Con un’ ordinanza del 29 giugno 2020, che detta misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 – “Ulteriori disposizioni provinciali sul servizio di trasporto pubblico a seguito dell’emanazione del Dpcm 11 giugno 2020…”, la Provincia di Trento, in considerazione della situazione sanitaria da Covid 19 ritenuta in netto miglioramento e la progressiva riapertura delle attività economiche/produttive/sociali, compreso il ritorno al lavoro per la maggior parte dei dipendenti pubblici e il conseguente spostamento dei lavoratori pendolari, ha ridefinito la capienza dei mezzi impiegati nei servizi di trasporto pubblico locale, di linea e non di linea, ferroviario, lacuale e funiviario.

Dal 29 giugno è consentita l’occupazione del 100 per cento dei posti a sedere per i quali il mezzo è omologato, mentre si ritiene ancora opportuno confermare l’obbligo di distanziamento interpersonale di almeno 1 metro per i posti in piedi. Rimane l’obbligo di aerazione del mezzo e l’uso della mascherina.

Ora mi è stato segnalato che, in particolare in determinati orari, alcune linee di trasporto pubblico urbano sono particolarmente affollate e non è assolutamente possibile mantenere il metro di distanza tra le persone in piedi. D’altronde su un autobus o corriera, anche nei doppi posti a sedere, è impossibile mantenere la distanza di almeno un metro.

Nel comunicato dell’ufficio stampa della Provincia del 1° luglio 2020 si legge che anche se i casi positivi al Covid-19 rilevati negli ultimi giorni sono molto pochi, il solo fatto che il virus continui a manifestarsi significa che non è scomparso e quindi si rende necessario mantenere le buone regole, a partire dal distanziamento e dall’igiene.
Ora che le attività produttive ed economiche sono riprese quasi totalmente, il flusso turistico nella nostra provincia sta aumentando, il rischio di contagio potrebbe aumentare.

Nessuno sa dire se in autunno il virus si ripresenterà o se, come ci auguriamo tutti, scomparirà.
Lascia perplessi che l’unica soluzione trovata per garantire la sicurezza sui mezzi di trasporto pubblico sia quello di tornare alla capienza pre virus!
Si assiste in questi giorni di rientro al lavoro in massa dei dipendenti pubblici, si discute sulle modalità di ritorno a settembre a scuola, all’università, di numeri di studenti per classe, mascherine o non mascherine, utilizzo in sicurezza delle mense, scaglionamenti. I ristoranti e i bar devono mantenere le distanze di sicurezza.

E per un settore importantissimo, strategico e delicato come quello del trasporto pubblico, l’unica soluzione trovata è tornare ad assiepare tutti all’interno degli autobus, che in questi giorni hanno tra l’altro spesso i finestrini chiusi e l’aria condizionata in azione.

Già prima dell’emergenza sanitaria alcune linee di autobus erano sovraccariche e veniva chiesto dall’utenza a gran voce un potenziamento del servizio, a maggior ragione oggi ci troviamo ad affrontare e dover risolvere il vero anello debole che è il trasporto pubblico in sicurezza.

 

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Ciò premesso interrogo il presidente della Provincia di Trento per sapere:

quale sia il criterio che ha orientato la Giunta nel decidere di ripartire con la piena capienza dei mezzi di trasporto pubblico, analogamente al periodo pre Covid-19;
se ritenga che le persone sedute una vicino all’altra o in piedi senza il distanziamento di almeno un metro, come si sta verificando in questi giorni di ripresa alla normalità su alcune linee ed in determinati orari di punta, siano protette dal punto di vista sanitario;

ogni quanto viene areato un autobus tenuto conto che, se fino a poco tempo fa il traffico stradale era molto diminuito e gli autobus, arrivando spesso prima dell’orario nei punti di salita e discesa, venivano arieggiati, ora con il traffico aumentato questo non accade, pena ritardi nella percorrenza;

come la Provincia di Trento intende affrontare il problema del trasporto pubblico in vista dell’autunno, che è alle porte, quando forse il virus sarà ancora presente e agli utenti debba essere garantito di viaggiare in sicurezza;

se si sta prendendo in considerazione la possibilità di incrementare il numero dei mezzi di trasporto pubblico e del personale addetto ai trasporti. Un impegno di spesa certo importante, ma necessario per garantire la sicurezza sanitaria di chi viaggia sui mezzi pubblici, che poi si tradurrebbe in minori costi sanitari. Rinunciamo a spese enormi e inutili come quelle per gli impianti di risalita in luoghi improbabili o per opere pubbliche come la Pirubi. Investiamo in un settore importantissimo e strategico quale è il trasporto pubblico.

 

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Cons. Lucia Coppola