“PROVITA E FAMIGLIA“ ONLUS

VIDEOINTERVISTA AL PRESIDENTE ANTONIO BRANDI

Focus su: Aborto in caso di stupro - Malformazioni genetiche - Embrione - Associazione - Campagne Pro Vita

Accolgo, come già fatto da altri colleghi, l’appello del consiglio direttivo dell’Associazione provinciale per i minori (APPM) che denuncia la volontà, da parte della Giunta provinciale, di utilizzare la sede di Via Milano progettata con l’Associazione a favore dei giovani, per accogliere uffici provinciali.

L’APPM è un’associazione non profit che da 45 anni si occupa sull’intero territorio della nostra provincia di minorenni, adolescenti e giovani offrendo risposte educative diversificate e personalizzate a sostegno dei percorsi di crescita di ciascuno. L’approccio parte dalla conoscenza della persona e della sua storia e mira a valorizzarne risorse e abilità, offrendo nuove opportunità da esprimere in contesti affettivi ed educativi e a sostenere il minore nell’assunzione di progressive autonomie, di consapevolezza, pensiero critico e responsabilità. Uno dei luoghi privilegiati dell’azione educativa è la casa, intesa come contesto relazionale ricco e stimolante, dove il clima familiare, la sobrietà dello stile di vita, le relazioni significative rafforzano il senso di sicurezza e appartenenza degli ospiti.

Una storia importante quella dell’APPM che dal 1976, anno di costituzione ufficiale, al fine di rispondere più efficacemente ai bisogni del territorio ha avviato nel tempo esperienze diversificate quali le attività residenziali, diurne, aggregative, colonie, progetti di Comunità, interventi domiciliari, accoglienza di nuclei familiari bisognosi, l’accompagnamento al lavoro, l’impegno con il mondo della scuola, con gli educatori scolastici, i DSA e i servizi di conciliazione. Ogni anno, oltre 5.000 ragazzi, adolescenti e giovani entrano in contatto con i servizi che l’Associazione offre, attraverso il proprio personale educativo (170 sono i dipendenti di APPM).

Da 13 anni circa APPM sta lavorando a uno specifico progetto a favore dei giovani della città di Trento, perché possano avere un luogo/sede decoroso e funzionale ove l’ascolto e la lettura dei loro bisogni possa generare azioni e realizzazioni in grado d’interpretare al meglio le diverse istanze educative.

Inizialmente la fondazione San Martino aveva assegnato l’edificio storico di via Manzoni. L’edificio si trovava tuttavia in condizioni tali da dover richiedere un intervento di ristrutturazione importante. Per tali ragioni l’immobile fu venduto dall’Ente San Martino alla Provincia, mantenendo il vincolo della destinazione d’uso, ovvero che la struttura fosse riservata ad attività a favore dei giovani e dei ragazzi.

La Provincia, quindi, decise di riservarlo esplicitamente ed esclusivamente ad APPM. Dopo diversi anni finalmente i lavori di ristrutturazione dell’edificio sono conclusi ma risulta disabitato da 5 mesi.

La decisione di privare l’associazione della sede di via Manzoni per destinarla, pare, ad accogliere uffici provinciali è un atto gravissimo perché non rispetta il vincolo di destinazione del bene ma ancora di più perché sottrae alla Comunità giovanile trentina uno spazio di importanza fondamentale.

 

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Ciò premesso interrogo il presidente della Giunta provinciale per sapere:

se corrisponde al vero che la Provincia di Trento intende non onorare l’impegno assunto di destinare l’immobile di Via Manzoni all’ Associazione Provinciale per i minori;

in caso affermativo quali sono le motivazioni che sottendono tale decisione;

a quale uso verrebbe destinato l’immobile;

se non ritenga assolutamente necessario ritornare sulle proprie decisioni, rispettando il vincolo di destinazione dell’immobile e consegnando all’Associazione un luogo dove si possa offrire ai minori, agli adolescenti e ai giovani risposte educative diversificate e personalizzate a sostegno dei percorsi di crescita di ciascuno.

 

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Cons. Lucia Coppola