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COPPOLA (EUROPA VERDE) * SMART WORKING: « IL DDL SULL'OFFERTA TURISTICA PREVEDE NORME IN MATERIA DI PROMOZIONE DELL'OFFERTA TURISTICA RIVOLTA AL LAVORO AGILE »

Disegno di legge “Inserimento dell’articolo 48 ter nella legge provinciale sulla ricettività turistica 2002, in materia di promozione dell’offerta turistica rivolta al lavoro agile”.

Il presente disegno di legge detta norme in materia di promozione dell’offerta turistica rivolta al lavoro agile. Molti dei nostri alberghi, hotel, ma anche il settore degli affitti di appartamenti per le vacanze, durante questo lungo periodo di pandemia hanno sofferto a causa dei vari lockdown, della chiusura degli impianti, delle zone che si colorano e consentono o vietano i servizi normalmente offerti.

Molti hotel, in Italia e anche in Trentino, da strutture turistico-ricettive provano ad aprirsi al cosiddetto “lavoro agile”. Da nord a sud dell’Italia, l’ultima frontiera del settore alberghiero passa infatti per lo smart working.

Questo processo di riconversione ha dimostrato di poter affiancare alla comodità di una camera d’hotel, o un appartamento, in condizioni di massima sicurezza dal punto di vista sanitario, anche l’efficienza di un ufficio, rispondendo efficacemente alle necessità di migliaia di professionisti che per un periodo più o meno lungo si spostano dalle città affollate e da uffici inadeguati, dove le condizioni di distanziamento non sono possibili e quindi pregiudicano il rientro nel posto di lavoro.

Questi settori, messi in ginocchio dal Covid, non possono vivere solo di ristori. Serve una riconversione adeguata ai tempi difficili che viviamo e che possa essere esportata anche in futuro quando la pandemia ci lascerà.

Rimando alla lettura della relazione illustrativa dove è spiegato nel dettaglio il progetto, gli incentivi a carico della Provincia e gli adeguati interventi di promozione che dovranno essere previsti.

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cons. Lucia Coppola

 

 

RELAZIONE

Dopo un lungo, faticoso, difficile e doloroso periodo segnato dalla pandemia da Covid 19, anche la nostra provincia sta cercando differenti forme per proporsi a nuovi utenti, in nome di una sostenibilità ambientale che tenga conto anche della qualità della vita dei lavoratori e delle loro famiglie e di un turismo capace di reinventarsi e costruire diverse opportunità. Con intelligenza e lungimiranza.

Molti hotel, in Italia e anche in Trentino, da strutture turistico-ricettive provano ad aprirsi al cosiddetto “lavoro agile”. Da nord a sud dell’Italia, l’ultima frontiera del settore alberghiero passa infatti per lo smart working.

Questo processo di riconversione ha dimostrato di poter affiancare alla comodità di una camera d’hotel, in condizioni di massima sicurezza dal punto di vista sanitario, anche l’efficienza di un ufficio, rispondendo efficacemente alle necessità di migliaia di professionisti che per un periodo più o meno lungo si spostano dalle città affollate e da uffici inadeguati, dove le condizioni di distanziamento non sono possibili e quindi pregiudicano il rientro nel posto di lavoro.
La soluzione più immediata è quella di ricorrere allo smart working, conveniente per aziende private e per la pubblica amministrazione, quando le case si rivelano prive di spazi e tranquillità e spesso anche delle infrastrutture necessarie per il lavoro da remoto. Un problema questo che ha in parte inciso sulla produttività ma anche sul benessere fisico e psicologico dei lavoratori e delle lavoratrici.

E’ per questo che, sempre più spesso, i professionisti si affidano allo smart working in hotel o alberghi a uso ufficio che possono offrire un ambiente di lavoro sicuro e sanificato. Possibilmente in luoghi ameni, che nel nostro Trentino certo non mancano, adatti a consentire nelle pause lavorative la possibilità di svagarsi passeggiando, correndo, andando in bicicletta, facendo un tuffo in piscina, una seduta in palestra o semplicemente ammirando un paesaggio.

Peraltro, il tema del business travel è da tempo noto all’ hotellerie che già da tempo fornisce smart room, stanze dedicate con connessioni internet veloci e ampi spazi, utilizzo gratuito di stampanti e scanner. Pacchetti definiti in modo tale da rispondere a tutte le necessità lavorative.
Molti dei nostri alberghi ed hotel durante questo lungo periodo di pandemia hanno sofferto a causa dei vari lockdown, della chiusura degli impianti, delle zone che si coloravano e consentivano o vietavano i servizi normalmente offerti.

Questo modello, dettato dalla necessità ma anche da modalità turistiche comunque più adeguate ai tempi, necessita, al fine di rispondere alle esigenze di un’utenza che lavora, di una serie di servizi dedicati e pure della possibilità di garantire il rispetto dei protocolli igienico-sanitari.
Soluzioni anti contagio, sanificazioni per aria e ambienti e dispositivi sanitari anche per documenti, sistemi di azioni germicide, antibatteriche e antivirali, termo scanner e igienizzanti per le mani che hanno naturalmente dei costi.

E in questo la Provincia potrebbe essere l’ente che contribuisce con appositi finanziamenti, in parte anche a fondo perduto vista la situazione.
Ma non vi è solo la situazione alberghiera che potrebbe essere positivamente incentivata.

Il Trentino è un luogo ideale dove trasferirsi, magari con tutta la famiglia, cosa che peraltro è già avvenuta, e lavorare in una casa affittata in montagna, al lago o in qualche cittadina che meglio può rispondere alle esigenze dei diversi membri della famiglia. Parliamo quindi di case sicure, con postazioni smart working e wi-fi inserite in un contesto di benessere ed equilibrio. La nostra provincia, con le sue tante risorse, può costituire il luogo ideale per condurre un’esistenza più libera dalle paure, in sicurezza, immersi in una natura e in un contesto che sono sinonimi di benessere, relax ma anche movimento. Anche per chi intende utilizzare le proprie abitazioni affittandole con questa vocazione sarebbe possibile trovare delle facilitazioni di vario genere: sugli oneri di urbanizzazione con contributi all’acquisto di ciò che serve per rendere l’abitazione smart con postazioni create ad hoc.

E’ più che evidente che questo settore, messo in ginocchio dal Covid 19, non può vivere solo di ristori. E’ necessario mettere in atto azioni positive che consentano una riconversione adeguata ai tempi difficili che stanno affrontando.
Ci sono già molte, interessanti esperienze in atto in questo ambito che alcuni chiamano natural working. Cito tra tutte le strutture alle pendici del Monte Bianco, in Val d’Aosta, a Courmayeur e sulle Dolomiti in Val Badia.
Le postazioni di lavoro in qualche caso sono persino a 2000 metri e oltre.

A detta di chi ha vissuto questa esperienza si respira aria buona, ci si fa incantare dal panorama e nel frattempo si risponde a mail e telefonate , bilanciando lo stress con il relax.
L’energia elettrica sempre disponibile è alimentata da pannelli solari e fotovoltaici. A valle si trovano info point.
A Courmayeur, due antichi rifugi in legno sono stati trasformati in postazioni pronte per lo smart working. Sono stati riconvertiti gli spazi non più utilizzabili per trattamenti estetici e altri servizi sconsigliati dalla pandemia.
Insomma è arrivato il momento di investire sullo “Workation”, neologismo nato dall’unione delle parole work e vocation, nato a Rimini e l’idea sta cambiando il mondo dell’hotellerie e ha già conquistato diverse strutture in Italia, dal nord al sud. Dal Veneto alla Sicilia, passando per la Lombardia, la Toscana, il Lazio e la Campania. Possono essere anche “settimane” per chi non può o non vuole staccarsi dal lavoro ma chiede di coniugarlo con luoghi e offerte che gli consentano ritmi più consoni. E pure la sicurezza sanitaria.

In Trentino, molte strutture alberghiere, se opportunamente sostenute, potrebbero uscire dallo stallo attuale e riproporsi a prescindere dalla tipologia di hotel, con offerte per tutte le tasche. Sia per chi ha bisogno di situazioni più raffinate che per chi necessita di ambienti semplici e familiari.
Questa tipologia di servizio potrebbe inoltre rispondere al bisogno di un turismo che non sia legato solo alle ferie ma che copra tutto l’anno, perché lo smart working natural può essere spalmato su tutte le stagioni, facendo conoscere le meraviglie del Trentino anche in autunno e primavera. Con buona pace di clienti ed operatori del settore.
Naturalmente bisognerà intervenire e pubblicizzare offerte che siano molto appetibili dal punto di vista economico. Ed anche qui il sostegno provinciale può essere fondamentale per non far andare in perdita i locatari o gli albergatori.

Non va sottovalutato inoltre, in tempo di pandemia, che gli hotel o le abitazioni private sono luoghi di lavoro molto più controllabili dal punto di vista sanitario rispetto alle aziende. Posto auto, servizi catering adattato alle esigenze del Covid, e pure speriamo del post Covid, distanziamento assicurato, ambienti sanificati.
Questo è già un obiettivo raggiunto e anche una possibilità per il futuro quando il Covid 19 sarà solo un brutto ricordo.
Va inoltre sottolineato come il favorire il lavoro decentrato in zone rurali, montane e lacustri possa generare un nuovo fenomeno di ripopolamento di queste aree, per dare un futuro a comunità ormai quasi scomparse. Dalle Alpi, all’Appennino, ai tanti borghi italiani.

Cito fra i tanti il caso di Oyace, paese alpino di 200 abitanti in Val d’Aosta, dove l’amministrazione sta intervenendo sui proprietari per convincerli a cedere i ruderi presenti sul territorio al prezzo simbolico di un euro. E i centralini sono diventati roventi, con numerosissime chiamate dall’Italia e persino dall’estero.
A Radicondoli, in provincia di Siena, piccolo borgo medievale con poco più di 900 abitanti, è stato pubblicato un bando per un contributo fino a 2400 euro annui a chi decide di prendere la sua prima casa in affitto nel territorio, mantenendo la residenza per almeno 4 anni.

C’è poi il borgo pugliese di Biccari a 400 metri di altitudine, che cerca di ripopolarsi mettendo in vendita case da uno a 15 mila euro. Si prova a mettere in vetrina le caratteristiche abitazioni del centro storico, sfitte o abbandonate dai proprietari per diversi motivi, ritenendo che sia una opportunità importante per far arrivare nuove persone e mettere in moto piccoli circuiti economici sul territorio.

Sono scelte innovative su nuove residenzialità sulle quali si deve investire finanziariamente e culturalmente. Contando sulle potenzialità offerte dal territorio italiano: la qualità della vita, il buon cibo, le tradizioni artigiane, la storia, il paesaggio. La lentezza di una vivere più a misura di persona adulta e di bambino.

 

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Lo Smart Village

A titolo puramente esemplificativo vorrei porre l’attenzione sulle opportunità di azioni congiunte da parte di amministrazioni comunali avvedute, che vanno nell’ordine di ridare smalto a tanti magnifici territori.
Gli Smart Village sono piccoli centri che unendo un contesto geografico e climatico privilegiato, qualità architettonica e tecnologia, possono rilanciare un intero territorio, attirando lavoratori, giovani professionisti con famiglie, imprese e quindi investimenti.
Gli aspetti salienti parlano di qualità più che di quantità, di economia verde e circolare più che di megastore e consumo indiscriminato.
Di riqualificazione urbanistica e potenziamento delle infrastrutture, di ricollocazione e delocalizzazione dei servizi che inevitabilmente riguarda anche il turismo. Gli worker, lavoratori smart, soggiornando più a lungo potrebbero coprire con la loro permanenza quella che viene chiamata inter stagionalità.
Uno Smart Village dovrebbe garantire alcuni servizi già in premessa segnalati:
– la banda veloce
– la sostenibilità inerente alcuni fattori:
a) gestione smart e integrata dei servizi (acqua, rifiuti ecc.)
b) gestione della rete energetica
c) contenimento del consumo di suolo

Altri elementi specificamente indirizzati all’attrattività degli worker possono essere:
1) proposte per la permanenza a lungo termine (in albergo o in case in affitto)
2) incentivi sugli affitti
3) sicurezza, sanificazione
4) defiscalizzazione per attività artigianali
5) spazi di uso collettivo (co-housing e co-working)
6) servizi di baby sitting
7) servizi per il tempo libero (escursioni in bici, tours guidati, yoga, ginnastica, workshop fotografici, corsi di cucina locale ecc.).
E’ evidente che pensare a paesi e località attrezzate per queste nuove esigenze lavorative e abitative decentrate mette in moto professionalità ampiamente presenti nei contesti dei nostri paesi. Contribuendo a rafforzarne l’economia e il permanere in loco di giovani e meno giovani con professioni e competenze spendibili negli ambiti sopra citati.

Chi ha già realizzato lo Smart Village?

Cito il comune di Rieti che prevede la concessione di voucher/locazioni a cittadini che decidano di trasferirsi nel suo territorio.
Il Comune di Santa Flora, in provincia di Grosseto, che accoglie lavoratori e famiglie garantendo postazioni utili al lavoro agile, di grande efficienza e prestazioni.

Il Comune di Otranto, in Puglia, che con “Smart working Otranto” fornisce agevolazioni a chi vuole lavorare in smart working con postazioni di co-working, riduzioni in hotel e bed and breakfast, sconti in bar e ristoranti.
Oltre ad una Community library, aperta tutti i giorni dalle 10, a metà tra un ufficio libero e una biblioteca. Sul sito “Smart working Taranto” è possibile trovare l’elenco delle strutture ricettive e turistiche che hanno aderito all’iniziativa.

Rilevante localmente è la nascita di “Alta Valsugana Smart Valley”, un’opportunità di sviluppo per il territorio, oltre la crisi.
Questo è un progetto che mira a mettere a disposizione degli spazi di coworking, valorizzando il patrimonio immobiliare della Cassa Rurale, per le esigenze di liberi professionisti, imprenditori e start-up, ma anche dipendenti, in telelavoro o smart working. Potranno infatti lavorare vicino a casa, incontrarsi, collaborare e stimolare la nascita di nuove idee.

Questi sono tutti esempi intelligenti di cui il Trentino può avvalersi per affrontare un’emergenza così tragica come la pandemia da Covid 19 e gli inevitabili strascichi che avrà, trasferendola in un futuro libero dal Covid, dove alcuni professionisti potranno continuare a lavorare da remoto operando al meglio per sé e per la propria azienda o ente.

Ciò posto, di seguito sono evidenziati gli specifici contenuti dell’articolato, che riassumono le finalità e gli obiettivi sopra descritti.

Art. 1

Nel contesto sopra indicato, il disegno di legge promuove quindi l’esperienza di workation nelle strutture alberghiere ed extralberghiere trentine, nonché nell’ambito degli alloggi per uso turistico.
Per queste finalità si prevedono incentivi in conto capitale erogati nell’ambito degli interventi disposti dalla legge unica sull’economia (la legge provinciale 13 dicembre 1999, n. 6), nonché incentivi specifici, diretti ai titolari di alloggi ad uso turistico (che non possono utilizzare i fondi della legge unica sull’economia); in tale ultimo caso si prevede la possibilità di condizionare l’erogazione del contributo all’impegno a destinare l’immobile per un certo numero di anni a tale finalità.

Si prevede inoltre che Trentino Marketing e le Aziende di promozione turistica, ciascuna per i rispettivi ambiti di competenza, promuovano il prodotto turistico funzionale ad attrarre gli smart worker e che tale finalità sia promossa anche quale caratteristica nella definizione dei marchi di prodotto turistico.

Le incentivazioni sono disposte con carattere di priorità nel caso in cui le infrastrutture che ne beneficiano rientrino in progetti specifici di smart village, promossi dalle APT con riguardo a piccoli centri, volti a coniugare contesti geografici o climatici privilegiati, qualità architettonica e tecnologica insieme alla sostenibilità ambientale

Un’ulteriore promozione delle finalità in oggetto, può essere perseguita mediante lo strumento delle guest card, le carte per l’ospite, con le quali il turista – smartworker e i suoi familiari possono utilizzare servizi dedicati quale il baby sitting, l’utilizzo di spazi di co-working e simili.

In analogia ad esperienze di promozione turistica quali il bonus-vacanza, un ulteriore intervento di promozione può essere disposto direttamente anche mediante incentivazioni rivolte agli smart-workers e alle loro famiglie, quale contributo per l’abbattimento dei costi delle strutture alberghiere o extralberghiere o degli affitti per alloggi turistici.

Art. 2
La norma di finanziamento prevede che alcuni degli interventi (in particolare quelli in conto capitale nei confronti delle imprese turistiche e quelli relativi alla guest-card) siano effettuati con i finanziamenti già presenti nei capitoli dedicati. Per altri interventi (gli incentivi in favore degli alloggi turistici e quelli corrisposti direttamente ai soggetti interessati, si prevede uno specifico stanziamento di 1 milione di euro.)

 

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Lucia Coppola

consigliera provinciale/regionale
Gruppo Misto/Europa Verde

 

 

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DISEGNO DI LEGGE
Inserimento dell’articolo 48 ter nella legge provinciale sulla ricettività turistica 2002, in materia di promozione dell’offerta turistica rivolta al lavoro agile
Art. 1
Inserimento dell’articolo 48 ter nella legge provinciale 15 maggio 2002, n. 7 (legge provinciale sulla ricettività turistica 2002)
1. Dopo l’articolo 48 bis della legge provinciale sulla ricettività turistica 2002, nel titolo VII della legge, è inserito il seguente:
“Art. 48 ter
Disposizioni per promuovere l’offerta turistica di workation

1. In considerazione delle modifiche che anche la pandemia da Covid-19 ha apportato alle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa, la Provincia promuove l’offerta della ricettività turistica trentina dedicata alle persone e alle famiglie che intendono fruire delle strutture alberghiere ed extralberghiere, anche al di fuori dei periodi di ferie, per esperienze di workation, cioé esperienze di soggiorno che combinano vacanza e lavoro.
2. Nell’ambito degli incentivi disposti ai sensi della legge provinciale 13 dicembre 1999, n. 6 (legge provinciale sugli incentivi alle imprese 1999), la Provincia può concedere agli esercizi alberghieri previsti dall’articolo 5 e agli esercizi extra-alberghieri previsti dall’articolo 30 della presente legge specifici contributi volti a incrementarne l’attrattività per le finalità del comma 1. Gli incentivi possono riguardare, tra l’altro, l’apprestamento infrastrutturale delle strutture ricettive, compresi l’apprestamento di spazi dedicati e l’acquisto di beni strumentali funzionali al servizio reso.

3. La Giunta provinciale, con propria deliberazione, può disciplinare la concessione della tipologia di incentivi prevista dal comma 2 anche nei confronti dei proprietari di alloggi per uso turistico previsti dall’articolo 37 bis, determinandone criteri, modalità e condizioni, comprese quelle relative ai vincoli di destinazione d’uso dell’immobile per determinati periodi di tempo.

4. Gli incentivi previsti da questo articolo sono concessi, con priorità, per strutture inserite in progetti di smart village, promossi dalle aziende per il turismo (APT), che valorizzano – in piccoli centri – contesti geografici o climatici privilegiati unitamente alla qualità architettonica e tecnologica e alla sostenibilità ambientale delle strutture interessate.

5. Nell’ambito delle attività di promozione territoriale e di marketing turistico disciplinate dalla legge provinciale 12 agosto 2020, n. 8 (legge sulla promozione turistica provinciale 2020), i soggetti appartenenti al sistema di marketing turistico trentino promuovono la fruizione dei prodotti turistici mediante esperienze che uniscono vacanza e lavoro. La Provincia promuove inoltre l’introduzione nei marchi di prodotto turistico di elementi volti a valorizzare gli elementi dell’offerta turistica indicati da questo articolo.

6. I soggetti appartenenti al sistema di marketing turistico trentino promuovono l’introduzione, nell’ambito delle carte per l’ospite, di servizi per bambini, di fruizione di spazi di co-working e di servizi per il tempo libero dedicati alle persone e alle famiglie che fruiscono di esperienze di workation.

7. La Provincia può concedere specifici incentivi alla vacanza, secondo criteri e modalità previste con deliberazione della Giunta provinciale, per le persone e le famiglie che fruiscono di prolungate esperienze di workation.”

Art. 2
Disposizioni finanziarie
1. Alle copertura dei maggiori oneri derivanti dal comma 2 della novella introdotta dall’articolo 1, si provvede con le risorse già stanziate sulla missione 14 (sviluppo economico e competitività), programma 01 (Industria, PMI e artigianato).
2. Alla copertura degli oneri derivanti dai commi 3 e 7 della novella introdotta dall’articolo 1, stimati in 600.000 euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023, si provvede riducendo, per un pari importo e per i medesimi anni, gli stanziamenti sui fondi di riserva previsti dalla missione 20 (fondi e accantonamenti), programma 01 (fondi di riserva), titolo 1 (spese correnti).
3. Alla copertura dei maggiori oneri derivanti dai commi 5 e 6 della novella introdotta dall’articolo 1, si provvede con le risorse già stanziate sulla missione 07 (Turismo), programma 01 (Sviluppo e valorizzazione del turismo).
4. La Giunta provinciale è autorizzata ad apportare al bilancio le variazioni conseguenti a questa legge, ai sensi dell’articolo 27, comma 1, della legge provinciale 14 settembre 1979, n. 7 (legge provinciale di contabilità 1979).