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COPPOLA (EUROPA VERDE) – INTERROGAZIONE * SVUOTAMENTO RESIDENZA FERSINA: « PERCHÉ LA PAT NON SI È CONSULTATA CON GLI ENTI TRENTINI CHE SI OCCUPANO DI ACCOGLIENZA? »

La Provincia cambia la programmazione della chiusura del centro di accoglienza Fersina di Trento.

Dopo aver deliberato che: “si ritiene prioritario procedere alla graduale chiusura della Residenza Fersina, considerato che questa è una struttura grande, che comporta sia per il gestore che per gli ospiti un significativo impegno per gestire la convivenza interna, soprattutto quando la permanenza si prolunga per molto tempo, e considerata la necessità di evitare situazioni di assembramento al fine di prevenire la diffusione del Covid 19”, era stata programmata una graduale chiusura che prevedeva il trasferimento di circa 60 persone entro la fine di novembre 2020, fino ad arrivare a circa 100 persone presenti nella residenza al 31 dicembre 2020. In seguito era previsto il trasferimento di circa altre 30 persone nel mese di gennaio 2021, fino alla chiusura definitiva nel mese di febbraio 2021.

Il primo novembre 2020 le persone presenti presso la Residenza Fersina erano 178 e al 31 dicembre erano 196.

In questo periodo sono state trasferite presso altre strutture 57 persone, 29 sono uscite per abbandono, revoca o fine progetto e sono entrati nella residenza Fersina 14 nuovi richiedenti asilo che a causa del Covid non potevano che transitare dalla Fersina. Infatti dal punto di vista logistico la struttura Fersina è l’unica che consente di effettuare la quarantena in ingresso.

Però, tra il mese di gennaio e febbraio 2021, sono pervenute 86 nuove richieste di accoglienza, 34 delle quali sono state accolte e 16 non sono state autorizzate dal Commissariato del Governo. A fronte della richiesta straordinaria di accoglienza la Provincia ha ritenuto di non procedere con il ridimensionamento programmato.

Di seguito la Provincia ha chiesto alla Croce Rossa Italiana la disponibilità a prorogare il servizio di accoglienza presso la Residenza Fersina fino a fine aprile 2021.

La Croce Rossa italiana ha posto dei vincoli per poter garantire la sostenibilità economica per la gestione della struttura e cioè che la residenza Fersina debba rimanere fino al 30 settembre 2021 l’unica struttura di prima accoglienza presente e utilizzabile in Provincia di Trento per i nuovi ingressi nel progetto di accoglienza. Inoltre che nessun beneficiario possa essere trasferito presso altre strutture e appartamenti, salvo residenza Brennero, durante il periodo di vigenza del contratto senza che si sia raggiunta un’intesa sulla salvaguardia dei livelli occupazionali in essere.

La Provincia con determinazione n. 19 del 24 febbraio 2021 ha quindi affidato alla Croce Rossa il servizio di accoglienza da svolgere presso la Residenza Fersina per un massimo di 150 persone fino al 30 settembre 2021.

Una decisione repentina che spiazza tutti gli Enti che si occupano di accoglienza, i quali avevano ricevuto precise informazioni sia sulle modalità di chiusura della Residenza sia indicazioni sui futuri trasferimenti degli ospiti verso altri progetti.

Perciò si sono attivati a predisporre strutture e personale per i trasferimenti, in parte anche attingendo al personale in uscita dalla Residenza Fersina, pur in assenza della clausola di salvaguardia.

 

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Tutto ciò premesso interrogo il Presidente della Provincia autonoma di Trento per sapere:

la motivazione per la quale prima di prendere la decisione di rinviare al mese di settembre 2021 il graduale svuotamento della Residenza Fersina, non si sia consultato con gli Enti trentini che si occupano di accoglienza;

se non ritenga che questa scelta abbia messo in grande difficoltà questi Enti che si sono attivati per tempo a predisporre le strutture di accoglienza e a attivare il personale, anche attingendo a quello in uscita dalla Residenza Fersina;

se non si ritenga questo modo di procedere altamente lesivo della dignità dei migranti e delle persone, operatori e volontari, che da anni investono energie preziose per consentire percorsi di piena integrazione nella società trentina;

se, data anche la minor consistenza del fenomeno migratorio nella nostra provincia che rende molto più semplice la programmazione, non si ritenga di effettuare una pianificazione di lungo periodo, pensata e attuata insieme agli Enti preposti.

 

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Lucia Coppola

consigliera provinciale/regionale
Gruppo Misto/Europa Verde