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LANCIO D'AGENZIA

COPASIR * RELAZIONE ANNUALE 2021-2022: « POLITICHE E STRUMENTI PROTEZIONE CIBERNETICA E SICUREZZA INFORMATICA / MEDITERRANEO ALLARGATO, PRIORITÀ NAZIONALE » (REPORT INTEGRALE PDF)

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08.50 - sabato 12 febbraio 2022

Il presente documento riporta al Parlamento gli esiti di un’articolata ed intensa attività che ha contraddistinto i lavori del Comitato nel 2021.
Nell’esposizione che segue si darà conto delle varie tematiche affrontate, anche con l’indicazione propositiva di alcune linee di intervento, nella consapevolezza ormai radicata che il perimetro del controllo affidato all’organo parlamentare investe un’area sempre più estesa e nevralgica che, abbracciando la finalità della sicurezza nazionale nelle sue diverse sfaccettature, non può essere considerata statica e predefinita.

Infatti, le sfide, gli obiettivi, le problematiche che si evidenziano si inseriscono all’interno di uno scenario complesso che deve necessariamente includere variabili che dipendono da fattori geopolitici internazionali – talvolta in rapida, drammatica ed imprevista evoluzione – da dinamiche tipiche del nostro assetto interno, nonché dall’evoluzione dell’emergenza, tuttora in corso, legata alla pandemia.
L’oggettiva rilevanza dei numerosi argomenti impone dunque un salto di qualità nell’elaborazione della presente relazione che non può ridursi ad un mero appuntamento rituale o all’elencazione dei contenuti trattati nell’anno trascorso, ma esige un impegno supplementare che, da una parte, corrisponde al sempre maggiore ruolo di impulso e di stimolo che il Comitato sta esercitando negli ultimi anni e, dall’altra, richiama ad una nuova, specifica attenzione e riflessione il Parlamento al quale questo documento è destinato.

Nonostante le precedenti relazioni annuali abbiano fornito analisi e valutazioni di indubbio rilievo, spesso anticipando minacce, difficoltà ed esigenze che nel corso degli anni successivi si sono affermate e consolidate, appare singolare e nel contempo preoccupante che in nessun caso vi sia stato un seguito effettivo di tali risultanze davanti alle Camere, tramite lo sviluppo di un dibattito da reputarsi essenziale e doveroso quando si verte sul bene cruciale della salus rei publica.

Questa mancanza in verità appare ancor più seria se si considera che anche la stessa relazione annuale scritta che il Governo trasmette al Parlamento sulla politica dell’informazione per la sicurezza e sui risultati ottenuti, ai sensi dell’articolo 38 della legge n. 124 del 2007, non ha mai generato alcun approfondimento nelle Aule parlamentari.
Si tratta di una coincidenza sicuramente negativa e da criticare che rappresenta un vulnus da colmare per le parti politiche e le forze parlamentari, in primo luogo, ma anche per l’Esecutivo che ha la responsabilità diretta dell’operato degli apparati di intelligence.

L’auspicio ed il forte invito per una reale inversione di tendenza muovono quindi dalla presente relazione annuale che, insieme a quella presentata dal Governo, possono dare luogo ad una vera e propria sessione parlamentare che, sulla falsariga di quello che accade per l’amministrazione della giustizia – oggetto di una apposita relazione al Parlamento ai sensi dell’articolo 1, comma 29, della legge n. 150 del 2005 sulla quale si svolgono le comunicazioni alle Camere da parte del Ministro competente con una successiva discussione parlamentare – sia in grado di stimolare una discussione di valore sul tema della sicurezza nazionale, nelle sue varie declinazioni, che si concluda, dopo un iter parlamentare ben definito, anche con specifici strumenti di indirizzo e di proposta e con il concorso delle forze politiche e del Governo.

In base a questa procedura, sarebbe infatti possibile prefigurare soluzioni, direttrici di azione che risulterebbero ancor più credibili e solide con il supporto ed il sostegno che si misura nella solennità di uno spazio dedicato dell’attività parlamentare.

Le risultanze dei lavori dell’organo bicamerale – che tengono conto anche degli sviluppi delle prime settimane del 2022 – testimoniano un impegno costante e doveroso indirizzato ai numerosi e interconnessi aspetti in cui è articolata la sicurezza nazionale: ne sono prova le numerose sedute per un totale di oltre 125 ore tra sedute plenarie e riunioni dell’Ufficio di presidenza, con molteplici audizioni, il considerevole bilancio in termini di documenti e note informative richiesti ed acquisiti, l’ininterrotta azione di verifica anche rispetto ad eventi di natura internazionale che hanno segnato l’anno trascorso.

Pur rimanendo assolutamente conforme al vincolo di segretezza che è tipico e necessario per le funzioni assolte, il Comitato, anche per stimolare l’attenzione del Parlamento e dell’opinione pubblica, ha, secondo modalità in parte inedite, dato conto con continuità degli esiti di alcune attività effettuate, nei limiti resi possibili dal proprio mandato e da quanto consentito dall’articolo 37, comma 2, della legge n. 124 del 2007.

2 Le relazioni tematiche del Copasir
Oltre che per la relazione annuale, nelle passate legislature è mancato un riscontro parlamentare anche per le diverse relazioni su specifici temi che il Comitato ha indirizzato al Parlamento ai sensi dell’articolo 35, comma 2, della legge n. 124 del 2007.
Anche sotto questo profilo non possono che essere ribadite le considerazioni precedenti al fine di una maggiore attenzione rispetto alle problematiche ed alle segnalazioni che investono nodi cruciali per gli interessi nazionali.

Nei lavori di questa legislatura del resto il Comitato, in linea di continuità con l’impegno manifestato anche nelle precedenti legislature, si è concentrato su diversi argomenti, prospettando proposte contenute nelle relazioni tematiche alle quali si rinvia per i rispettivi dettagli e conclusioni.
Nella prima parte della legislatura sono state approvate tre relazioni tematiche, mentre nel 2021 sono state approvate altre due relazioni e si sono impostate tre indagini conoscitive, una delle quali – quella sulla sicurezza energetica – conclusa nel gennaio di quest’anno. Nel gennaio 2022 è stata deliberata una quarta indagine sulle modalità di attuazione della desecretazione degli atti per una migliore conservazione e accessibilità dei documenti.

In questa sede si intende comunque rimarcare quali effettivi sviluppi questi documenti hanno determinato a seguito della loro approvazione, sempre avvenuta all’unanimità, circostanza significativa che testimonia il tradizionale spirito bipartisan che ispira l’azione del Comitato e che dovrebbe segnare ogni attività inerente la sicurezza nazionale.
2.1 La relazione sulle politiche e gli strumenti per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica
Nella prima parte della legislatura in corso è stata approvata nella seduta dell’11 dicembre 2019 la relazione sulle politiche e gli strumenti per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica (Doc. XXXIV, n. 1).

Le valutazioni e le osservazioni emerse nel predetto approfondimento conoscitivo, affidato al relatore, deputato Elio Vito, hanno trovato successiva conferma, nella consapevolezza che il ruolo strategico ed ormai irrinunciabile delle reti di telecomunicazione più avanzate (5G) come anche delle infrastrutture di nuova generazione esige una difesa costante rispetto ad insidie e minacce che rischiano di esporre tali presidi ad una vulnerabilità accentuata. In tal senso, anche grazie al costante impulso del Comitato, i necessari sistemi di protezione hanno negli ultimi anni acquisito un significativo potenziamento: l’aggiornamento della cornice normativa e la nuova architettura nazionale, a salvaguardia delle infrastrutture critiche, materiali ed immateriali, hanno condotto finalmente all’istituzione dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale che, come si avrà modo di evidenziare nel capitolo 5, sta consentendo al nostro Paese di ridurre un divario non più sostenibile in questo delicato settore.

Nella relazione il Comitato ha altresì suggerito di valutare l’ipotesi, ove necessario per tutelare la sicurezza nazionale, di escludere le aziende cinesi dall’attività di fornitura di tecnologie per le reti 5G.
Del resto, la portata estremamente invasiva e pervasiva delle minacce di natura cibernetica, la pluralità delle possibili fonti di aggressione e di indebita interferenza – soggetti privati, attori statuali – la stessa eterogeneità degli attacchi o dei possibili incidenti rappresentano tutti insieme fattori di estrema preoccupazione che richiedono un quadro protettivo e di massima resilienza che, per l’intrinseca natura dei mezzi e degli strumenti impiegati, impone adattamenti ed affinamenti continui.

È altresì indubbio d’altro canto che l’indebolimento delle reti e della sicurezza cibernetica si configura come altamente serio quando sono esposti i dati personali o quando è insidiato lo stesso tessuto economico, industriale e finanziario.

Sotto questo versante, anche l’argine costituito dall’ esercizio dei poteri speciali da parte del Governo (il cosiddetto golden power) è stato sistematicamente monitorato nel corso dell’attività del Comitato che ne ha individuato limiti, oltre che margini di miglioramento che saranno esposti nel seguito di questa relazione.

 

 

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