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COPPOLA (EUROPA VERDE) – INTERROGAZIONE * CORONAVIRUS: « A CHE PUNTO È IL LAVORO DEL CIBIO PER METTERE A PUNTI I TEST SALIVARI? »

Il test salivare si sta rilevando non solo più facile e meno invasivo del tampone orofaringeo ma addirittura più sensibile, soprattutto nei soggetti asintomatici e in chi ha una forma lieve di Covid-19. L’ultimo studio arriva dall’Università di Singapore ed è stato appena pubblicato su Nature. In Italia si usa da tempo in via sperimentale ma i risultati dell’università di Padova da soli basterebbero a dare il via ad un loro impiego su larga scala. Tutti i dipendenti testati con risultati positivi alla saliva, infatti, sono stati sottoposti entro 24 ore al tampone nasofaringeo, e i test hanno avuto una concordanza nel 98% dei casi.
A fine dicembre anche la Provincia di Bolzano ha avviato un progetto pilota riguardante i test salivari. Sono state coinvolte due scuole elementari altoatesine: quella in lingua tedesca di Chiusa e quella in lingua italiana San Filippo Neri di Bolzano. Circa 48 ore dopo l’esecuzione del test, con il codice token, i genitori hanno potuto accedere ai risultati tramite il portale dei referti sul sito dell’Azienda sanitaria.

Il novembre scorso il Presidente Fugatti ha annunciato alla popolazione trentina l’avvio della sperimentazione dei test salivari sottolineando la loro importanza e sostenendo che, essere all’avanguardia su questo fronte, potrà aiutarci in questa fase difficile della pandemia.

In data 12 dicembre 2020, attraverso un comunicato stampa, la Provincia fa sapere che nel centro di ricerca Cibio di Mattarello si sta lavorando senza sosta per attrezzare il laboratorio destinato a processare i test salivari. Oltre all’allestimento della struttura, si stava avviando il reclutamento del personale. L’avvio del nuovo sistema diagnostico è stato prospettato da Azienda provinciale per i servizi sanitari e Cibio in “poco più di un mese”. A regime l’obiettivo sarà analizzare fino a 3 mila test al giorno con lo stesso livello di affidabilità di quelli molecolari. E’ stato annunciato inoltre che il progetto dei test salivari ha come ulteriore obiettivo la prototipazione di un sistema di raccolta dei test che potranno essere eseguiti dalle stesse persone, senza l’ausilio di personale medico. La speranza annunciata è di poter portare al di fuori della nostra provincia il metodo trentino di gestione dei test salivari ed estenderlo ad altre regioni.

Tante belle parole, ma intanto moltissime regioni italiane stanno già sottoponendo la popolazione a screening salivari mentre noi, nonostante i proclami del nostro presidente sul nostro essere all’avanguardia e modello esportabile anche al di fuori della provincia, non abbiamo ancora iniziato.

Ciò premesso interrogo il Presidente della Provincia autonoma di Trento per sapere:

a che punto è il lavoro del Cibio per mettere a punti i test salivari;

quando si presume potrà avere inizio la loro sperimentazione;

se è già stato avviato il reclutamento del personale che lavorerà presso il laboratorio e quale è il numero di persone che verrà assunto;

a che punto è la prototipazione di un sistema di raccolta dei test che potranno essere eseguiti dalle stesse persone, senza l’ausilio di personale medico;

a cosa è dovuto il ritardo dell’avvio della sperimentazione, contrariamente ad altre regioni italiane che sono più avanti di noi;

se è già stata programmata l’applicazione dei test salivari ossia a quali categorie di utenti sarà destinata e come questi test verranno inseriti nel processo diagnostico dell’infezione da Covid 19.

 

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Cons. Lucia Coppola