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COPPOLA (EUROPA VERDE) – INTERROGAZIONE * SANITÀ: « GLI SCREENING PER IL TUMORE AL SENO, UTERO E COLON RETTO SONO STATI RIAVVIATI? »

Nei primi 5 mesi del 2020, a causa della pandemia da Covid-19, c’è stato un crollo degli screening per i tumori in Italia. Sono infatti 1,4 milioni in meno gli esami per la prevenzione effettuati, rispetto allo stesso periodo del 2019.

Questi ritardi nei programmi di prevenzione secondaria possono determinare un aumento della mortalità nei prossimi anni. Tali neoplasie non sono infatti scomparse, ma saranno individuate in fase più avanzata, con conseguenti minori probabilità di guarigione e necessità di maggiori risorse per le cure.
In Trentino a giugno 2020 questi sono i dati:

screening per il tumore del colon-retto: a causa della sospensione di 2,3 mesi si è accumulato un ritardo di 6716 persone che non sono state invitate nei primi cinque mesi del 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019;

lo screening per il tumore al collo dell’utero: a causa della sospensione di 2,5 mesi si è accumulato un ritardo di 5985 donne che non sono state invitate nei primi cinque mesi del 2020, rispetto alla stesso periodo del 2019;

lo screening del tumore alla mammella: a causa della sospensione di 2,7 mesi si è accumulato un ritardo di 6385 donne che non sono state invitate nei primi cinque mesi del 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019.

Numeri importanti che non possono che preoccupare.

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Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia di Trento per sapere:

se gli screening per il tumore al seno, all’utero e al colon retto sono stati riavviati;

in caso affermativo quanti utenti sono stati esaminati sino al 31 dicembre 2020 per ogni screening;

quale è il ritardo accumulato al 31 dicembre 2020;

quando si pensa e come, compatibilmente con l’evolversi della pandemia, di rientrare nella normalità, considerato il numero molto elevato di screening arretrati a giugno 2020;

se tra le persone esaminate dall’inizio della pandemia sono stati riscontrati casi di tumore maligno il cui ritardo nella diagnosi potrebbe creare ai portatori gravi conseguenze e, in caso di risposta affermativa, se ne chiede il numero.

 

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Cons. Lucia Coppola

consigliera provinciale/regionale
Gruppo Misto/Europa Verde