Martedì 18 febbraio si è svolta presso il Dipartimento istruzione e cultura di via Gilli a Trento la prima seduta del nuovo Consiglio del Sistema Educativo Provinciale.

L’organismo, che resta in carica per la durata della legislatura, è previsto dall’art. 39 della legge provinciale sulla scuola quale organo di partecipazione e rappresentanza per tutte le componenti della comunità scolastica. La sua funzione copre un ampio spettro di temi: esprime pareri sugli atti provinciali d’indirizzo in materia d’istruzione e formazione, svolge attività consultiva e di supporto su questioni di competenza, promuove indagini conoscitive, esprime pareri sui disegni di legge provinciale attinenti al sistema educativo.

È composto da consiglieri che appartengono a tutte le componenti della comunità scolastica: studenti, genitori (nominati dalle consulte provinciali), dirigenti, docenti di scuole superiori, medie, primarie, dell’infanzia, della formazione professionale, personale amministrativo (eletti dalle rispettive componenti). Dall’agosto 2019 fa parte del Consiglio anche la nuova figura del Sovrintendente scolastico, incarico attualmente ricoperto dalla prof.ssa Viviana Sbardella.

Dopo i saluti di rito da parte del Dirigente generale del Dipartimento istruzione e cultura, dott. Roberto Ceccato, che ha richiamato l’importanza dell’organismo nel far sentire la voce di tutti coloro che contribuiscono al funzionamento del sistema scolastico e formativo trentino, il Consiglio ha riconfermato alla presidenza Giovanni Ceschi, docente del Liceo “Prati” di Trento, e ha eletto come vicepresidente Maria Rosa Manini, che appartiene alla componente dei genitori.

Nell’introdurre i lavori per la nuova legislatura, il professor Ceschi si è soffermato sull’importanza della più ampia rappresentatività del Consiglio, che passa attraverso la partecipazione assidua alle sedute e il più ampio coinvolgimento che i membri sono chiamati a garantire alle rispettive componenti. «La funzione consultiva e la sua articolata composizione – ha aggiunto – svincolano quest’organismo dalle più strette logiche politiche e partitiche, consentendogli di essere voce libera e competente del sistema educativo. In quest’ottica non si deve mai perdere di vista la centralità degli studenti come destinatari di ogni progetto e azione in materia d’istruzione e formazione».