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COPPOLA (EUROPA VERDE) – INTERROGAZIONE * SCOMPARSA PEDRI: « NECESSARI CHIARIMENTI SULLA SITUAZIONE LAVORATIVA PRESSO GINECOLOGIA DELL’OSPEDALE S. CHIARA TRENTO »

CHIARIMENTI NECESSARI SULLA SITUAZIONE LAVORATIVA PRESSO L’U.O. DI GINECOLOGIA E OSTETRICIA DELL’OSPEDALE SANTA CHIARA DI TRENTO

Il 16 giugno la trasmissione “Chi l’ha visto?” è tornata sul caso della dottoressa ginecologa scomparsa a Cles.

Viene ricostruita la vicenda mettendo in evidenza la difficoltà di lavorare nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale S.Chiara, dove i turni sono molto stressanti ed il clima lavorativo molto teso.

È stato intervistato il dottor Ferro, direttore sanitario, che nega la presenza di difficoltà gestionali, segnalazioni o denunce. Queste affermazioni sono state smentite dall’ intervista alla dottoressa G. che, dopo aver lasciato il reparto, ha vinto una causa per mobbing contro l’ APSS.

Altri operatori testimoniano un clima di intimidazioni, minacce e soprusi e, secondo la giornalista, 5 medici hanno contattato la trasmissione per confermare le difficoltà lavorative ma chiedono l’anonimato per paura di ritorsioni.

Sembrerebbe che nella gestione del reparto prevalgono rapporti interpersonali di preferenza del direttore verso i suoi collaboratori che favoriscono alcuni medici mentre altri subiscono evidente sovraccarico e stress da lavoro. Pare che l’uso della robotica sia appannaggio quasi esclusivo di una dottoressa, mentre non sussiste una equipe in cui altri medici possono espletare, con pari dignità e competenza, interventi di robotica. Oltretutto questa situazione crea grave malcontento in quanto la dottoressa, con la scusante della robotica, sembrerebbe espletare un solo turno notturno di 12 ore al mese con la giustificazione della reperibilità in caso di problematiche ginecologiche.

Pare inoltre che nei richiami ai propri collaboratori il direttore usi un linguaggio e toni non certamente consoni ad una gestione costruttiva del reparto.

Tutto ciò giustificherebbe pertanto il numero di medici che sono sino ad oggi “fuggiti” dal reparto.

Inutile attendere l’esito di una indagine aziendale se il direttore generale avrebbe già dichiarato che non sono emersi problemi e il direttore sanitario ha ripetuto che non ne sapeva nulla.

 

Tutto ciò premesso interrogo il Presidente della Provincia per sapere:

se corrisponda al vero che l’uso della robotica è quasi esclusivamente di competenza di una sola dottoressa, la quale svolgerebbe un unico turno notturno con la scusante della reperibilità nel caso di gravi problematiche ginecologiche;

se è corrispondente al vero che tale organizzazione non è prevista dal contratto bensì sembrerebbe decisa autonomamente dal direttore;

quanti turni notturni ha eseguito, suddivisi per mese, la dottoressa dedicata alla robotica negli anni 2018-2019-2020-2021 e quanti turni notturni hanno dovuto espletare gli altri medici nello stesso periodo;

con quali criteri il direttore conferisce gli incarichi di struttura semplice che dovrebbero essere decisi in baseai meriti;

quanti medici, sulla base dei tabulati, hanno superato per mese le 12 ore continuative diurne e nottune di lavoro previste dal contratto, negli anni 2018 2019 2020 2021, in contrasto con il contratto collettivo di lavoro e le disposizioni europee;

nel caso corrisponda al vero che una dottoressa, attualmente in servizio presso altro ospedale e intervistata, abbia vinto una causa contro l’attuale direttore dell’U.O. di Ginecologia e Ostetricia, quale fu il motivo del contendere e quali provvedimenti sono stati presi nei confronti di chi ritenuto responsabile.

 

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Lucia Coppola

Consigliera provinciale/regionale – Gruppo Misto/Europa Verde