In questi giorni ho presentato al Servizio Foreste e Fauna della Provincia di Trento la richiesta di poter visitare il centro faunistico di Casteller per visionare il luogo dove vive attualmente l’orso M49, comprendere come è gestita la sua “detenzione” e porre alcune domande sullo stato di salute dell’animale. Mi è giunta risposta che “l’area faunistica in oggetto è accessibile esclusivamente al personale adibito alla cura dell’animale (custode e veterinario), ed al personale di vigilanza del Servizio Foreste e Fauna.

A tale regola, in vigore da quando l’area è stata istituita, non si è mai derogato se non in casi assolutamente eccezionali al fine di garantire, per quanto possibile, condizioni di benessere animale dignitose ad esemplari di provenienza selvatica che tali rimangono, per molti aspetti, anche dopo anni di captivazione”.

Mi fa sorridere la preoccupazione che una visita della sottoscritta possa mettere a repentaglio il benessere di M49, dopo che per una decisione scellerata della Provincia gli è stata tolta la libertà perché reo di aver attaccato del bestiame e aver fatto incursioni in malghe e baite, azioni in parte evitabili se si fosse provveduto a mettere in atto misure di prevenzione idonee. Mai ha attaccato l’uomo. M49 vive in uno spazio grande come un campo da calcio, dividendo lo spazio con un’orsa. E’ stato castrato.

Si dichiara che un animale di provenienza selvatica rimane tale anche dopo anni di captivazione. Certo, l’orso rimane un animale selvatico, con le sue esigenze, le sue peculiarità, anche dopo anni di “detenzione” e nonostante l’arroganza dell’uomo che vorrebbe domarlo.

Non comprendo il diniego alla mia visita, tra l’altro accompagnata da un noto veterinario, anche perché la struttura è gestita dalla Provincia e quindi sottoposta ai normali controlli di cui sono titolari tutti i consiglieri provinciali. Mi auguro che ci sia un ripensamento e si autorizzi la mia ispezione.

 

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Cons. Lucia Coppola