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COORDINAMENTO AMBIENTALISTA / TRENTINO * TERRITORIO: « NUOVI LAVORI SUL BRIONE, L'APPROCCIO DEL COMUNE DI ARCO CI PARE COME MINIMO INCOERENTE »

In relazione ai lavori per il vallo tomo sul monte Brione in comune di Arco e relativamente alla conclusione dell’iter della Conferenza dei Servizi che da quanto si evince su alcuni organi di stampa. abbiamo notizia di come le prescrizioni dei lavori contenute nello studio d’impatto ambientale, che prevederebbero un fermo ai lavori maggiormente impattanti nel periodo che va dal 20 febbraio al 30 giugno di ogni anno per salvaguardare la nidificazione del gufo reale (Bubo bubo) e del nibbio bruno (Milvus migrans) siano state nuovamente derogate.

Se l’urgenza dei lavori è una richiesta più che comprensibile per la tutela dei centri abitati, meno lo è la progettualità che l’amministrazione si è pervicacemente ostinata a portare avanti, considerata l’esistenza di alternative anche tecnologiche (monitoraggi in tempo reale delle movimentazioni della parete, disgaggi controllati) molto meno impattanti e costose sia dal punto di vista paesaggistico che naturalistico: non si vede infatti come -ad esempio- i grandi disboscamenti utili alla realizzazione del primo lotto del tomo, che pure è definitivamente approvato, possano coniugare esigenze di tutela della sicurezza, del paesaggio, della natura.

Inoltre, a fronte di un impegno per la tutela della sicurezza dei propri cittadini, l’approccio dell’amministrazione ci pare inoltre come minimo incoerente, consentendo la costruzione di un nuovo parco giochi nei pressi dell’area “Garda Thermae”, zona del secondo lotto di lavori ancora non avviati, zona la cui instabilità è comprovata da fenomeni franosi recenti. Il comune di Arco è sede di una infinità di preziosità ambientali e paesaggistiche, le cui esigenze di tutela possono essere coniugate con altre impellenze: sta agli ammininstratori eletti la capacità di raccogliere la sfida, per consegnare al futuro un territorio vivibile, sicuro, naturale.

Non possiamo che sperare che il Comune, almeno per il secondo lotto di lavori, sappia essere all’altezza del territorio che comprende: nel frattempo tuttavia, pare non essere in grado nemmeno di rispettare le minime prescrizioni suggerite per la tutela di due specie particolarmente protette (sensu direttive 79/409/CEE “Uccelli” art. 4 nonchè 92/43/EEC “Habitat” all. I per gufo e all. II per nibbio) e sensibili di danno, che di quel territorio fanno ugualmente parte.

 

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Il Coordinamento Ambientalista del Trentino

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