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COPPOLA (FUTURA) * INCIDENTI IN MONTAGNA – SENTENZE: « SI TROVI UN GIUSTO CONTEMPERAMENTO TRA LE RICHIESTE DI RISARCIMENTO E LA TUTELA DI PARCHI E ENTI GESTORI »

Il 16 settembre scorso la Corte d’Appello di Trento ha condannato il Parco naturale di Paneveggio Pale di San Martino a risarcire con un milione di euro la famiglia di un turista, perito nel marzo 2006 sul versante sud di cima Juribrutto, a causa di una caduta in un pozzo di una trincea della Grande Guerra, mentre stava camminando sulla neve con le ciaspole a una cinquantina di metri dal sentiero.

Una sentenza che apre grossi interrogativi sulle responsabilità che in futuro avranno gli enti gestori di parchi e sentieri. Se è vero che i sentieri debbano essere ben tracciati, i pericoli debitamente segnalati è altrettanto vero che in montagna si possono creare delle situazioni che sono imponderabili e non possono essere imputate a nessuno se non ad una tragica casualità. Il territorio montano è vastissimo e non si può pensare di poter controllare ogni situazione di potenziale pericolo.

Una sentenza di questo tipo pone problemi anche dal punto di vista assicurativo. Non credo che sarà cosi facile d’ora in poi trovare una assicurazione che intenda coprire ogni tipo di infortunio che possa accadere in montagna.

Rispetto la sentenza della Corte di Appello di Trento ma non posso non cogliere la preoccupazione dell’Ente parco e di tutti gli enti gestori dei sentieri di montagna. Non è possibile salvaguardare in assoluto l’incolumità di chi percorre i sentieri di montagna e soprattutto di coloro che si allontanano dal tracciato.

Tutto ciò premesso si interroga il presidente della Provincia di Trento per sapere:

se intenda avviare uno studio su come affrontare in futuro dal punto di vista economico e normativo situazioni analoghe che potrebbero presentarsi.

 

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Lucia Coppola

consigliera provinciale FUTURA