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COPPOLA (FUTURA) * FONDAZIONE EDMUND MACH: « BENE COMUNE DEL TRENTINO, DIMENTICHI APPARTENENZE POLITICHE E PARTITICHE IN NOME DI UN BENE SUPERIORE »

Fondazione Edmund Mach, bene comune del Trentino. La Fem nasce il 12 gennaio 1874 quando la dieta regionale di Innsbruck, che aveva acquistato il monastero e i relativi beni, deliberò di attivare a San Michele all’Adige una scuola agraria con annessa stazione sperimentale, perché potessero congiuntamente cooperare alla rinascita dell’agricoltura nel Tirolo.

A Mach si deve il merito di aver intelligentemente intuito che ricerca e didattica non devono procedere separatamente ma devono invece costituire un binomio indissolubile dal quale trarre le premesse per la crescita del settore, tema questo quanto mai attuale. Da allora le linee operative da lui tracciate rimangono fondanti, portate avanti con positivi risultati dai suoi successori fino al passaggio dell’Istituto all’Italia e oltre.

Preme qui ricordare in particolare l’apporto intelligente e visionario di Bruno Kessler nella sua duplice veste di Presidente della Provincia Autonoma di Trento e di Presidente dell’Istituto agrario, quando negli anni ‘70 si preparò alla sfida dei tempi moderni, aprendosi tra l’altro a collaborazioni con altre realtà simili europee, soprattutto nel mondo della cultura tedesca. Uomini che sapevano guardare lontano e da cui dovremmo apprendere che gli assetti istituzionali sono importanti ma certamente sono il mezzo e non il fine di un istituto così prestigioso per la nostra provincia.

Un unicum a livello nazionale che richiede di essere trattato con molta attenzione e delicatezza, valutando i pesi della rappresentanza che all’interno del consiglio di amministrazione devono trovare il giusto equilibrio. Per questa ragione riteniamo importante e giusto che l’emendamento dell’assessora Zanotelli, per il quale la provincia con un atto unilaterale metteva in minoranza negli organi sociali i rappresentanti del mondo agricolo ed escludeva completamente la Cooperazione, sia stato riturato con un apprezzabile, doveroso e necessario dietrofront. La proposta di riduzione del Consiglio di Amministrazione a 7 componenti rispetto ai 12, esclude evidentemente parti forse importanti di un mondo variegato e complesso. Ed è per questo che nel nostro articolato ordine del giorno chiediamo di prendere in considerazione la componenti degli studenti e pure degli ex studenti che hanno sin qui rappresentato un valore aggiunto portando l’esperienza dell’azione sul territorio trentino, svolta in molteplici mansioni legate alla ricerca, all’innovazione, al lavoro in agricoltura che è una fetta così importante dell’economia trentina.

La cooperazione poi, con i tre settori, frutta, vino e lattiero caseario è una imprescindibile risorsa e una finestra sul mondo che sta al centro della Fem. Insieme alle cantine, agli allevatori, alle associazioni degli agricoltori, al personale della Fondazione.

Dunque didattica, una struttura complessa e di alto livello che istruisce e forma nel settore agricolo, ambientale e forestale, ma anche ricerca e innovazione, con il primo centro One Healt italiano che si occupa di agricoltura, alimentazione e ambiente per migliorare la qualità della vita e il territorio che lo ospita. A questo proposito auspico che sempre più la Fem si occupi di agricoltura biologica e biodinamica, posto che la sperimentazione pluriennale sul Pinot bianco e il Riesling, che ha messo laicamente a confronto il sistema di coltivazione tradizionale basato su un uso davvero esagerato e pericoloso di anticrittogamici, meglio definiti come pesticidi, con sistemi di coltivazione della vite alternativi e metodi di tipo biologico e biodinamico, ha dato ottimi risultati.

Sia dal punto di vista vegeto-produttivi che chimico-compositivi, che di qualità pregiata del prodotto, che di vendita e di produzione per pianta. Dimostrando chiaramente che un Trentino free pesticidi è possibile, più salubre a livello di territorio, corsi d’acqua, qualità dell’aria, più sano per la popolazione che consuma, vive ed abita in luoghi fortemente soggetti ad inquinanti pericolosi, che ingenerano patologie gravi negli stessi agricoltori e colpiscono in particolare le fasce più deboli, i bambini e i ragazzi, le donne incinte.

Ma San Michele è anche un centro importante di ricerca applicata e di indispensabili servizi a favore delle imprese del settore agro-forestale, quindi il suo ruolo e vieppiù significativo a livello di indirizzo, formazione, capacità di essere la vera forza trainante, ed educante, in campo produttivo, alimentare, sanitario. Una responsabilità grande, per la quale il ruolo della provincia deve essere quello di garante della autonomia di Fem, di rispetto dei ruoli, di attenzione e di salvaguardia del tanto che rappresenta, ma anche delle enormi potenzialità di un Istituto che ha una bellissima storia, un percorso culturalmente e istituzionalmente tanto rilevante non solo in Trentino ma anche nella partnership con analoghi istituti a livello nazionale e internazionale.

Dunque, assessora Zanotelli, certamente competenza scientifica e manageriale, senza però dimenticare il fattore umano rappresentato dai lavoratori, dagli studenti, dalle associazioni di categoria, dai cittadini su cui dovrebbero ricadere le buone pratiche, una cultura della sostenibilità, l’attenzione alla salute, alla qualità della produzione, alla qualità della vita, all’immagine di un Trentino salubre, anche come carta d’identità turistica di pregio.
Particolarmente interessante, in tempi di Covid 19, quando è apparsa, chiara e terribile, la pericolosità per la salute umana causata dalla intensificazione della mobilità delle persone e delle merci su scala planetaria, unitamente ai cambiamenti climatici, la lotta biologica agli insetti alieni che hanno gravi impatti sugli ecosistemi. Ben visibili purtroppo anche in questi giorni con gli attacchi ai piccoli frutti, i Colpi di Fuoco, presenti in modo preoccupante anche in Trentino, creando una situazione potenzialmente nociva per l’agricoltura nel suo insieme. Cercare antagonisti naturali specializzati, piuttosto che ricorrere a veleni che impatterebbero in modo cruento sulla salute della popolazione, capaci di contenere gli infestanti, come nel caso della vespa samurai contro la cimice asiatica, è una delle tante importanti iniziative che ci danno l’idea di quanto la ricerca possa fare per migliorare la vita di tutti ed occuparsi della sopravvivenza del pianeta.

Per concludere, lunga vita alla Fondazione Edmund Mach, insieme all’augurio affinché non si perda nei meandri degli assetti istituzionale e amministrativi, e ai relativi bilanciamenti, dove la politica sia parte attenta e presente ma non condizionante. La Fem continui nella sua strada di libertà, responsabilità, competenza, ricerca, innovazione e cultura del territorio che lo stesso Edmund Mach, con coraggio e lungimiranza, ha intrapreso molti anni fa, consegnandoci un bene prezioso da salvaguardare e su cui investire, dimenticando possibilmente appartenenze politiche e partitiche, in nome di un bene superiore.

 

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Lucia Coppola

Consigliera provinciale di Futura e Portavoce dei Verdi del Trentino