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CONSIGLIO REGIONALE TRENTINO-ALTO ADIGE SÜDTIROL * ESERCIZIO FINANZIARIO 2018: « ENTRATE A 479 MILIONI, DI CUI 321 RELATIVI AD ENTRATE TRIBUTARIE »

In apertura dei lavori, l’aula ha votato l’anticipo del punto 11 all’ordine del giorno, la Mozione n. 5, presentata dai Consiglieri regionali Lanz, Tauber, Amhof e Renzler per impegnare la Giunta regionale ad approfondire tutti gli effetti, in particolare quelli retroattivi, della sentenza della Corte costituzionale n. 138/2019 in merito alla legge regionale n. 11/2017, al punto 5.

Rendinconto generale della Regione

I lavori sono quindi iniziati secondo la scaletta con il Disegno di legge n. 9: Rendiconto generale della Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol per l’esercizio finanziario 2018 (presentato dalla Giunta regionale).

Nel rendiconto generale della Regione Trentino-Alto Adige per l’esercizio finanziario 2018, le entrate accertate ammontano a euro 479. 811. 770, 87, di cui euro 321.505.982,20 si riferiscono ad entrate tributarie, euro 100. 000. 000, 00 a trasferimenti correnti, euro 17.988. 140,53 ad entrate extratributarie, euro 29.223.566,62 ad entrate da riduzione di attività finanziarie ed euro 11. 094. 081, 52 ad entrate per conto di terzi e partite di giro.

Per quanto concerne le somme impegnate, la spesa complessiva ammonta a euro 503.378.024, 11, di cui euro 376.033.543,09 per impegni di spese correnti ed euro 6.432.264,61 per fondo pluriennale vincolato di parte corrente, euro 41.293.481,81 per impegni di spese in conto capitale e euro 6. 089.444, 17 per fondo pluriennale vincolato in c/capitale, euro 17.876.560,25 per spese per incremento di attività finanziarie e euro 44. 154. 258, 52 per fondo pluriennale vincolato per attività finanziarie, euro 11.498.471,66 per impegni di uscite per conto terzi e partite di giro.

Nel conto dei residui, alla chiusura dell’esercizio 2018, i residui attivi ammontano a complessivi euro 224. 134. 404, 81, di cui euro 223. 981. 110, 60 relativi ad entrate tributarie, euro 138.294,21 ad entrate extratributarie ed euro 15.000,00 ad entrate per conto di terzi e per partite di giro. l residui passivi ammontano a complessivi euro 138. 248. 033, 10 di cui euro 24. 221. 204, 12 relativi a spese correnti, euro 92.252.282,23 a spese in conto capitale, euro 20. 818. 136, 94 a spese per incremento attività finanziarie ed euro 956. 409, 81 a uscite per conto di terzi e per partite di giro. La gestione di cassa si sintetizza in riscossioni per euro 543. 368. 237, 31 e in pagamenti per euro 455. 538. 123, 12. Il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2018 risulta pari ad euro 198.550.294, 18 ed è composto da una quota accantonata, pari ad euro 2. 046. 000, 00 e da una quota disponibile pari ad euro 196. 504. 294, 18. Il conto economico presenta un risultato positivo di euro 22. 791. 330, 76. La situazione patrimoniale attiva al 31 dicembre 2018 è stabilita in euro 1. 548.382.931,66.

Il testo è stato messo in votazione, per Province separate, come prevede il regolamento: 22 consiglieri trentini hanno votato a favore e 2 contrari, mentre 16 consiglieri altoatesini hanno votato sì e 9 contrari. Pur avendo raggiunto la maggioranza necessaria dei voti favorevoli (18) in Provincia di Trento, non avendo raggiunto la soglia in quella di Bolzano, il testo è stato inviato all’Organo di revisione per la successiva approvazione.

Punto successivo, la Proposta di deliberazione n. 6: Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2018 (presentata su proposta della Giunta regionale) e Disegno di legge n. 10: Assestamento del bilancio di previsione della Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol per gli esercizi finanziari 2019-2021 (presentato dalla Giunta regionale), trattati congiuntamente.

La delibera è stata approvata con 34 voti favorevoli, 13 contrari, 7 astenuti.

Assestamento di Bilancio

Sul disegno di legge 10, dopo la relazione del Vicepresidente della Regione, Maurizio Fugatti, il Consigliere Peter Faistnauer (Team Köllensperger), entrando nel merito del punto che prevede un aumento delle indennità dei Sindaci, ha evidenziato il fatto che oggi gli amministratori sono oberati di burocrazia e responsabilità e ha chiesto spiegazioni sulla proposta della Giunta regionale di riportare l’indennità dei Sindaci alla situazione del 2010.

L’Assessore Claudio Cia, evidenziando di condividere le considerazioni del Consigliere Faistnauer, ha spiegato che si tratta di una operazione che aumenta l’indennità dei Sindaci, rispetto a quella di ora, di circa il 7%, dopo la revisione avvenuta nel 2013 per la spending review. Cia ha ricordato che la perdita del valore d’acquisto e l’inflazione in questi anni è stata del 19% e che quindi questo aumento è in realtà minimo e non rispecchia l’impegno dei Sindaci stessi. Ha quindi detto che è in corso un lavoro da parte della Giunta per capire come poter intervenire per poter rivedere le indennità a fronte di un aumento di responsabilità e lavoro a carico degli amministratori.

Ugo Rossi (Patt) ha chiesto un approfondimento sull’articolo 1 in merito alla norma che prevede contributi ai Comuni della Provincia di Bolzano che collaborano pe servizi intercomunali. Ha ricordato che è vero che in passato hanno avuto accesso ai fondi per le fusioni solo i Comuni della Provincia di Trento, ma che dalla non era esclusa la Provincia di Bolzano, mentre con questa norma si prevedono forme di collaborazione intercomunale per il solo Alto Adige. L’assessore Claudio Cia, ha spiegato che in Provincia di Bolzano vi sono 116 Comuni e 166 in Provincia di Trento e che la norma per le collaborazioni intercomunali è provinciale e non regionale. Alla lunga, ha spiegato, questa operazione può portare ad un contenimento dei costi.

Nell’esame dell’articolato, sono stati approvati l’emendamento n.1 all’articolo 1 a firma di Claudio Cia, l’emendamento n.2, a firma della Consigliera Paola Demagri (Patt) ha presentato un emendamento sulla definizione di “enti locali”, l’emendamento n.3 dell’Assessore Claudio Cia

Sull’articolo 1 è intervenuto nuovamente il Consigliere Ugo Rossi (Patt) ha chiesto ulteriori spiegazioni, evidenziando come escludere dalla norma i comuni trentini non sia corretto dal punto di vista formale, perchè se è vero che bilancia quanto accaduto con le fusioni, non si può sapere cosa accadrà in futuro e forme di collaborazione intercomunali potrebbero avvenire anche in Trentino. Il Vicepresidente Maurizio Fugatti ha spiegato che della legge delle fusioni ne avevamo beneficiato solo i Comuni trentini e questa norma nasceva anche con l’intento di parificare in qualche modo questo sbilanciamento. Ma ha rilevato come le osservazioni fossero corrette e ha quindi annunciato un emendamento per poter inserire anche i comuni trentini. Sospesi i lavori per poter permettere la redazione di un emendamento ad hoc, il Presidente del Consiglio regionale, Roberto Paccher ha annunciato una variazione dell’orario con la chiusura dei lavori alle 13.30 e la ripresa alle 14.00. Solo per questa seduta, il Presidente Paccher ha quindi chiesto di poter leggere gli articoli alternativamente in lingua tedesca e italiana e non in doppia lettura, per poter accelerare i tempi e favorire i lavori del Consiglio provinciale di Trento. Il Consigliere Alex Marini (M5S) ha annunciato di astenersi dal voto per rispetto dei colleghi sudtirolesi e non per favorire i lavori del Consiglio provinciale. L’aula ha approvato la proposta del Presidente Paccher.

L’emendamento elaborato in seguito alla proposta di Rossi è stato approvato. Sul testo dell’articolo 1bis è intervenuto il consigliere Paolo Ghezzi (Futura) ha chiesto spiegazioni sull’istituzione dell’Albo dei SIndaci Emeriti che viene istituito per legge, chiedendo se i Sindaci devono dare l’autorizzazione e ha ricordato il diritto all’oblio. Si è detto contrario all’apertura dell’Albo, ricordando la legge 76 che istituiva il titolo di Sindaco emerito che aveva trovato l’opposizione da parte dei Consorzi dei Comuni . L’assessore Claudio Cia ha detto che su questa proposta, che non istituisce alcun titolo, ma un registro degli ex sindaci, non vi è stata alcuna espressione negativa da parte dei Consorzi. Il Consigliere Alessio Manica (PD) ha chiesto se vi è stata una comunicazione formale ai Consorzi dei Comuni e ha detto, anche come ex sindaco, di non vedere la necessità di questo registro.

All’articolo 1 bis è stato approvato un emendamento a firma dell’Assessore Cia.

Gli articolo 2,3, 4, 5, 6 approvati senza discussione. L’articolo 4bis è stato sostituito da un emendamento presentato dal consigliere Ivano Job (Lega Nord). Sull’articolo 7 approvato un emendamento del Vicepresidente Fugatti. Approvato anche l’articolo 8, 9 e 10. E’ stato quindi introdotto, da un emendamento della Giunta, l’articolo 10 bis. Approvati anche gli ultimi articoli, la votazione del disegno di legge ha visto per la Provincia di Trento 19 favorevoli,4 contrari, 3astenuti. Per la Provincia di Bolzano 16 favorevoli, 10 contrari, 3 astenuti. Anche in questo caso il testo dell’Assestamento va all’Organo regionale di revisione.

Documento di Economia e Finanza e Prima Variazione di Bilancio del Consiglio

La Proposta di deliberazione n. 7: Espressione del parere, prescritto dall’articolo 37 del Regolamento interno, inerente il “Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2019” (presentata su proposta della Giunta regionale) è stata approvata con 35 voti a favore, 13 contrari e 6 astenuti.

Approvata anche la Proposta di deliberazione n. 5: Approvazione della prima variazione del bilancio di previsione del Consiglio regionale per gli anni 2019-2020-2021 (presentata dall’Ufficio di Presidenza) con 33 voti a favore, 12 contrari, 8 astenuti.

Mozione n.5

Come stabilito ad inizio della seduta, è stato esaminato il testo della mozione n.5. Il testo chiede una verifica degli effetti della sentenza della Corte Costituzionale n. 138/2019, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 4, comma 1, terzo periodo e comma 3 della legge della Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol 18 dicembre 2017, n. 11. La legge prevedeva, tra le altre cose che “dopo almeno sei anni di incarico di preposizione alle strutture organizzative o loro articolazioni, la sola parte fissa dell’indennità di posizione si trasformasse, alla cessazione dell’incarico, in assegno personale pensionabile in base al sistema retributivo” (articolo 4, comma 1, terzo periodo). Proprio sulla parte economica si concentra la mozione che specifica come la Pubblica Amministrazione abbia il diritto a chiedere la restituzione delle somme indebitamente percepite dal dipendente, fatta salva la necessità di operare il recupero con modalità non eccessivamente gravose per il dipendente. Il chiarimento è dunque richiesto per capire una questione “che – nel caso di specie”, come scritto nel testo della mozione, “risulta di particolare complessità, in quanto la trasformazione di una parte dell’indennità in assegno personale pensionabile era dapprima prevista dal contratto collettivo e successivamente dalla legge regionale oggetto di censura. La corresponsione di somme non dovute non deriva pertanto da un errore o da una errata applicazione della normativa; per tali motivi, sembrerebbe che – tra gli altri – i principi di buona fede e di legittimo affidamento debbano essere declinati e interpretati in maniera peculiare; non vi è quindi certezza che i principi enucleati dalla suddetta giurisprudenza vadano applicati con le stesse modalità anche al caso in oggetto, in quanto le fattispecie risultano effettivamente differenti, anche alla luce di quanto sostenuto nei due punti precedenti; infine, non sono del tutto chiari gli eventuali termini, nonché le modalità di retrocessione da parte dei dipendenti interessati delle somme a loro indebitamente attribuite”. In particolare la mozione impegna la Giunta quindi ad approfondire in maniera attenta e sollecita, in un’ottica di tutela dell’interesse pubblico, tutti gli effetti – in particolare quelli retroattivi – della sentenza n. 138/2019, anche con l’ausilio – compatibilmente con la normativa vigente – di uno o più pareri di esperti in materia, il cui contributo – in questa fattispecie – risulterebbe particolarmente utile, prezioso e significativo.

Sandro Repetto (PD) ha ricordato come questa sentenza abbia riguardato circa un migliaio di dipendenti nella Provincia di Bolzano. Ha detto che non vi sono colpe da parte dei dipendenti, per i quali si è applicata una legge. “Questo è un modo di avvicinarsi per capire come ci si muove”. “Bisognerà arrivare ad una soluzione win to win, equilibrata sia per l’amministrazione, sia per i dipendenti”.

Maria Elisabeth Rieder (TK) ha spiegato di essere a favore della mozione nell’interesse dei cittadini.

Helmut Tauber (SVP) ha spiegato che la mozione è importante per capire come muoversi in futuro. La votazione è stata approvata con 48 voti favorevoli e un astenuto.

La seduta è stata quindi chiusa. La prossima riunione del Consiglio regionale è programmata per settembre.