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COPPOLA (EUROPA VERDE) – INTERROGAZIONE * IMPIANTI IDROELETTRICI: « SORVEGLIANZA DELLE DIGHE E BACINI TRENTINI, CHI SE NE FA CARICO? »

In provincia di Trento esistono numerose grandi dighe costruite per alimentare impianti idroelettrici. La sorveglianza sulle dighe, detta “guardiania”, è una delle misure atte a garantire la loro sicurezza e la prevenzione di possibili incidenti che possono avere – la storia lo insegna – conseguenze catastrofiche.

Quando si verificò il crollo dei bacini di Prestavel (369 vittime, in pochi minuti) si fecero, in fretta e furia, numerosi accertamenti sulla stabilità dei bacini idroelettrici ed emersero potenziali rischi in qualche struttura, non tanto per la solidità degli sbarramenti, ma sotto il profilo geologico dei terreni interessati dalla forte pressione esercitata dagli invasi.

Tradizionalmente la guardiania è gestita con risorse interne dai grandi concessionari: sostanzialmente con personale dipendente specializzato a questo scopo. Da un po’ di tempo, tuttavia, questa funzione in diversi paesi d’Europa viene spesso “esternalizzata”: in altre regioni italiane viene affidata a ditte o cooperative esterne, in alcuni casi per gran parte della giornata a vigilantes e non a personale specializzato. In alcuni paesi europei si sperimenta la guardiania affidata a agricoltori di terreni confinanti.

Il crollo del ponte di Genova e le indagini successive hanno dimostrato che proprio le grandi aziende – non tutte per fortuna – cercano di contenere al massimo le spese per vigilanza e manutenzione di queste grandi opere a scapito, ovviamente, della sicurezza.

Nei rari casi di incidenti – purtroppo drammatici per gli esiti – si assiste poi ad uno scarica barile fra ditte appaltanti e appaltatrici, tecnici, ecc. rendendo così difficile stabilire responsabilità e finendo per scaricare dall’Ente pubblico territoriale costi che dovrebbero invece essere imputati ai veri responsabili.

 

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Tutto ciò premesso interrogo il Presidente della Provincia di Trento per sapere:

quante siano le dighe realizzate a scopo idroelettrico e quali sono gli standard di sicurezza richiesti in provincia di Trento, e, soprattutto, se tali standard siano adeguati;

chi sono i soggetti responsabili della sicurezza di ciascuna diga, quali funzioni di controllo siano gestite dalla Provincia e come le svolga;

per quali tipologie di dighe è prevista la funzione di “guardiania” e come si deve svolgere;

a chi è affidata in provincia di Trento la “guardiania” delle dighe per le quali questa funzione è prevista. In particolare si chiede di conoscere a quale tipo di personale è affidata e se vi sono modalità e affidamenti diversificati per lo svolgimento di questa funzione;

se vengono sottoposti a controlli stringenti anche eventuali bacini costruiti a scopo irriguo o come riserva d’acqua per produrre neve artificiale, anch’essi non privi di rischi potenziali per la sicurezza della popolazione.

 

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Lucia Coppola

consigliera provinciale/regionale
Gruppo Misto/Europa Verde