L’Amazzonia brucia. Una tragedia ecologica che riguarda tutti. L’Amazzonia sta bruciando da settimane. Un incendio senza precedenti che è solo il culmine di un dramma che il Brasile sta vivendo da anni. Secondo i nuovi dati dell’Inpe, l’Istituto nazionale brasiliano per le ricerche spaziali, quest’anno è stato registrato un numero record di incendi con un incremento dell’83% rispetto allo stesso periodo del 2018.

Pare che questi incendi non siano accidentali ma per la maggior parte dolosi; consentirebbero infatti ai grandi latifondisti di trasformare il polmone verde del Pianeta in una gigantesca area da pascolo. Il tutto senza alcun rispetto né dell’impatto ambientale, né della vita delle comunità indigene locali. Non solo incendi ma anche una massiccia deforestazione per lo sfruttamento commerciale del legno, per farne carbone o per essere esportato in modo sistematico quale materiale di costruzione nei paesi industrializzati del Nord del mondo.

È doveroso ricordare che l’Amazzonia ospita la maggiore biodiversità della Terra: ci vivono 750 specie di alberi, 400 specie di uccelli e 125 di mammiferi, 100 specie di rettili, 60 di anfibi e addirittura è stato calcolato che in ogni singolo albero vivano 400 tipi di insetti. Inoltre, grazie ai numerosi alberi, è in grado di fornire all’atmosfera aria pulita, nuova e soprattutto fresca migliorando così la salute e le condizioni fisiche dell’uomo. Ecco perché l’Amazzonia viene anche chiamata “Il polmone della Terra”.

L’effetto serra e i bruschi cambiamenti climatici di questi ultimi anni dipendono, in larga misura, anche dalla distruzione della foresta amazzonica. Infatti, l’accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera è una delle principali cause del surriscaldamento del pianeta, e gli alberi, insieme alla vegetazione, trasformano l’anidride carbonica in ossigeno e carbonio, che sono gli elementi base della vita organica sulla Terra.

Al di là delle accuse che rimbalzano all’interno del Brasile, la priorità deve essere quella di salvare la foresta amazzonica

Auspichiamo che il Governo italiano, anche se impegnato in questo periodo a risolvere la crisi politica, si renda interprete della preoccupazione della popolazione italiana per un disastro ecologico senza precedenti che rischia di mettere in ginocchio l’equilibrio dell’intero pianeta.

 

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Lucia Coppola

Paolo Ghezzi

consiglieri provinciali FUTURA