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COOPERATIVE SOCIALI * INSERIMENTO LAVORATIVO: « SERVIZI PER OLTRE 24.000 PERSONE E PIÙ DI 1.700 I LAVORATORI SVANTAGGIATI »

Coop sociali: servizi per oltre 24.000 persone e più di 1.700 lavoratori svantaggiati. Sono stati presentati questa mattina a Trento nell’ambito del seminario “Tra persona e comunità” organizzato dal consorzio Consolida i dati, rilevati con il metodo ImpACT di Euricse, relativi ai servizi erogati, al lavoro generato e all’impatto sul territorio prodotto da 48 cooperative sociali. Registrata anche la soddisfazione di utenti; famigliari e lavoratori.

Cipriani: “I dati, se da un lato dimostrano la rilevanza della cooperazione sociale, dall’altro devono diventare uno strumento di programmazione funzionale alle politiche di welfare territoriale.”

Per l’assessore Tonina la cooperazione sociale ha un ruolo fondamentale in Trentino, la politica deve tenerne conto e trovare sinergie che consentano di garantire – pur in un orizzonte di maggiori ristrettezze economiche – la risposta a bisogni fondamentali per la vita delle persone.

La terza edizione di “Impresa sociale al cubo”, la rassegna culturale organizzata dal consorzio Consolida, è iniziata stamattina con la presentazione di una dettagliata fotografia delle cooperative sociali e del valore economico e sociale prodotto per il territorio e le comunità. Questa rilevazione, che per le cooperative di Consolida è un costo economico rilevante diventa investimento collettivo se non si esaurisce nell’adempimento degli obblighi introdotti dalla Riforma del Terzo Settore e dalle normative provinciali; “il nostro interesse – ha sottolineato Serenella Cipriani, presidente del consorzio – è passare dal vincolo all’opportunità adottando un approccio condiviso con le istituzioni per la programmazione funzionale alle politiche. Diciamoci una volta per tutte quali sono gli obiettivi di sostenibilità per il Trentino e mettiamoci al lavoro”.

”Essere in possesso di dati oggettivi – secondo Alessandro Ceschi, direttore generale dei Federazione della cooperazione – dà credibilità e forza al sistema cooperativo e consente di dialogare con la politica anche a livello europeo; e alle pubbliche amministrazioni di valutare gli effetti complessivi delle decisioni da adottare. Però perché i dati siano utili occorre che tutti li raccolgano, con modalità condivise e confluiscano ad alimentare un banca dati comune e accessibile.” E su questo il direttore generale ha lanciato alla Provincia la proposta di lavoro comune tra pubblico e privato sociale. Per Mario Tonina, assessore all’Urbanistica, Ambiente e Cooperazione e vicepresidente della Provincia autonoma di Trento: “I numeri presentati stamattina confermano il ruolo strategico che la cooperazione sociale ha e deve continuare ad avere in futuro in Trentino. Chi ha una responsabilità politica deve trovare sinergia con questo mondo per continuare a garantire – pur in un orizzonte di maggiori ristrettezze economiche – la risposta a bisogni fondamentali per la vita delle persone.”

 

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COOPERATIVE SOCIALI: LA FOTOGRAFIA

24.000 persone hanno usufruito nel 2018 dei servizi delle cooperative sociali; a questi si aggiungono i beneficiari di sportelli, trasporto e ulteriori servizi alla comunità, per arrivare a un totale di oltre 42.000 persone. Si tratta in prevalenza di giovani (circa 11.200 nella fascia 6-24 anni), bambini in età prescolare (2.600) e anziani (più di 3.700 over 65).

Le cooperative sociali di inserimento lavorativo (18 sulle 48 partecipanti alla rilevazione) hanno offerto occupazione complessivamente a 1700 persone svantaggiate (di cui più del 40% a tempo indeterminato) nell’ambito delle varie azioni e politiche occupazionali, agendo prevalentemente nei settori delle pulizie e della conservazione del paesaggio, ma anche nei campi della ristorazione, della lavanderia e della manifattura. Occasioni lavorative di cui hanno beneficiato prevalentemente persone con disabilità fisica (44%), psichica o psichico-sensoriale (36,3%), con dipendenze (13%), ma anche detenuti (5%).

Le cooperative sociali analizzate hanno generato occupazione stabile per oltre 4.500 lavoratori, di cui il 76% a tempo indeterminato. Di più: il 74,9% degli occupati è donna, il 17,5% ha meno di 30 anni e il 24,3% ha un diploma di laurea.

Il valore della produzione nel 2018 è stato di 162 milioni di euro con – in media – il 91% degli acquisti fatti dalle cooperative sociali a favore di imprese del territorio; la patrimonializzazione media è di 1,3 milioni di euro a cooperativa. Pur rimanendo una certa dipendenza dalle entrate pubbliche (contributi ma soprattutto ricavi da vendita di servizi) è buona anche la capacità di raccogliere finanziamenti da fonti nuove ed eterogenee.

Per quanto riguarda la base sociale, il numero totale di soci è pari a 3.326, con 8 cooperative che contano più di 100 soci. Diversificata la tipologia: quasi un terzo sono utenti o loro famigliari, il 33% lavoratori e il 23% volontari. Anche nei Cda, composti in media da 7 persone, la presenza di volontari è importante. Proprio questi ultimi rappresentano una risorsa rilevante per le cooperative sociali: contribuiscono alle attività svolte 1.694 persone per 91 mila ore di volontariato offerte complessivamente.

 

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LA VALUTAZIONE DEGLI UTENTI E DEI LAVORATORI SVANTAGGIATI

Tuttora in fase di raccolta, i primi dati dei questionari somministrati a 105 utenti, 47 familiari e 49 lavoratori svantaggiati di un campione di cooperative sociali fanno emergere uno spaccato che testimonia l’apprezzamento nei confronti delle cooperative sociali sia in termini di servizi sia di ricadute sul benessere e sulla vita dei singoli e dei territori. Nonostante la netta maggioranza degli utenti sia giunto alla cooperativa per indicazione della pubblica amministrazione, l’81% vorrebbe continuare a ricevere servizi dalla stessa e solo il 4% vorrebbe cambiare.

Interpellati sulla soddisfazione per il servizio ricevuto, gli utenti hanno assegnato un punteggio medio di 8 su 10 per le varie dimensioni del servizio. Ma essere seguiti è anche generazione di benessere, di miglioramenti nel proprio stati di vita e di “felicità” (con giudizio espresso di 8,1 su 10). Per quanto riguarda i famigliari, le problematiche emerse riguardano le difficoltà di accesso, per il 23% legate ai tempi di attesa. D’altro canto, prima di appoggiarsi alla cooperativa, l’utente era seguito dalla famiglia nel 40% dei casi. L’ultimo focus riguarda i lavoratori svantaggiati: solo il 23% riceve uno stipendio inferiore a 800 euro mensili netti, con il 51% a tempo pieno. A dimostrazione del fatto che l’inserimento non è finalizzato unicamente all’acquisizione di competenze lavorative, bensì anche allo sviluppo di fiducia in sé stessi e di abilità relazionali, il 42% dei lavoratori crede di avere discrete o buone probabilità di trovare un’occupazione in un’organizzazione diversa dalle cooperative sociali.

LA RILEVAZIONE

La rilevazione realizzata da Euricse, oltre a permettere di adempiere agli obblighi di redazione di bilancio sociale e valutazione dell’impatto sociale stabili dai decreti legislativi emanati l’estate scorsa nell’ambito della Riforma del Terzo Settore e dalle linee guida provinciali, fornisce dati di sistema e informazioni strategiche per l’evoluzione dei servizi nelle cooperative sociali e per le politiche locali. Nella sostanza, si tratta di una raccolta dati quantitativa e qualitativa, relativa all’esercizio 2018, realizzata attraverso la compilazione di questionari. La novità di quest’anno – la sperimentazione del modello di rilevazione ImpAct è iniziata nel 2018 – è l’inserimento di una valutazione partecipata da parte degli utenti, dei famigliari e dei lavoratori svantaggiati. “L’insieme dei dati raccolti – ha affermato Sara Depedri, ricercatrice senior di Euricse e coordinatrice della raccolta dati – è uno strumento prezioso di pianificazione strategica per la singola organizzazione e, a livello di sistema, fornisce una chiave di lettura scientificamente validata dell’impatto economico e sociale generato. Nel 2018 siamo passati alla fase due del metodo ImpAct, con l’obiettivo di mettere al centro la persona, intercettando i suoi bisogni – soddisfatti ed insoddisfatti – i margini di miglioramento futuri nei servizi e le ricadute sulla propria vita. E in questa direzione di valutazione partecipata si continuerà il prossimo anno, prevedendo ulteriori approfondimenti legati ad altri stakeholder, quali la pubblica amministrazione e i lavoratori ordinari”.

 

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I PROSSIMI APPUNTAMENTI

La rassegna proseguirà il giorno dopo con un seminario organizzato con l’Agenzia del Lavoro, riservato agli addetti ai lavori, sui modelli di inserimento lavorativo in Trentino. Venerdì 8 e sabato 9 due appuntamenti dedicati alla disabilità: nel primo Michele Marangi, professore dell’Università Cattolica di Milano, illustrerà il Manifesto per una comunicazione rispettosa dei diritti delle persone con disabilità, frutto del laboratorio Est&tica realizzato da Consolida con l’Ordine dei giornalisti e Assostampa e la collaborazione di Fondazione Franco Demarchi. Sabato 9, invece, al Muse il tema sarà quello dell’abitare inclusivo per persone con disabilità con la presentazione del modello di servizio, elaborato con la supervisione di Euricse, sulla base dei progetti sperimentali curati dalle cooperative del gruppo Abitare il futuro e sostenuti dalla Provincia autonoma di Trento.

La settimana successiva, e precisamente il 12 novembre dalle 9,30, Consolida insieme alla Fondazione Caritro proporrà un seminario per riflettere sul ruolo che le Fondazioni possono svolgere per lo sviluppo sociale e culturale del territorio e, attraverso la presentazione di modelli ed esperienze diverse anche extra territoriali come quelli della Fondazione San Zeno di Verona e quelli di Fondazione Comunità Milano. L’obiettivo è capire quali siano le possibili sinergie che si possono creare con le altre organizzazioni del Terzo Settore in una logica di co-progettazione. La rassegna si chiuderà giovedì 14 novembre alle 17 con la presentazione del libro “Dialoghi sull’educare”, pubblicato dalla casa editrice Erickson, che ripercorre i temi delle dieci edizioni del festival EDUCA attraverso conversazioni con alcuni dei massimi esperti italiani. Ospiti nella sala Falconetto di Palazzo Geremia (via Belenzani, 20) due dei protagonisti delle pagine del libro: il dottor Alberto Pellai e la professoressa Paola Venuti. Gli autori, dopo l’introduzione di Mirko Bisesti, assessore all’Istruzione, Università e Cultura, approfondiranno, insieme alla curatrice del volume Silvia De Vogli e a Francesca Gennai, vicepresidente del consorzio Consolida, il tema della libertà e delle regole, e dell’educazione quando ci sono situazioni di fragilità, come la disabilità o bisogni educativi speciali.