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CONSIGLIO REGIONALE TRENTINO ALTO ADIGE-SÜDTIROL: NOMINE « KOMPATSCHER ELETTO PRESIDENTE CON 41 VOTI, 14 PREFERENZE PER VALLAZZA IL CANDIDATO PROPOSTO DAI VERDI »

Arno Kompatscher eletto Presidente della Regione. Consiglio regionale – I lavori proseguono ora con la determinazione del numero degli Assessori, stabiliti in 6 dalla proposta di Delibera n.1.

Alle ore 17.40 il Presidente del Consiglio regionale, Roberto Paccher, ha proclamanto Arno Kompatscher è stato eletto Presidente della Regione. Dopo la conclusione della discussione in merito alle dichiarazioni programmatiche, iniziate nella tarda mattinata, lo scrutinio segreto ha visto l’elezione di Arno Kompatscher con 41 voti. 14 preferenze sono andate al candidato proposto dai Verdi, Manfred Vallazza (che aveva già dichiarato di non essere disponibile all’incarico), 1 voto per Filippo Degasperi. 9 schede bianche e 3 nulle.

Il Presidente Kompatscher, presa posizione sul suo scranno, ha dichiarato di voler utilizzare il tempo a disposizione per lavorare a favore della popolazione e ha detto di voler gettare le basi per poter permettere al Consiglio regionale e alla Giunta regionale di poter svolgere il proprio lavoro.

 

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Il dibattito in aula prima del voto

Nel pomeriggio i lavori sono ripresi con l’intervento del Consigliere Ugo Rossi (Patt). “La gestazione di questa Giunta regionale è stata un pò difficile – ha detto – che ha offerto qualche spunto per cogliere le contraddizioni di questo luogo”. Rivolgendosi ai Consiglieri di lingua tedesca: “Pensate a che contraddizione qui dentro, quanta strada è stata fatta per dire che la Regione non conta nulla”. “Spero vivamente che questa legislatura non sia improntata a una contrapposizione tra chi dice da Trento che dobbiamo valorizzare al massimo la Regione e chi dice da Bolzano che bisogna chiudere la Regione”. “Stiamo consegnando a chi ci guarda da fuori l’immagine di una Autonomia inutile”. Rivolgendosi al Presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, ha detto di apprezzare il fatto che sia stata proposta nuovamente la staffetta. Si è detto disponibile a dare una mano “gratuitamente” all’amministrazione. “Bisogna avere il coraggio dell’impopolarità. Ci sono cose che dobbiamo, vogliamo, è utile fare assieme. Anche sul fronte di Bolzano occorre avere il coraggio dell’impopolarità e non si può dire che la Regione sia inutile. Senza la Regione non ci sarebbe nemmeno l’autonomia per la Provincia di Bolzano. Occorre trovare il modo di riformare la Regione”. Per difendere l’Autonomia, ha detto: “Non dobbiamo mai farci vedere separati, non dobbiamo mai dare l’immagine di divisione”. Rivolgendosi a Fugatti, riferendosi a Roma, ha detto: “Mai fidarsi dei Governi amici”.

 

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Riccardo Dello Sbarba (Verdi) ha espresso alcuni giudizi critici sulla Giunta: “I toni della relazione possono essere positivi, ma ci sono molte parti che sono descrittive, e altre molto generiche. Da una parte evita i nodi, dall’altra li mette uno a fianco all’altro, come quando dice che la Regione è percepita come tediosa e non necessaria”. “La parte più sincera della relazione, ritengo, è quella in cui si dice che non può preventivare il futuro. Sarà una Giunta regionale che andrà avanti un pò a vista”. “Consiglio ai colleghi del Trentino di essere attenti nel parlare bene di Kompatscher per parlar male di Fugatti”. “Il patto provinciale tra Svp e Lega è molto serio”. “Tema fondamentale è quello dei transiti: siamo un corridoio di passaggio tra il Mediterraneo e l’Europa. Ed esistono posizione diverse, ad esempio sulla Valdastico”. Ha posto l’accento su altri due temi: l’immigrazione e la sanità. Su quest’ultimo si è soffermato sulla necessità di avviare un ragionamento regionale. In Alto Adige, alcuni vedono l’aumento del governo regionale come una valorizzazione della Regione, ma la discussione sui posti in Giunta ha comunque indebolito la Regione. Dello Sbarba si è espresso a favore del mantenimento di una piattaforma istituzionale per la cooperazione tra le due province, ma i poteri amministrativi dovrebbero essere trasferiti alle province, mentre i poteri legislativi dovrebbero rimanere. Il governo regionale dovrebbe essere ridotto nelle dimensioni, ma il consiglio regionale dovrebbe rimanere ed emanare leggi quadro, ad esempio sulla politica comune dei trasporti e su altri settori di cooperazione.

 

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Paul Koellensperger (Team Koellensperger) ha parlato della necessità di una collaborazione che è importante in certi settori, come il traffico e la sanità. “Oggi partiamo con il piede sbagliato. Assisteremo ad un allargamento della Giunta regionale, ma io penso che siano troppi sei assessori per le competenze della Regione”. “Mi auguro che ci sia una collaborazione fattiva con le minoranze e noi saremo a disposizione”.

 

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Alessandro Olivi (PD) ha detto che “in un tempo in cui vanno di moda i contratti, ovvero gli accordi postumi che sono la risposta inevitabile all’assenza di una visione comune di una proposta comune di Governo per una Comunità, la preoccupazione che un pò di contratto in questo accordo politico ci possa essere”. “La staffetta è un modo efficace di rendere questa collaborazione parte di un processo di responsabilizzazione all’interno delle due Province, cerchiamo di rendere questo accordo più neutro. Probabilmente lo sforzo di questa relazione è quello di immaginare un terreno possibile di collaborazione politica e non un contratto politico a seguito delle elezioni. Ho apprezzato lo sforzo di inserire alcuni temi di merito”.Ha quindi chiesto azioni coerenti, ha parlato di “coraggio di diversità come elemento che deve essere caratteristico dell’Autonomia”. Ha parlato della necessità di trovare un percorso comune, anche percorrendo strade diverse. Entrando nel merito, si è soffermato sul tema dei trasporti, facendo riferimento anche alla Valdastico e ai passi dolomiti. Ha evidenziato l’importanza del richiamo sulla giustizia. Sul tema del Credito, ha parlato della questione di Mediocredito: “Doveva essere, ma non lo è stata del tutto, la banca del territorio. Se lì non ci sono novità, l’importante è che si dica e si faccia in modo che non vi sia una ulteriore frammentazione su quante quote saranno messe sul mercato del credito, perchè se noi pensiamo che indebolire la dimensione di una partnership pubblico/privato sia una soluzione, allo sbagliamo”.

“Sono passati più o meno cento giorni dalla prima seduta del Consiglio regionale – ha detto Alex Marini (M5S) – Un tempo che viene utilizzato normalmente per valutare quanto è stato fatto, mentre qui stiamo discutendo su una relazione presentata circa 100 minuti fa”. Il Consigliere Marini ha poi letto i titoli dei giornali sulla Regione: “Io credo che sia vergognoso. In tre mesi siamo riusciti a predare le cariche presenti in Regione”. “La politica è ormai una narrazione e per raggiungere l’elettorato occorre raccontare storie”. “Molto spesso in politica l’obiettivo è nascondere i fatti, quello che non si fa per migliorare la pubblica amministrazione. Qui invece non c’è stata narrazione, ma la verità nuda e cruda. Non c’è stata alcuna idea politica”. Venendo alla relazione, ha detto che nella relazione si parla di impegno civico, ma “qui non abbiamo nulla. La legge regionale che disciplina il referendum è del 1957 e aggiornata al 1983. I cittadini non possono partecipare alla vita pubblica regionale”. “Nascondiamo il fatto che gli ostacoli alla partecipazione popolare sono lì”. “La Regione potrebbe svolgere il ruolo di tutelare il diritto alla partecipazione.

Abbiamo ad esempio un diritto di voto per i cittadini residenti all’estero, ma abbiamo due sistemi diversi. A Bolzano votano 20.000 cittadini residenti all’estero, a Trento 400. La Regione potrebbe armonizzare e invece non fa nulla”. Citando Mattei ha detto “Non c’è indipendenza politica se non c’è indipendenza economica” e quindi ha detto che la Regione potrebbe aiutare quei territori che sono ai margini dell’Europa a raggiungere una indipendenza economica. Per quanto riguarda indennità e previdenza sociale per le amministrazioni comunali, ha detto che occorre garantire risorse ai Comuni, ma occorre garantire la possibilità di autoregolarsi, riconoscendo l’autonomia dei comuni. Ha parlato anche della necessità di ragionare su una riforma dell’ordinamento dei Comuni. Anche per quanto riguarda la Giustizia ha detto che si deve essere attenti a non avvicinare la Giustizia al potere esecutivo. Per quanto riguarda la semplificazione amministrazione, ha detto che non ci si può impegnare se non c’è nemmeno una quantificazione della burocrazia e ha fatto gli esempi di Stati Uniti e Svizzera. Ha auspicato che nei fatti si dia seguito agli impegni.

 

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Filippo Degasperi (M5S) ha parlato di una relazione non originale: “Tra la relazione del Presidente Rossi del 2014 e questa le differenze sono praticamente inesistenti. Se per il Presidente Kompatscher questo va bene, perchè si colloca nella continuità, non si capisce come faranno coloro che si sono proposti per il cambiamento a sostenere queste dichiarazioni”. In merito alla relazione, ha detto che la storia non inizia nel 1918. Ha ricordato una petizione di 36.000 trentini che nel 1848 chiedeva la separazione dal Tirolo. Si propaganda costantemente ciò che non esiste ancora e ignora ciò che fa. Molte cose nella dichiarazione di Kompatscher erano già state scritte anni fa nella dichiarazione di Rossi sulla protezione del clima, il transito e molto altro ancora, segno che gran p”rte di quanto promesso non era stato rispettato. E’ preoccupante, ha detto, quando si parla di rivalutazione in relazione alla banca d’investimento. Anche la biblioteca regionale deve essere “potenziata”, ma deve essere ritirata dalla regione.

 

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Per Alessandro Savoi (Lega Salvini) “se muore la Regione muore l’Autonomia. La nostra Autonomia è speciale ed è regionale e tutela chi abita a Sterzing come chi abita a Borghetto”. “Non dobbiamo dimenticare chi eravamo, chi siamo e dove andremo a finire”. Ha quindi ricordato i passaggi storici che hanno portato alla trattativa dell’Accordo De Gasperi-Gruber e le minoranze linguistiche presenti in Trentino. “Lo Statuto parla chiaro: se manca l’ente Regione, se manca il fondamento, allora moriremo tutti”. “Noi daremo forza alla Regione, con le differenze che ci sono all’interno delle Province di Trento e Bolzano. Quando sento parlare di questo ente come inutile, ribadisco che noi crediamo in questi valori, che sono le fondamenta della nostra Autonomia e la difenderemo anche a Roma. A noi interessa valorizzare e rafforzare la Regione. Sul tema dell’accoglienza ha detto che “è accoglienza se ci sono regole certe e si sa dove andrà chi arriva, sennò arriva il far west”. “Quando si va a Roma o a Bruxelles occorre sapere di avere la dignità di difendere l’Autonomia”.

 

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Sul tema è intervenuto anche Maurizio Fugatti (Lega Salvini), “in risposta alle tante sollecitazioni ricevute”. Ha ricordato di non essere intervenuto contro la staffetta nella passata legislatura. Ha detto che vi sono posizioni diverse tra Bolzano e Trento ma che occorre mettere insieme un programma di Governo. “Io credo che in questo programma vi sia una mediazione tra chi legittimamente pensa in un modo e chi legittimamente pensa di un altro. “Se stiamo qui a parlare di competenze, le due posizioni diverse difficilmente troveremo un canale di confronto. Ma la Regione c’è, piaccia o non piaccia, e dobbiamo cercare quei canali di confronto alla luce delle diverse prospettive che esistono”. “Occorre trovare una cornice regionale alle tematiche di comune interesse che ci sono”. “Che la Regione sia da potenziare, anche nelle sue strutture, è un dato di fatto. E anche questo è un modo per dire che la Regione c’è”. Sul tema del mediocredito ha detto che occorre ragionare su una logica che possa mantenere le radici trentine e un sistema di lunga durata. “In definitiva noi crediamo che questo programma sia una buona sintesi, non convergente su tutto, ma che rappresenta un punto di partenza e vedremo tra cinque anni cosa saremo riusciti a fare. Sappiamo benissimo che la cornice regionale è nell’interesse di tutti”.

 

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Luca Guglielmi (Fassa) ha voluto porre l’accento sulla questione dei passi dolomitici, riferendosi all’intervento di Rossi: “Non è possibile che il Vicepresidente in carica della Regione, definisca un movimento di imprenditori e operatori economici, li definisca “quattro rifugisti”. Ha ricordato che durante le chiusure dei passi dolomitici, vi sono state flessioni per gli operatori del 30% nel 2017 e del 35% nel 2018”. Occorre progettare di anno in anno e non a pochi mesi dall’estate.

 

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Sandro Repetto (Unione per il Trentino) ha detto che “il problema vero, leggendo la relazione del Presidente Kompatscher, è che all’inizio dove c’è la storia della Regione c’è un punto importante, ovvero che i sudtirolesi si sono sentiti ingannati dai trentini, da cui è nato il Los von Trient e il processo di riforma della Regione del 1972”. “La Regione ha un bacino di utenza che ha un suo significato. Siamo un milione di persone che abitano in questo territorio. L’A22 dovrebbe dare spunti importanti e interessanti”. Il problema delle aree intermodali, la Fiera di Bolzano, ricerca, innovazione, il problema dell’invecchiamento della cittadinanza “sono elementi in cui vedo una costruzione necessaria all’interno della Regione”. Infine si è soffermato sulla cultura e sul patrimonio storico: “nella relazione si cita la fondazione Haydn che è sostenuta dalla Regione. Io chiedo al Presidente Kompatscher che anche le grandi istituzioni che ci sono nella nostra Regione seguano un percorso virtuoso come quello della fondazione Haydn. “La collaborazione tra Trentino, Alto Adige e Tirolo assume sempre più valenza anche sul tema dell’immigrazione. La migrazione è come l’acqua – ha detto – la puoi gestire ma non la puoi fermare. Occorre capire come gestirla: è un problema europeo, ma anche dei corridoi, come questo che va da sud verso nord. Occorre una nuova Regione che possa dare risposte al territorio nell’ambito del suo bacino d’utenza”.

“La Regione è la cornice che tutela la nostra autonomia “ per Walter Kaswalder (Autonomisti Popolari – Fassa). “Nel 2028 aprirà il tunnel del Brennero e si aprirà una via veloce che collegherà la Baviera con il Trentino meridionale”. Ha fatto quindi riferimento ai collegamenti est ovest, verso Venezia ad esempio e ha chiesto che possa essere data alla Regione la competenza di studiare i collegamenti ferroviari, come ad esempio la ferrovia delle Dolomiti o la Ora – Predazzo. “Credo che sia il futuro del nostro turismo il collegamento ferroviario diretto. Pensiamoci, perchè avere la possibilità attraverso la Regione di fare ragionamenti che non sono solo locali, ma anche con la Svizzera sia importante per l’avvenire nostro nel turismo e nell’economia”.

 

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Carlo Vettori (Lega Alto Adige) ha detto, rispondendo a Repetto, di non vedere nomi di assessori italiani del Pd all’interno della passata Giunta regionale, e di non accettare quindi l’accusa di vedere sminuito il ruolo degli italiani nell’esecutivo. “Oggi ho sentito parlare molto della necessità di dare più spazio alla Regione, ma penso che in fondo nessuno di noi ci creda davvero”. Ha fatto riferimento all’incontro del Dreierlandtag che si troverà ad ottobre, dove non compare la Regione. “Crediamo tutti quanti più nelle Province autonome che non alla Regione.

 

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La replica

Il Presidente designato Kompatscher ha quindi replicato, sostenendo che il tempo impiegato qui deve essere utilizzato in modo ragionevole. Spero che questa dialettica porti degli interventi costruttivi”. Ha quindi ringraziato tutti per gli stimoli ricevuti e coloro che lo sosterranno.

In dichiarazione di voto, Giorgio Tonini (Pd) ha annunciato scheda bianca. Ha ricordato il comma 1 dell’art. 116 della Costituzione, che dice che lo Statuto è unico e il comma 2 che parla delle due Province che coesistono e trova nella staffetta una forma di realizzazione. Ha replicato a Dello Sbarba, dicendo che “non si fanno giochetti. Storicamente siami avversari della Lega, ma storicamente siamo alleati dell’SVP. Speriamo a Bolzano di poter ricostruire una collaborazione, per la quale oggi non vi sono le condizioni”.

Paolo Ghezzi (Futura 2018) ha dichiarato di non votare questa proposta di Giunta, perchè “questa Giunta nasce con il peccato originale dell’alleanza con la Lega che ha troppe contraddizioni in sè per essere sdoganato così”. “Vi sono troppe ombre tra il programma della Giunta provinciale di Trento e le dichiarazioni programmatiche del Presidente Kompatscher”.

Ugo Rossi (Patt) ha ringraziato il Presidente Kompatscher e ha annunciato voto favorevole. “In questo programma c’è molta continuità con quanto fatto nel passato”. “Si ntratta di un credito di fiducia nei confronti del Presidente Kompatscher e anche nella capacità, che auspico, del Presidente Fugatti di difendere l’autonomia”.

Alex Marini (M5S) ha ricordato che nella relazione programmatica del Presidente Fugatti in Consiglio provinciale a Trento aveva parlato di una Regione con competenze concrete mentre ora nella relazione del collega Kompatscher non si troverebbe questa intenzione. Ha annunciato quindi scheda bianca da parte del movimento 5 stelle.

RIccardo Dello Sbarba (Verdi) ha confermato l’intenzione di votare Manfred Vallazza, per dire che esisteva una soluzione per non avere una giunta a sei o sette e valorizzare la minoranza ladina. In risposta ai consiglieri del PD ha detto che forse occorre un pò di tempo per capire il ruolo dell’opposizione.

Mirko Bisesti (Lega Salvini) ha voluto rispondere ai dubbi espressi sulla Lega: “La Lega ha avuto sempre un comportamento coerente sulla Regione e sull’Autonomia”. “Avere una condivisione dell’Autonomia serve a tutti”. Ha quindi dichiarato voto favorevole.

La votazione ha visto Arno Kompatscher eletto con 41 voti. 14 preferenze sono andate al candidato proposto dai Verdi, Manfred Vallazza (che aveva già dichiarato di non essere disponibile all’incarico), 1 voto per Filippo Degasperi. 9 schede bianche e 3 nulle.