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COPPOLA (FUTURA) – INTERROGAZIONE * DIPENDENZE NEI GIOVANI: « LA PAT HA INTENZIONE DI PROMUOVERE LE METODOLOGIE LIFE SKILLS E PEER EDUCATION? »

Life skills e peer education per contrastare le dipendenze nei giovani Le dipendenze costituiscono uno dei fenomeni più preoccupanti del nostro tempo, soprattutto tra i giovani.

Le vittime della droga sono anzitutto giovani che, per fragilità caratteriale, insicurezza, spirito di trasgressione o, più semplicemente per immagine di gruppo, accettano di provare qualche sostanza minima, per poi finire alla sniffata di cocaina o, nei casi peggiori, alla dose di eroina. Le cronache riportano dati preoccupanti.

La sostanza più diffusa in assoluto è l’hashish, ma il consumo di cocaina e eroina è alto. La direttrice del SERD di Trento asserisce che l’uso di eroina non è mai calato nel tempo ed ogni anno si registrano 80 nuovi pazienti, in alcuni casi giovanissimi.

La dipendenza dall’alcool non è meno grave. Sono 15.000 i consumatori ad alto rischio, tra gli 11 e i 24 anni. Globalmente sono 80 mila i trentini con problemi di alcol.
Secondo il “Servizio Alcologia Centro Antifumo” si inizia a bere prestissimo: addirittura intorno agli 11 anni.

All’origine delle dipendenze ci sono problematiche e cause profonde e importanti, inadeguatezza o vulnerabilità della struttura della personalità. Resta il fatto che anche l’aspetto riferibile al sociale e all’ambiente può contribuire in modo importante e significativo allo sviluppo di una dipendenza.
L’abuso di alcool e droga porta a conseguenze molto gravi per la salute (in termini di danni neurologici, malattie tumorali e cardiocircolatorie) e per la spesa pubblica (in termini di costi sociali)

La dipendenza scaturisce dall’incontro tra due elementi: il soggetto e l’oggetto. E poiché l’offerta dell’oggetto sta aumentando a dismisura e si sta diversificando – ci sono tutta una serie di sostanze psicoattive e le vecchie (ad esempio l’eroina) che vengono riproposte con nuove modalità – aumenta l’area dei soggetti potenzialmente interessati, compresi i più giovani, gli adolescenti.

Certamente vanno colti i primi segnali di disagio nei giovani: isolamento, scadimento nel rendimento, scatti di rabbia, impulsività, l’aumento delle ore dedicate ad un’attività, ad esempio il pc, che può portare alla dipendenza.

La Provincia di Trento, l’Apss, il Comune di Trento, le Forze dell’ordine e Polizia locale sono da tempo impegnati al contrasto alle dipendenze.

Ultimo in ordine di tempo il progetto Daimuoviamoci. Il protocollo d’intesa firmato lo scorso mese di ottobre da Comune di Trento e Azienda provinciale per i servizi sanitari ha dato vita all’alleanza per la promozione di stili di vita sani con l’obiettivo di collaborare all’analisi e allo studio delle problematiche legate alle dipendenze e alla progettazione e realizzazione di attività di sensibilizzazione, prevenzione e promozione della salute sul piano socio sanitario. Uno strumento partecipativo aperto a tutti coloro che si riconoscono nelle sue finalità e ne sottoscrivono gli impegni. Il Servizio politiche sociali del Comune di Trento in questi giorni ha emesso un bando che disciplina la concessione e erogazione di contributi finanziari per la realizzazione di iniziative a carattere locale per la valorizzazione degli stili di vita, con particolare riguardo alla prevenzione delle dipendenze nei giovani.

Con l’LP n. 13 del 2018 si è intervenuti sulla legge provinciale sulla scuola 2006 stabilendo che ”la Provincia, nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili, promuove azioni sull’educazione alla salute e ai corretti stili di vita per gli studenti, con particolare riguardo ai rischi da dipendenze, soprattutto da alcolismo e da tossicodipendenza. Le azioni sono svolte anche in collaborazione con l’Azienda provinciale per i servizi sanitari, i comuni e le comunità previste dalla legge provinciale n. 3 del 2006, i soggetti del terzo settore, del volontariato, dell’associazionismo e le forze dell’ordine, privilegiando l’adozione di metodologie educative fondate sull’educazione alla pari e finalizzate all’apprendimento e al rafforzamento delle abilità cognitive, relazionali ed emotive degli studenti”.

In adolescenza la stima che il soggetto ha di se stesso può divenire una fonte di vulnerabilità: un’autostima negativa può configurarsi come fattore di rischio per i problemi comportamentali e di adattamento sociale. Non riuscire ad integrarsi in modo positivo alla società, soprattutto in questo periodo di vita, fa si che possano sorgere nel ragazzo tendenze autolesioniste o isolamento volontario che può portare all’uso o, nel peggiore delle ipotesi, all’abuso di sostanze stupefacenti o alcol. Negli ultimi anni l’attenzione si è focalizzata anche su un altro elemento di disagio ovvero l’incapacità, da parte degli adolescenti, a comunicare le proprie emozioni.

La comprensione e la conoscenza delle emozioni divengono, nel corso dello sviluppo, risorse individuali correlate al comportamento sociale e all’adattamento. Al contrario, l’incapacità di interpretare le emozioni potrebbe impedire lo sviluppo delle competenze socio-emozionali che fungono da mediatrici per l’acquisizione, all’interno dell’interazione sociale, di abilità utili a prevenire comportamenti dannosi per la propria salute e di capacità necessarie per portare a termine i propri compiti di sviluppo.

Si ritiene infatti possa essere efficace aiutare i giovani a sviluppare abilità e capacità che permettano loro di acquisire un comportamento versatile e positivo, grazie al quale affrontare efficacemente le richieste e le sfide della vita quotidiana: la consapevolezza di sé, la gestione delle emozioni e dello stress, l’empatia, il prendere decisioni sviluppando il senso critico e la creatività. Inoltre sviluppare strategie di peer education, che vanno oltre il momento educativo e diventano occasione per il singolo studente, il gruppo dei pari o la classe scolastica di discutere liberamente e sviluppare momenti intensi di scambio emozionale.

Tutto ciò premesso si interroga il presidente della Provincia per sapere:

se abbia intenzione di promuovere in ambito scolastico strumenti educativi come le life skills e la peer education, al fine di aiutare gli studenti a sviluppare abilità che dovrebbero far parte del repertorio di competenze psicosociali di ogni adolescente, in quanto utili per affrontare le difficoltà legate al cambiamento tipiche dell’età;

come intenda applicare in concreto la LP n. 13 del 2018 che sostiene azioni ed interventi rivolti agli studenti per la prevenzione degli stati di dipendenza, soprattutto alcolismo e tossicodipendenza.

 

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Lucia Coppola
consigliera provinciale Futura 2018