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CONSIGLIO REGIONALE TRENTINO ALTO ADIGE * AUTONOMIE: PACCHER « LE REGIONI A STATUTO SPECIALE DEVONO ESSERE PROTAGONISTE DEL CAMBIAMENTO IN ITALIA »

“Le Regioni a Statuto Speciale devono essere protagoniste del cambiamento in Italia”. Il Presidente Paccher, Coordinatore del Tavolo delle Speciali, sul tema del cambiamento in atto.

Insediato il nuovo Coordinamento delle Assemblee legislative a Statuto Speciale, all’interno della Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali e Provinciali di Trento e Bolzano, l’organismo che ha sede a Roma e che riunisce tutti i consigli legislativi italiani. Il nuovo coordinatore è il Presidente Roberto Paccher (Trentino-Alto Adige/Südtirol). Vicecoordinatore il Piero Mauro Zanin (Friuli Venezia Giulia).

Il Tavolo di Coordinamento riunisce i Presidenti di Friuli Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige/Südtirol, Valle d’Aosta, Sardegna, Sicilia e le Province di Bolzano e Trento, territori che da molti anni godono di un proprio Statuto d’Autonomia riconosciuto a livello Costituzionale e a livello internazionale per quanto riguarda proprio il Trentino.

In un momento in cui vi sono molte aspirazioni ad un maggior autogoverno da parte di alcune Regioni, in particolare Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, in base al terzo comma dell’articolo 116 del Titolo V della Costituzione, proprio il Tavolo delle Speciali riveste un ruolo fondamentale di raccordo e dialogo.

“Il Regionalismo differenziato di cui si parla a livello nazionale da qualche tempo, è una realtà già esistente nel territorio italiano e si chiama Autonomia – Commenta il Presidente Roberto Paccher –

Nel dibattito nazionale le Regioni a Statuto speciale sono spesso viste con diffidenza ed è purtroppo spesso dovuto ad una mancata conoscenza di quale sia davvero la situazione nei territori e quali siano le ragioni storiche che hanno portato a questa particolare forma di governo. Ed esistono differenze sostanziali all’interno di queste cinque realtà regionali che non vanno dimenticate.

Il Regionalismo differenziato è una strada che può portare ovunque ad una migliore amministrazione e non occorre inventare nuove vie, perché esistono già delle strade percorse, con pregi e difetti. Per questo sono convinto che il primo ruolo di questo tavolo di coordinamento sia quello di condividere le best practice di ciascuna esperienza, soprattutto quelle più virtuose e mantenere un dialogo costante con tutte le altre Regioni.

E’ evidente che occorre innanzitutto chiarire che Autonomia non è un privilegio, ma una responsabilità: significa avere la possibilità di risolvere i problemi che nascono sul territorio, con la consapevolezza che occorre farlo con le risorse a disposizione e nel miglior modo possibile nell’interesse di tutti i cittadini. Ci sono stati errori nel passato che vanno evitati, ma soprattutto tenere alta l’attenzione su ciò che funziona e spiegarne il perché. Per questo il mio primo impegno sarà quello di capire, insieme agli altri Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province a Statuto Speciale, quali siano le cose che funzionano meglio in ciascun territorio.

E in questo momento occorre ricordare quanto ha detto il padre dell’Autonomia trentina, della Repubblica Italiana e d’Europa, Alcide De Gasperi: “Io che sono pure autonomista convinto e che ho patrocinato la tendenza autonomista, permettete che vi dica che le autonomie si salveranno, matureranno, resisteranno, solo ad una condizione: che dimostrino di essere migliori della burocrazia statale, migliori del sistema accentrato statale, migliori soprattutto per quanto riguarda le spese. Non facciano la concorrenza allo Stato per non spendere molto, ma facciano in modo di creare una amministrazione più forte e che costi meno. Solo così le autonomie si salveranno ovunque, perché se un’autonomia dovesse sussistere a spese dello Stato, questa autonomia sarà apparente per qualche tempo e non durerà per un lungo periodo”.