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COPPOLA (EUROPA VERDE) * BIODIVERSITÀ: « I PRATI SONO STATI LA PRINCIPALE COLTIVAZIONE DI VASTE AREE DEL TRENTINO, AD ESSI È LEGATO IL PATRIMONIO CULTURALE DELL’ANTICA CIVILTÀ CONTADINA »

In questi giorni di giugno è esperienza comune a tutti noi godere dello spettacolo meraviglioso dei prati trentini, valli e pianure, montagne e colline, che come un mare d’erba, prima della fienagione, si colorano di una infinità di fiori. Il valore paesaggistico è indubbio e arricchisce il territorio altrimenti reso monotono dalle coltivazioni intensive.

I prati sono stati storicamente la principale coltivazione di vaste aree del Trentino fino all’avvento dell’agricoltura industriale e ad essi è legato il patrimonio culturale dell’antica civiltà contadina.

Conservano perciò un patrimonio genetico che migliora le piante coltivate e fornisce foraggio di pregio per carne biologica e semi per il buon consolidamento di terreni, ma soprattutto polline e nettare perché frequentati dalle api, che sono un indicatore di salute ambientale oltre a rifornirci di prodotti ottimi e utili alla nostra salute.

Ecco perché mi sento di ringraziare gli operatori ambientali delle varie cooperative che nel comune di Trento, e probabilmente anche in altri comuni, si prendono cura dei nostri prati consentendo loro di vivere e risplendere senza trasformare tutto in aridi prati all’inglese dove la vita vegetale, animale e la biodiversità inevitabilmente scompaiono.

Negli anni è fortunatamente cambiata l’idea di una bellezza omogenea e innaturale, grazie alla sensibilità acquisita da tante cittadine e cittadini che non considerano più il prato all’inglese come un modello da perseguire, regolare e monotono, con tanti steli, tutti perfettamente tagliati alla stessa altezza, che rappresentava uno status symbol individuale ma anche, purtroppo, pubblico.

Ora la nuova, ma antica, idea di bellezza si nutre della varietà e della diversità, un po’ come avviene tra gli umani. Forte dell’energia di tanti colori e di differenti forme che, tutte insieme, regalano ai prati un’incantevole e sempre diversa immagine.

Tutte le azioni che noi mettiamo in campo per restituire naturalità concorrono inoltre a combattere i cambiamenti climatici. Proteggere gli insetti, le api, le farfalle, le lucciole richiede strategie ben precise, competenze certe e soprattutto la volontà di interagire in modo rispettoso con l’ambiente circostante. E’ perciò importante dedicare spazi precisi nei nostri comuni a colture mellifere, creando zone colorate e “gustose” per le farfalle e soprattutto per le api operose, ora particolarmente sofferenti a causa della dispersione nell’ambiente di anticrittogamici. Piccoli e profumati giardini colorati, ricchi di varietà, che rappresentano l’habitat naturale anche per bombi, coccinelle e in generale per tutti gli insetti utili, come gli impollinatori o i predatori naturali di insetti dannosi.

Dando sostentamento non solo alle api domestiche o solitarie. Un tempo i contadini, consapevoli dell’importanza di dare nutrimento agli insetti impollinatori, procrastinavano la fienagione. In molti comuni italiani si sono create “le strade delle api”, veri e propri corridoi verdi, piantumati a fiori e ad essenze vegetali mellifere, che si sviluppano oltre che nei grandi prativi anche in zone residuali, sfruttando il bordo strada o il verde delle periferie cittadine.

A fianco dei corsi d’acqua e dei percorsi ciclabili. Queste operazioni “prato fiorito” possono avvenire coinvolgendo scuole, musei, circoscrizioni, le giardinerie dei comuni e chi si occupa dei beni comuni naturalistici provinciali. Le buone pratiche a volte sono davvero semplici da attuare e ci restituiscono un’idea di mondo in armonia che concorre al benessere di tutti. Anche le specie di uccelli migratori, alcuni a rischio di estinzione come le Albarelle, i Re di quaglie e l’Occhione, nidificano e si alimentano, si riproducono, svernano nelle formazioni prative della pianura e della montagne. Avere cura e attenzione alla loro vita significa preservare anche la nostra.

 

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Lucia Coppola

consigliera provinciale Gruppo Misto/Europa Verde