Passi dolomitici e valli di Fiemme e Fassa soffocati dal traffico: è tempo di intervenire. Quello della mobilità è un problema cruciale per i nostri territori montani. Durante la stagione dello sci e nei mesi estivi le nostre strade sono prese d’assalto dalle auto. Il numero di veicoli privati, soprattutto turistici, aumenta di anno in anno, mettendo a dura prova la viabilità e la sostenibilità delle nostre valli.

Domenica scorsa si è tenuta una manifestazione a Passo Sella per denunciare l’elevato traffico automobilistico che causa inquinamento acustico ed atmosferico e chiede che venga potenziato il servizio di trasporto pubblico per raggiungere i passi, scongiurando così il pericolo di congestionarli.

Sempre in questi giorni Transdolomites ha sollevato per l’ennesima volta il problema delle code e dei disagi sulle strade delle Dolomiti e in particolar modo su quelle della Val di Fiemme e Fassa.

Il traffico è aumentato rispetto agli anni precedenti anche in seguito alla nuova tendenza turistica del “mordi e fuggi”, pochi giorni di vacanza, ci si ferma di meno e ci si sposta di più.

A pagarne lo scotto sono non solo i turisti, che scappano dal traffico cittadino nella speranza di trovare pace e riposo e invece finiscono per trovarsi intrappolati in code chilometriche, ma anche i residenti che diventano prigionieri del traffico a casa loro.

La risposta a questi problemi non può che essere un ripensamento complessivo della mobilità, attraverso l’incentivazione del trasporto pubblico e la realizzazione di infrastrutture per la mobilità pubblica. Si ritiene quindi necessario rideterminare l’intera mobilità delle valli dell’Avisio, eliminando l’inquinamento da traffico e gli ingorghi durante le stagionalità turistiche e promuovendo la sostenibilità ambientale e turistica dell’intera zona, che verrebbe ulteriormente valorizzata.

Il Consiglio provinciale di Trento con la mozione n. 38 del 2014 ha impegnato la Giunta provinciale “ad avviare nel più breve tempo possibile lo studio di fattibilità di una ferrovia che colleghi Trento con le valli dell’Avisio, approfondendone, tra l’altro, gli aspetti finanziari; a coinvolgere nella redazione dello stesso le istituzioni del territorio e le associazioni di cittadini costituite per questo scopo, in particolare valorizzando l’attività di studio ed approfondimento realizzati in questi anni dall’associazione Transdolomites”.

L’allora Assessorato competente ha esaminato gli studi fatti fino a quel momento, dal progetto Metroland 2007 alla proposta “Qnex” commissionata nel 2009 dalla Transdolomites, lo studio commissionato dal BIM dell’Adige al Dipartimento di Studi economici dell’Università di Verona nell’aprile 2015, le analisi e le valutazioni sullo studio del treno dell’Avisio effettuate da Trentino Trasporti, così come ipotizzato nello studio BIM.

Le strutture provinciali competenti con Trentino Trasporti e il Dipartimento Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica di Trento hanno eseguito uno studio tecnico economico in merito alla fattibilità del collegamento ferroviario, con particolare riguardo agli aspetti trasportistici, geologico- geotecnici, di sostenibilità economico-finanziaria. Nel maggio 2017 sono stati resi noti i risultati dello studio che riportano la conclusione dell’insostenibilità economica e finanziaria della proposta “Transdolomites”, del “BIM” e di tutte le altre proposte analizzate. L’assessore competente in una nota al Consiglio provinciale e ai consiglieri ha comunicato che la “realizzazione della ferrovia dell’Avisio non può che rientrare in una strategia di lungo termine che abbracci un contesto più ampio di quello locale, confrontandosi ed integrandosi con altre iniziative di livello nazionale e sovranazionale”.

Passano gli anni, soluzioni non se ne sono trovate e si moltiplicano le lamentele dei residenti e turisti che si trovano a viaggiare su strade intasate dal traffico e chiedono a gran voce servizi e infrastrutture su ferro e fune.

Tutto ciò premesso si interroga il presidente della Provincia e l’assessore competente per sapere:

se non siano preoccupati dei gravi disagi che colpiscono residenti e turisti, in particolare delle valli di Fiemme e Fassa, dovuti all’imponente traffico automobilistico che verte sulle strade di quelle valli e in generale sulle strade dolomitiche;

se non ritengano che lunghe code, disagi, aumento delle emissioni dei gas di scarico, rumore, arrechino un danno irrimediabile non solo all’ambiente ma anche al turismo, considerato che la gente fugge dalle città per vivere momenti di quiete e divertimento in un ambiente salubre e invece si trova a respirare lo stesso inquinamento delle metropoli;

se si intenda riconsiderare il progetto di una ferrovia per le valli dell’Avisio, eliminando le criticità sino ad ora riscontrate per arrivare ad una soluzione sostenibile anche dal punto di vista finanziario, verificando anche la possibilità di ottenere finanziamenti europei;

se la Giunta provinciale di Trento, con Veneto e Alto Adige hanno trovato dei punti di incontro in merito all’attuazione di una reale mobilità sostenibile;

in attesa dei risultati del monitoraggio sui flussi di traffico sui passi dolomitici che verrà effettuato da 24 occhi elettronici, quali azioni intendono intraprendere per la parte trentina a seguito delle proteste sollevate in questi giorni in merito all’imponente traffico su passo Sella che comporta un elevato inquinamento atmosferico e acustico, anche a causa della sospensione delle limitazioni al traffico;

se non ritengano che questo sia il momento di puntare sulla realizzazione di un nuovo sistema di trasporto pubblico per le aree montane e dolomitiche, che liberi le nostre valli e montagne dalla cappa dello smog e dai disagi e dal rumore causati dal traffico, contribuendo a mantenere il più possibile intatto un territorio di elevatissimo valore ambientale.

 

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Lucia Coppola

Paolo Ghezzi

consiglieri provinciali FUTURA

 

Foto: archivio Pat