell’orsa ‘JJ4’ ed evitare futuri abbattimenti di altri animali selvatici che vivono nei boschi;

se non ritenga, piuttosto, necessario acquisire dei pareri di esperti non solo per meglio gestire la presenza degli orsi in una situazione di evidente squilibrio naturale che si è creato, ma anche per garantire sicurezza agli animali e all’uomo che vive nella montagna o che la frequenta per passione.

 

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Cons. Lucia Coppola