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COORDINAMENTO LAVORO PORFIDO * CAVE: « SOSTEGNO ALLE PROPOSTE DEI CONSIGLIERI DEGASPERI E MARINI, GRAVE DEROGARE AD UNA LEGGE CHE GIA HA TROPPO DEROGATO »

Il 4 dicembre, mentre i lavoratori del porfido festeggiano come da tradizione Santa Barbara (patrona dei minatori), il Consiglio Provinciale si accinge, su proposta dell’assessore Spinelli ad approvare il ddl 64 che, oltre ad affrontare la questione delle concessioni minerarie con particolare riferimento alle acque minerali, introduce alcune importanti modifiche alla legge sulle cave.

Apprendiamo con preoccupazione della volontà espressa dall’assessore Spinelli di concedere ulteriori deroghe rispetto agli obblighi contenuti nella legge provinciale sulla cave così come modificata dalla L.P. 1/2017.

Già tali modifiche, ad opera dell’ex assessore Olivi, hanno derogato ad obblighi e sanato inadempienze che, se sanzionati, avrebbero permesso di evidenziare una situazione di malaffare, che è stata parzialmente portata alla luce dalla Magistratura attraverso l’operazione “Perfido” condotta dai Carabinieri del Ros.
Ci riferiamo in particolare alla deroga contenuta in tale legge rispetto all’obbligo di lavorazione del materiale estratto da parte del concessionario, che secondo le delibere di proroga rilasciate nel 2011 dal Comune di Albiano avrebbe dovuto essere pari ad almeno l’80%.

La legge voluta da Olivi e sostenuta da Filca-Cisl e Fillea-Cgil ha abbassato al 50% tale quantità per tutte le ditte, stabilendo che solamente quelle con concessione di durata oltre il 2022 saranno obbligate a lavorare in proprio almeno l’80% solo a partire dal prossimo anno.

La seconda questione riguarda la “sanatoria” alla quale Olivi ha provveduto in merito al mancato rispetto del comma 5 art. 33 delle L.P. 7/2006, che stabiliva l’obbligo per i Comuni di introdurre nei disciplinari, al momento della proroga delle concessioni nel 2010- 2011, del vincolo al rispetto dei livelli occupazionali. La L.P. 1/2017 ha infatti spostato i termini per tale adempimento al 31 dicembre 2017, sanando di fatto una grave inadempienza protrattasi per ben 7 anni e consentendo al Comune di Albiano di deliberare la possibilità di riduzioni occupazionali fino al 60%!

Eppure il problema della tutela occupazionale era stato evocato a motivo di una ulteriore ultima proroga delle concessioni in sede di approvazione della L.P. 7/2006, ma una volta prorogate le stesse, i Comuni e la Provincia si sono dimenticati dei lavoratori consentendo per una decina d’anni (dal 2008 al 2017) ai concessionari, di ridurre l’occupazione a loro piacimento e ciò anche grazie ad una serie di Protocolli d’intesa sottofirmati dalle stesse Organizzazioni Sindacali che oggi denunciano una “illegalità diffusa”.

Perché in questi anni Filca-Cisl e Fillea-Cgil non hanno mai osato denunciare l’illegalità costituita dall’inadempienza dei Comuni in fatto di tutela occupazionale? Eppure sapevano perché nell’audizione davanti al Tavolo di coordinamento per la valutazione delle leggi provinciali della XV legislatura (Commissione Viola) avevano testualmente dichiarato che “sono stati disattesi gli indirizzi formulati dalla Giunta provinciale sui vincoli occupazionali”(Relazione conclusiva 17 dicembre 2015).

La massiccia esternalizzazione delle lavorazioni che ha caratterizzato gli ultimi 25 anni e la conseguente riduzione del personale occupato nelle aziende concessionarie, sono le due facce della stessa medaglia che ha prodotto in questi anni una situazione di forte degrado.

Oltre ad aver permesso l’estendersi di un “mondo di mezzo” che costituisce una vasta area grigia nella quale ha trovato terreno fertile la criminalità organizzata, secondo quanto emerso dall’operazione “Perfido”, ciò ha determinato anche una disparità di trattamento e di garanzie tra lavoratori dipendenti dalle aziende concessionarie (che dovrebbero godere delle tutele derivanti dall’applicazione del Contratto integrativo provinciale e della Cassa integrazione invernale) e lavoratori, in gran parte immigrati, alle dipendenze delle ditte artigiane o a loro volta pseudo-artigiani.

Sottolineiamo il “che dovrebbero”, perché purtroppo in questi ultimi anni anche tali diritti sono stati erosi e ciò grazie all’accondiscendenza sindacale che, di fronte al dilagare di situazioni nelle quali era evidente il mancato rispetto persino delle norme contrattuali in materia retributiva e contributiva, anziché invocare l’intervento sanzionatorio dei Comuni, hanno messo al riparo le ditte sotto firmando accordi di conciliazione senza verifiche e garanzie per i lavoratori. Ribadiamo con forza che se le Organizzazioni Sindacali avessero in questi anni fatto il loro mestiere, molto probabilmente alcune situazioni di illegalità portate alla luce nei giorni scorsi dall’indagine “Perfido”, sarebbero emerse già qualche anno fa e la “riduzione in schiavitù” dei lavoratori non sarebbe stata possibile!

Alla luce di questa situazione e stante il perdurante conflitto d’interessi che caratterizza e condiziona pesantemente le amministrazioni locali, con il conseguente malaffare che ne deriva, riteniamo non giustificabile una ulteriore deroga che, come proposto dall’assessore Spinelli, abbasserebbe al 60% la quantità di materiale estratto che il concessionario dovrebbe lavorare con proprie maestranze.
Non solo, siamo dell’avviso che la normativa sulle cave vada rivista con criteri più stringenti per riportare i lavoratori all’interno di condizioni e diritti uguali per tutti.

Altrettanto negativo è il nostro giudizio rispetto alla proposta della ulteriore proroga di un anno alle concessioni in scadenza che, sia pur motivato dall’emergenza Covid, non trova in realtà ragion d’essere se non quella di ulteriore slittamento di eventuali aste.

Il tema delle aste, che andrebbero gestite a questo punto da una autorità provinciale, si ricollega direttamente al problema dei canoni di concessione, i criteri in base ai quali vengono fissati hanno fin qui consentito, infatti, ai concessionari privati di impossessarsi di una risorsa come il porfido (da considerarsi “bene comune”) a prezzi ben lontani dal suo reale valore di mercato. Ciò ha fatto crescere un’economia predatoria, che del pesante condizionamento delle amministrazioni locali ha fatto il suo “modus operandi”, non disdegnando certo l’uso di metodi e l’appoggio di “soggetti contigui ai gruppi criminali”.

Per tali motivi sosteniamo con forza le proposte presentate in questi giorni dai consiglieri Degasperi e Marini relative, in particolare all’istituzione di una Commissione d’indagine relativa al settore del porfido e di un Osservatorio sulla criminalità organizzata.

Nel rivolgere un augurio ai lavoratori del porfido per la festa di Santa Barbara, facciamo appello alle forze politiche e alla comunità provinciale tutta, affinché ci sia la dovuta attenzione verso tale settore che, come giustamente l’assessore Spinelli ha affermato, rappresenta “l’unico distretto produttivo industriale che abbiamo”.
Un distretto bisognoso sì di “una svolta” ma non nel senso inteso da Spinelli e verso il quale spinge la lobby dei concessionari!

ESPRIMIAMO PIENO SOSTEGNO ALLE PROPOSTE DEI CONSIGLIERI FILIPPO DEGASPERI E ALEX MARINI

 

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Coordinamento Lavoro Porfido